L'arca olearia

La crisi dell’olio di oliva italiano è ora! Ma i frantoiani sono rimandati al Ministero del Made in Italy e soldi forse all'autunno

La crisi dell’olio di oliva italiano è ora! Ma i frantoiani sono rimandati al Ministero del Made in Italy e soldi forse all'autunno

La situazione del sistema olivicolo-oleario italiano è precaria con la campagna olearia che si avvicina sempre più. Nessun fondo emergenziale stanziato dal governo che vara invece il Piano Olivicolo Nazionale e il ColtivaItalia alla Camera. Le questioni dei frantoiani di competenza del Ministro Urso. Ne abbiamo parlato col Sottosegretario Patrizio La Pietra

07 agosto 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli

Non c’è tempo, non c’è tempo. E’ l’allarme del sistema olivicolo-oleario unito, di olivicoltori, frantoiani, di tutto l'olio di oliva itlaiano, ripreso e ribadito anche dagli assessori all’agricoltura di Puglia e Calabria, che hanno chiesto che il Ministero delle politiche agricole dichiari lo stato di crisi del settore.

Tutto rimandato a settembre, tanto a Ferragosto non muore nessuno, neanche il settore olivicolo. Però a settembre si inizieranno ad aprire i frantoi che, a tutt’oggi, non hanno risposta rispetto allo stato di crisi che hanno denunciato. Ed è la prima delle domande fatte al Sottosegretario all’agricoltura, con delega al settore olivicolo, Patrizio La Pietra.

  •  Veniamo alla voce grossa dei frantoiani nelle ultime settimane, che minacciano serrate e mancato ritiro delle olive, che intende fare il Ministero?

"Le giacenze dell’anno passato, accumulate nei depositi sono oggettivamente un problema in vista della prossima campagna. A tal riguardo ho immediatamente scritto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sotto il cui dicastero ricadono le attività dei frantoi e il ministro si è subito reso disponibile a indire un tavolo di confronto con le associazioni dei frantoiani, con in quali fare il punto della situazione e individuare le possibili soluzioni in tempi rapidi."

Tutto rimandato, quindi, a un tavolo a settembre che dovrà decidere il da farsi, con le soluzioni a campagna già avviata.

Intanto arriva il Piano Olivicolo Nazionale, varato ufficialmente con decreto ministeriale il 30 luglio scorso. Qualche polemica ha suscitato l’indicazione dei 300 milioni di euro per nuovi oliveti in tutta Italia, visto che i fondi vengono erogati sulla base dell’emergenza Xylella.

  • Veniamo al ColtivaItalia e ai 300 milioni di euro per il Piano Olivicolo Nazionale. I fondi vengono destinati per contrastare Xylella fastidiosa, saranno quindi utilizzabili solo in Puglia?

"No, i 300 milioni sono a disposizione del Piano Olivicolo Nazionale e quindi di tutto il territorio italiano. Purtroppo la lentezza registrata negli scorsi anni nell’adottare strategie utili ad un contrasto efficace della Xylella ha consentito la diffusione del batterio su porzioni sempre più ampie della Puglia, manifestandosi anche in altre regioni. Il commissario nazionale, la cui adozione è stata prevista nel Coltivaitalia, nasce per gestire il problema Xylella e avrà il compito di operare su tutti i territori nei quali esiste la criticità, che in questi anni non è stata fermata dai confini regionali né risolta da palliativi frutto di un approccio ideologico che ha risposto a logiche pseudo ambientaliste, prive di quel supporto scientifico necessario ad affrontare quella che è stata una emergenza, ma che ora, dopo anni e anni di immobilismo è un problema cronico, che siamo chiamati a risolvere con risolutezza e pragmatismo."

Occorre fare una precisazione doverosa. Come affermato anche dal professor Donato Boscia, nominato presidente del Comitato tecnico-scientifico regionale per la Xylella, la sindrome del disseccamento rapido degli olivi è associata al batterio Xylella fastidiosa var. pauca, che è presente solo in Puglia. E’ invece presente in tutta Italia, ma anche nel resto del Mediterraneo la Xylella fastidiosa var. multiplex, che non è associata alla moria degli olivi. L’utilizzo di fondi europei per combattere un’epidemia fuori dai confini dove è presente Xylella fastidiosa pauca potrebbe creare qualche problema con Bruxelles.

Ma l’attività del Piano Olivicolo Nazionale è già, di fatto, partita, ancor prima che fosse ufficialmente varato, con lo spot che è in onda sulle reti RAI fino alla metà di novembre.

  • Aspettando il ColtivaItalia è da qualche giorno in televisione lo spot che dovrebbe incentivare il consumo di olio italiano. Avete già qualche ritorno?

"E’ prematuro poter tracciare un bilancio anche se siamo già ora in possesso di riscontri positivi, ma l’obiettivo condiviso con le associazioni di settore con le quali ci siamo confrontati in molteplici incontri è di evidenziare la qualità dell’olio italiano, mettendo a disposizione delle persone gli strumenti utili a comprendere cosa trovano sugli scaffali di un supermercato. L’olio italiano vale più di altri di dubbia provenienza e qualità, lo stiamo spiegando in modo che poi ognuno possa fare le proprie scelte consapevolmente."

  • Intanto si aspetta però che venga dichiarato lo stato di crisi per l’olio, così da poter assegnare qualche risorsa. Anche perché il ColtivaItalia diventerà però legge solo tra diverse settimane (dopo il passaggio in Senato). Si farà in tempo a salvare il comparto?

"Dopo l’approvazione, senza voti contrari, alla Camera ora siamo veramente a un passo dalla conclusione dell’iter legislativo che consentirà al comparto di dotarsi di un miliardo e duecento milioni di euro, raggiungendo quasi la cifra record di 17 miliardi di investimenti complessivi sul settore primario. Uno sforzo economico senza precedenti nella storia repubblicana che evidenzia la volontà del ministro Lollobrigida e di tutto il governo Meloni di fare un cambio di passo vero e concreto nell’approccio all’agricoltura, il cui problema non è certo il tempo che manca all’approvazione del Coltivaitalia in Senato, ma i decenni precedenti nei quali la politica ha pensato, colpevolmente, che il lavoro degli agricoltori non fosse la priorità del Paese. Il Piano Olivicolo Italiano 2026-2030 definisce una visione di lungo periodo per uno dei comparti simbolo dell'agricoltura italiana, puntando su qualità, sostenibilità, innovazione e competitività per consolidare il comparto dell'olio extravergine di oliva italiano sui mercati nazionali ed internazionali, oltre a fornire pronte risposte alle criticità attuali."

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