L'arca olearia

La scienza italiana lancia l'allarme su Xylella: misure di contenimento necessarie

In Brasile il batterio da quarentena Xylella fastidiosa provoca danni per 100 milioni di euro all'anno. Necessarie le estirpazioni ma anche avviare con urgenza ricerche finalizzate alla definizione di strategie che consentano la convivenza con la malattia

26 gennaio 2016 | R. T.

Secondo la Società Italiana di Patologia Vegetale e la Società Entomologia Italiana la zona infetta dovrebbe diventare un laboratorio a cielo aperto per lo studio di questa grave malattia batterica dell’olivo e dei suoi insetti vettori, dove far convergere le attività di ricerca della comunità scientifica internazionale attraverso la realizzazione di reti di ricerca, il potenziamento delle infrastrutture disponibili e la definizione di un quadro normativo che non ostacoli la ricerca in campo.

Nel frattempo, però, occorrono le estirpazioni.

Secondo gli scienziati italiani non ci sono nuove evidenze sperimentali, validate dalla comunità scientifica, tali da modificare le linee guida già espresse nel documento rilasciato al termine del Convegno Nazionale Xylella fastidiosa - una nuova sfida per l'agricoltura italiana", tenutosi a Roma il 3 luglio 2015.

Le motivazioni degli interventi di contenimento originano dal solo riscontro della presenza di un organismo da quarantena qual è X fastidiosa, e non dal nesso di causalità tra X. fastidiosa e la sindrome di Disseccamento Rapido dell'Olivo.

Il contenimento dell’epidemia di X. fastidiosa sottospecie pauca è un’esigenza improcrastinabile, di vitale importanza per l’agricoltura italiana ed europea. Esperienze maturate in altre parti del mondo, anche se relative ad ospiti vegetali e sottospecie di Xylella diversi, indicano che esso è possibile, anche se la completa eradicazione di questo batterio è estremamente difficile in presenza di un numero elevato di piante infette distribuite su un’ampia superficie, condizioni che sussistono per l’epidemia in corso nella provincia di Lecce.

Le solide basi di conoscenza fornite dalla ricerca internazionale, recepite dall'Unione Europea e dalle organizzazioni fitoiatriche nazionali ed internazionali, consentono di concludere che la diffusione di X. fastidiosa sul territorio nazionale ed europeo aprirebbe prospettive drammatiche per l'agricoltura.

La misura del suo potenziale impatto economico può essere stimata dal confronto con episodi precedenti, quale la diffusione in Brasile di questo patogeno, dove è ritenuto responsabile di danni per circa 100 milioni di euro l'anno.

Secondo la Società Italiana di Patologia Vegetale e la Società Entomologia Italiana è necessario distinguere con chiarezza tra gli interventi atti a mitigare il problema nell’area di insediamento (“zona infetta”) e quelli finalizzati a limitare l’espansione del fronte epidemico (“zona cuscinetto”).

Nella zona d’insediamento devono essere messe in atto misure di difesa integrata che permettano una convivenza con la malattia nel rispetto dell’ambiente, anche attraverso l’adozione di buone pratiche agronomiche tese a potenziare la capacità di tolleranza delle piante nei confronti di stress biotici e abiotici. La prospettiva della scomparsa dell’olivo dal Salento non rappresenta uno scenario né accettabile né, in prospettiva, verosimile.

Il contenimento del fronte epidemico nella “zona cuscinetto” richiede vari ordini di azioni:

Interventi agronomici
• Sfalcio delle erbe spontanee o la lavorazione dei terreni (fresatura) nel periodo primaverile, al fine di eliminare gli stadi giovanili del vettore e ridurre quanto più possibile il numero
degli insetti adulti in grado di infettarsi e diffondere il batterio.
• Monitoraggio costante dei sintomi e potatura periodica (almeno ogni 2 anni) delle piante di olivo al fine di garantire uno sviluppo equilibrato della chioma e individuare prontamente
sintomi sospetti. La tempestiva eliminazione di rametti secchi e di parti vitali ad essi prossime, pur in mancanza di solide conferme sperimentali, probabilmente potrebbe impedire la diffusione del batterio all’interno dell’intera pianta.

Trattamenti fitosanitari: interventi con insetticidi contro gli adulti dell’insetto vettore sfuggiti all’azione di contenimento delle lavorazioni del terreno o dello sfalcio delle erbe spontanee. Tali trattamenti dovranno essere eseguiti con prodotti registrati e regolarmente autorizzati per un loro impiego su olivo e potrebbero in parte coincidere con quelli già previsti dai disciplinari di produzione integrata.

Estirpazione e distruzione delle piante infette: operazione necessaria al fine di eliminare un serbatoio di inoculo che contribuirebbe ad un’ulteriore diffusione del patogeno in presenza di insetti vettori.

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