L'arca olearia
La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: strategie di monitoraggio e controllo per una gestione sostenibile
I due picchi annuali (primavera/inizio estate), la presenza di predatori naturali utili e la superiorità dei piretroidi. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori sulla scelta dei prodotti e sui tempi ottimali di intervento
13 agosto 2026 | 12:00 | R. T.
La cocciniglia nera dell'olivo (Saissetia oleae) rappresenta una delle minacce più insidiose per gli oliveti del Mediterraneo. Questo insetto, appartenente alla famiglia dei Coccidi, si nutre della linfa delle piante, indebolendole progressivamente e compromettendo la produzione di olive sia in quantità che in qualità.
Ciò che rende particolarmente difficile il controllo di questo parassita è la sua protezione cerosa: le femmine adulte sono ricoperte da uno spesso strato di cera che le rende resistenti a molti trattamenti insetticidi. Inoltre, la secrezione di melata favorisce lo sviluppo della fumaggine, un fungo che ricopre le foglie riducendo la fotosintesi e il valore commerciale dei frutti.
Lo studio qui presentato, condotto da ricercatori del Centro di Ricerca Agricola egiziano e dell'Università di Al-Azhar, ha monitorato per due anni consecutivi le popolazioni di questo insetto in un oliveto privato nella regione di Matrouh, fornendo dati preziosi per una gestione integrata e sostenibile.
Andamento Stagionale della Popolazione: Quando Intervenire
Il monitoraggio settimanale ha rivelato un andamento stagionale molto regolare, con caratteristiche che ogni olivicoltore dovrebbe conoscere per ottimizzare gli interventi.
Durante il primo anno di osservazione (settembre 2023 - agosto 2024), all'inizio di settembre la popolazione si presentava a un livello moderato, con 196 stadi immaturi e 160 femmine adulte ogni 70 rami di olivo. Da novembre a gennaio si è registrato un netto calo demografico, attribuibile alle basse temperature invernali che rallentano lo sviluppo dell'insetto. La ripresa è iniziata a metà febbraio, quando le popolazioni sono salite a 344 immaturi e 203 femmine adulte. Il primo picco stagionale è stato osservato il primo marzo, con un totale di 563 individui ogni 70 rami, seguito da un secondo picco ancora più elevato a metà giugno, con 646 esemplari totali (di cui 420 stadi immaturi e 226 femmine adulte).
Nel secondo anno di monitoraggio (settembre 2024 - agosto 2025), l'andamento è risultato simile ma con densità di popolazione complessivamente più elevate. La stagione è iniziata con 291 immaturi e 113 femmine adulte a metà settembre, per poi calare fino a novembre con un totale di 245 individui. Durante questa seconda annata sono stati osservati tre picchi distinti: il 3 gennaio con 442 esemplari, il 3 marzo con 573 esemplari e il 18 giugno con il valore massimo di 673 individui ogni 70 rami.
Un dato di fondamentale importanza emerso dal monitoraggio è che in entrambi gli anni gli stadi immaturi (neanidi e crawler) sono risultati sempre più numerosi delle femmine adulte. Questo indica che la riproduzione è continua e che il potenziale di danno è costante durante quasi tutto l'anno. La prevalenza degli stadi giovanili rappresenta un'allerta economica significativa, poiché segnala una popolazione in continua espansione.
Per l'olivicoltore, il messaggio chiave è che i momenti critici per il monitoraggio intensificato sono marzo e giugno, quando le popolazioni raggiungono i valori massimi. In questi periodi è essenziale intensificare i controlli visivi su almeno 5-7 rami per pianta, orientati verso i quattro punti cardinali e distribuiti a diverse altezze della chioma.
I Predatori Naturali: Alleati Preziosi da Proteggere
Lo studio ha identificato due coccinellidi predatori associati alla cocciniglia nera dell'olivo: Coccinella undecimpunctata (la comune coccinella a undici punti) e Exochomus flavipes.
La Coccinella undecimpunctata è risultata presente durante tutto l'anno, con picchi di abbondanza in primavera e estate. La sua popolazione è stata inizialmente rilevata in numero esiguo da settembre fino a metà gennaio, per poi aumentare sensibilmente a partire dal primo febbraio, quando sono stati contati 12 individui tra adulti e larve ogni 70 rami. Tre picchi secondari sono stati osservati a metà marzo, metà maggio e metà giugno, rispettivamente con 13, 16 e 15 esemplari. Nel secondo anno di monitoraggio, la coccinella a undici punti ha raggiunto il massimo livello di popolazione il 3 giugno con 15 individui.
L'analisi statistica ha rivelato una correlazione positiva tra l'abbondanza di questo predatore e la popolazione totale della cocciniglia. Nel primo anno la correlazione è risultata positiva ma non significativa (r=0,5475), mentre nel secondo anno è emersa una correlazione altamente significativa (r=0,7580). Questo dato dimostra che i predatori rispondono numericamente all'aumento delle prede, adattando la propria densità di popolazione in funzione della disponibilità di cibo.
