L'arca olearia

Spada di Damocle sui frantoi italiani: obbligo di adeguarsi alla nuova normativa antincendio

Entro il 1 novembre tutti i frantoi dovrebbero presentare il progetto di valutazione antincendio, a cui dovrà seguire nel 2016 la Scia. Non è solo una pratica burocratica. Richiesti investimenti da decine di migliaia di euro. Resta la domanda: che fine ha fatto il tavolo tecnico?

25 settembre 2015 | Alberto Grimelli

Le leggi devono seguire i tempi e adattarvisi, ma forse, per i frantoiani, era meglio tenere la legge antincendio del 1934.

Allora il legislatore, con chiarezza assoluta, ha escluso gli oli d'oliva da liquidi infiammabili, in virtù del suo elevato punto di infiammabilità.

Il recente Dpr 151/2011 ha però rimesso in discussione anche le leggi fisiche, includendo gli oli di oliva tra i liquidi infiammabili, senza tenere conto degli specifici punti di accensione e di infiammabilità. Tutti insieme, in un unico calderone.

In realtà, esaminando con attenzione la questione, non si tratta neanche di un dettato di legge ma dell'interpretazione data dai Vigili del Fuoco alla legge in un documento non ufficiale, quali devono essere considerate le Frequently Asked Questions sul tema antincendio, presenti sul loro sito.

Non è la prima volta che abbiamo trattato l'argomento. Ce ne siamo interessati nel 2013: L'olio extra vergine d'oliva è un liquido infiammabile, combustibile o lubrificante? e poi nel 2014: Anche i frantoi a rischio d'incendio? La Camera chiede al governo di pensarci su.

Il tempo è passato, la soluzione si è allontanata e i tempi incombono più che mai.

Riepiloghiamo brevemente.

Interpretazione dei Vigili del Fuoco a quesito

"Un frantoio oleario, per la molitura di olive e produzione olio e che detiene olio extravergine d'oliva superiore a 25 mc, è soggetto al d.P.R. 151/2011?
Risposta:
Il deposito di olio in un frantoio può essere ricompreso al punto 12 dell'allegato al d.P.R. 151/2011 in funzione della quantità depositata."

Quali fattispecie di locali comprende il punto 12 del Dpr 151/2011

“Depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili e/o oli lubrificanti, diatermici, di qualsiasi derivazione, di capacità geometrica complessiva superiore a 1 m3”

I dubbi

I Vigli del Fuoco, nella loro secca risposta, non hanno chiarito se gli oli d'oliva sono liquidi infiammabili e/o combustibili e/o oli lubrificanti. Atteso che, verosimilmente, non si tratta delle due ultime fattispecie, gli oli d'oliva vengono considerati liquidi infiammabili.

Le temperature di infiammabilità e di autoaccensione dell'olio d'oliva sono rispettivamente a 243 e 340 gradi. Molto alte, quindi. Impossibile dargli fuoco con un cerino, provare per credere.

Soprattutto, però, l'olio d'oliva non è un liquido diatermico, requisito posto per tutte le fattispecie considerate, per rientrare nella norma.

Dalla Treccani: diatermico In termologia, che conduce il calore, termicamente conduttore. È detto fluido d., il fluido usato in impianti termici per scambiare e trasportare calore.
L'olio d'oliva non conduce il calore.

L'intervento della Camera

Alcuni deputati, prima firmataria Colomba Mongiello, hanno fatto approvare dalla Camera un ordine del giorno, nell'agosto 2014, che impegnava il governo a far entrare in vigore la legge per i frantoiani solo dal gennaio 2015, istituendo un tavolo tecnico di concertazione per prevedere “modalità di applicazione della disciplina... appositamente commisurate alle attività dei frantoiani oleari con specifiche semplificazioni e snellimenti, anche dal punto di vista degli oneri...”

Il decreto Milleproroghe 2015

Con la legge 11 del 27 febbraio 2015 di conversione del decreto Milleproroghe 2015, per i nuovi soggetti obbligati ad ottemperare alla normativa anticendio, è stata prevista una proroga, con presentazione del progetto di valutazione antincendio ai Vigili del Fuoco entro il 1 novembre 2015 e presentazione della Scia entro i l 6 ottobre 2016.

Tavolo tecnico mai istituito

Il tavolo tecnico espressamente richiamato dall'ordine del giorno approvato dalla Camera, non è mai stato istituito e pertanto, al momento, non esistono semplificazioni specifiche per i frantoiani.