Exochomus flavipes è stato osservato con densità inferiori rispetto alla coccinella a undici punti, comparendo sporadicamente in autunno e inverno e aumentando gradualmente a partire da febbraio fino a raggiungere un massimo di 10 individui all'inizio di aprile. Anche per questo predatore è stata calcolata una correlazione positiva con la popolazione della cocciniglia (r=0,2312), sebbene non statisticamente significativa.
Per l'olivicoltore, queste osservazioni suggeriscono di riconoscere e proteggere questi predatori naturali. È fondamentale evitare l'utilizzo di insetticidi ad ampio spettro durante i periodi di maggiore attività dei coccinellidi (marzo-giugno) e favorire la biodiversità dell'oliveto con siepi e piante fiorite che attirano questi ausiliari. Le coccinelle sono facilmente riconoscibili: la C. undecimpunctata presenta undici macchie nere sulle elitre di colore rosso.
Efficacia degli Insetticidi Chimici
La sperimentazione ha confrontato l'efficacia di tre insetticidi chimici applicati a metà marzo, in coincidenza con il primo picco primaverile della cocciniglia. I risultati sono espressi come riduzione percentuale media della popolazione su un periodo di quattro settimane dal trattamento.
Il piriproxifen (principio attivo dell'Admiral) si è dimostrato il prodotto più efficace in entrambe le stagioni. Nel primo anno ha raggiunto una riduzione dell'88,46% dopo una settimana, salita al 93,20% dopo due settimane e mantenutasi sopra il 91% nelle settimane successive, con una media complessiva del 91,12%. Nel secondo anno i risultati sono stati analoghi: 87,21% dopo una settimana, 88,77% dopo due settimane e media complessiva dell'88,20%. Il piriproxifen è un regolatore di crescita degli insetti che agisce come mimetico dell'ormone giovanile: non uccide direttamente gli adulti ma impedisce la muta e lo sviluppo degli stadi immaturi, bloccando inoltre la riproduzione delle femmine. Questa modalità d'azione spiega la sua persistente efficacia anche a distanza di quattro settimane.
Il sulfoxaflor (principio attivo del Closer) ha mostrato un'elevata efficacia, con una riduzione media dell'86,49% nel primo anno e dell'81,92% nel secondo. Questo insetticida della classe delle sulfoximine agisce rapidamente sugli emitteri, inclusi i crawler della cocciniglia, interrompendo la trasmissione nervosa.
L'acetamiprid (principio attivo del Mospilan) ha fornito un controllo moderato, con riduzioni medie del 77,71% e del 79,13% rispettivamente nel primo e secondo anno. Questo neonicotinoide sistemico penetra nei tessuti vegetali e viene assunto dall'insetto durante l'alimentazione, ma risulta leggermente meno efficace contro gli stadi giovanili a causa della limitata attività di contatto.
Per l'olivicoltore, il piriproxifen rappresenta la scelta ottimale per il controllo della cocciniglia nera, grazie alla sua efficacia superiore e alla selettività che lo rende meno dannoso per i predatori naturali rispetto agli insetticidi neurotossici. È consigliabile alternare i principi attivi nelle diverse annate per prevenire lo sviluppo di resistenze.
Efficacia dei Prodotti Naturali
La sperimentazione ha valutato anche tre prodotti naturali, offrendo alternative più sostenibili per gli olivicoltori che intendono ridurre l'impatto ambientale dei trattamenti.
L'olio di neem ha mostrato un'efficacia moderata ma interessante, con riduzioni medie del 68,76% nel primo anno e del 71,06% nel secondo. Questo prodotto di origine vegetale agisce come antinutrizionale e regolatore di crescita, interferendo con il ciclo vitale dell'insetto. La sua azione è più efficace sugli stadi giovanili e richiede applicazioni ripetute per mantenere un controllo adeguato.
Il sapone agricolo ha ottenuto riduzioni medie del 65,32% e del 68,05% rispettivamente nel primo e secondo anno. La sua azione è basata sul contatto diretto con gli insetti, che vengono asfissiati dalla pellicola saponosa. Tuttavia, l'efficacia è limitata dagli stadi più protetti dalla cera e dalla scarsa persistenza nel tempo.
La miscela sapone più aceto ha mostrato l'efficacia più bassa, con riduzioni medie del 53,43% e del 56,41%. Particolarmente significativo è stato il crollo dell'efficacia dopo la terza settimana: nel primo anno la riduzione è scesa dal 55,70% della prima settimana al 30,72% della quarta, mentre nel secondo anno si è passati dal 52,16% al 58,32% (comunque inferiore agli altri trattamenti). Questo calo è attribuibile alla scarsa persistenza del prodotto e alla sua efficacia limitata ai soli stadi giovanili più vulnerabili.