Gli scenari

Adeguamento: un frantoio che volesse adeguarsi dovrebbe presentare il progetto di valutazione antincendio, comprensivo delle misure antincendio previste dalla legge (impianto antincendio, porte tagliafuoco ecc) entro il 1 novembre. Ha tempo fino al 6 ottobre del 2016 per adeguare i locali e presentare la Scia. Un investimento che, a seconda della grandezza del frantoio, può andare da alcune migliaia di euro ad alcune decine di migliaia di euro.

Inadempienza “attiva”: un frantoio rifiuta l'interpretazione data dai Vigili del Fuoco. In caso di ispezione, fa verbalizzare che l'olio d'oliva non è né può considerarsi un liquido infiammabile diatermico. Seguirà, probabilmente, ricorso giudiziario di fronte agli eventuali provvedimenti di Vigili del Fuoco o Prefetto che, lo ricordiamo, nei casi più gravi di inadempienza, possono prevedere la chiusura dell'attività.

Intervento del Ministero dell'Interno: il Ministero dell'Interno, magari sentito il parere tecnico di un ente scientifico terzo, può emettere una circolare interpretativa del Dpr 151/2011, escludendo esplicitamente gli oli di oliva dai liquidi infiammabili soggetti alla normativa. In alternativa, lo stesso Ministero dell'Interno può sospendere temporaneamente la norma per i frantoi, istituire il tavolo tecnico che potrà lavorare su modifiche al Dpr 151/2011 tali da venire incontro sia alle esigenze di sicurezza sia a quelle di logica/scienza/economia.

 

Per come funzionano le cose in Italia è probabile che si realizzi il secondo scenario prospettato.
Restiamo in fiduciosa attesa, invece, di un intervento del governo che non getti ombre sulla imminente campagna olearia.

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Elia Pellegrino

28 settembre 2015 ore 09:33

La situazione è più complessa di un mero "parere" dei VdF. Il problema interpretativo, come sottolinea Grimelli, è una costante della nostra nazione; nel dubbio, chi deve controllare si para le spalle e dice no!
Chiederemo un incontro urgente direttamente col Min. Alfano unico soggetto ad avere effettivo potere nel promuovere una nuova sospensiva. Il tavolo tecnico, quando promuovemmo con altri la prima sospensiva, non si è mai costituito, e se dovesse farlo ho dei seri dubbi che l'olio extra vergine possa essere esentato come riteniamo giusto sia. Questi tavoli di super-tecnici secondo il mio parere personale vanno solo ad ingarbugliare ulteriormente la materia. Noi come AIFO siamo in movimento da oltre due mesi su problema Antincendio, speriamo di portare a casa un buon risultato per la categoria
Elia Pellegrino VP AIFO

Luigi Tega

27 settembre 2015 ore 11:20

Chi è il genio che ha chiesto il parere ai Vigili del Fuoco?
Ovviamente in assenza di una precisazione della legge non possono che dare una interpretazione restrittiva della norma.
L'olio di oliva non è un olio diatermico e la questione termina qui!!

Roberto Casiraghi

26 settembre 2015 ore 10:50

La prima cosa da notare è che spesso è quasi pericoloso stimolare il can che dorme soprattutto quando si è certi della fondatezza logica e tecnico-scientifica della propria posizione. Se la richiesta di chiarimento non fosse stata fatta, non ci sarebbe stata questa risposta un po' sibillina dei Vigili del Fuoco ("può essere ricompreso", anziché "deve essere ricompreso"). Ma se proprio si deve formulare una domanda, che almeno la si formuli fornendo già all'interlocutore gli elementi per una risposta sensata ossia includendo le considerazioni tecnico-scientifiche per cui non è ragionevole applicare la normativa antincendio agli oli alimentari. Non lavoro in questo settore ma se fossi un operatore ora farei così per rimediare al patatrac: porrei all'attenzione dei Vigili del Fuoco un nuovo quesito riguardante un caso simile, farei riferimento alla precedente risposta ma esprimerei chiaramente tutti i motivi per cui a mio parere la normativa non va applicata agli oli alimentari (motivi ben descritti in questo articolo) e aspetterei fiducioso la risposta. I Vigili del Fuoco, che già si sono espressi in modo possibilista, non potrebbero che far proprie le mie considerazioni.