Per l'olivicoltore, i prodotti naturali possono rappresentare una valida alternativa in contesti di produzione biologica o come complemento a interventi chimici mirati. L'olio di neem in particolare offre un buon compromesso tra efficacia e sostenibilità ambientale, ma richiede una tempistica precisa, concentrata sull'emergenza dei crawler, e applicazioni ripetute per mantenere il controllo delle popolazioni.
Perché il Piriproxifen è Così Efficace?
Il piriproxifen si distingue dagli insetticidi tradizionali per il suo meccanismo d'azione unico, che lo rende particolarmente adatto al controllo della cocciniglia nera.
A differenza degli insetticidi neurotossici che uccidono direttamente gli insetti adulti, il piriproxifen è un regolatore di crescita che interferisce con il sistema ormonale degli insetti. Agisce come un mimetico dell'ormone giovanile, una sostanza che negli insetti regola la muta e la metamorfosi. Quando gli stadi immaturi della cocciniglia vengono esposti al prodotto, il loro normale sviluppo viene interrotto: le neanidi non riescono a completare la muta verso lo stadio successivo e le femmine adulte non producono uova vitali.
Questo meccanismo spiega tre vantaggi fondamentali del piriproxifen. Primo, la sua efficacia si mantiene elevata nel tempo perché agisce interrompendo il ciclo vitale piuttosto che uccidendo immediatamente gli individui presenti. Secondo, è selettivo nei confronti dei predatori naturali come le coccinelle, poiché il suo bersaglio molecolare è specifico degli insetti e non interferisce con i meccanismi fisiologici degli organismi utili. Terzo, agisce sugli stadi giovanili che sono i più vulnerabili e numericamente predominanti nella popolazione, bloccando la crescita demografica alla fonte.
L'olivicoltore che sceglie il piriproxifen ottiene quindi un controllo efficace e duraturo con un minore impatto sugli equilibri ecologici dell'oliveto, fattore cruciale per una gestione integrata e sostenibile.
Raccomandazioni Pratiche per l'Olivicoltore
Sulla base dei risultati della ricerca, è possibile delineare un calendario di interventi e strategie operative per il controllo della cocciniglia nera dell'olivo.
Per quanto riguarda il monitoraggio, è consigliabile effettuare ispezioni mensili da settembre a marzo su 5-10 piante per ettaro, contando gli stadi immaturi e le femmine adulte su almeno 5-7 rami per pianta. I rami vanno prelevati orientandoli verso i quattro punti cardinali e a diverse altezze della chioma per ottenere un campione rappresentativo. Da marzo a giugno, in corrispondenza dei picchi di popolazione, i controlli vanno intensificati a cadenza settimanale.
Per quanto concerne le soglie di intervento, nelle piante giovani con età inferiore ai dieci anni si consiglia di intervenire quando si rilevano più di 30 femmine adulte ogni 100 foglie. Nelle piante adulte, più tolleranti all'attacco, la soglia può essere innalzata a 50 femmine per 100 foglie. In presenza di predatori naturali in numero significativo, è possibile valutare l'aumento delle soglie per sfruttare il controllo biologico.
Per la scelta del prodotto, a marzo, in corrispondenza del primo picco primaverile, si consiglia il piriproxifen o il sulfoxaflor per la massima efficacia sugli stadi giovanili. A giugno, in occasione del secondo picco estivo, il piriproxifen resta la scelta migliore per la sua buona persistenza anche sugli adulti. In presenza di popolazioni basse o in olivicoltura biologica, l'olio di neem rappresenta un'opzione eco-compatibile. Quando si osserva una presenza significativa di predatori naturali, è preferibile utilizzare il piriproxifen o l'olio di neem, che hanno un minor impatto sugli ausiliari.
Per la gestione delle resistenze, è fondamentale non utilizzare sempre lo stesso prodotto ma alternare principi attivi con meccanismi d'azione diversi. È altrettanto importante rispettare i tempi di carenza, specialmente per le olive destinate al consumo diretto. Il trattamento va programmato in corrispondenza dell'emergenza dei crawler (le neanidi mobili), prima che formino lo strato ceroso protettivo che li rende resistenti ai prodotti di contatto.
Conclusioni: Verso una Gestione Integrata e Sostenibile
La ricerca dimostra che il controllo della cocciniglia nera dell'olivo richiede un approccio integrato che combini diverse strategie.
Il monitoraggio costante è la base di qualsiasi programma di gestione efficace, poiché consente di individuare tempestivamente i picchi di popolazione e di programmare gli interventi nei momenti ottimali. La valorizzazione dei predatori naturali, in particolare la coccinella Coccinella undecimpunctata, rappresenta un'opportunità per ridurre la dipendenza dagli insetticidi chimici e rafforzare il controllo biologico. L'uso razionale degli insetticidi, con preferenza per il piriproxifen per la sua efficacia e selettività, permette di contenere le popolazioni con il minimo impatto ambientale. L'integrazione di prodotti naturali come l'olio di neem e il sapone agricolo offre soluzioni per interventi di contenimento su popolazioni basse o in contesti di produzione biologica.
Il momento migliore per intervenire resta marzo, quando si verifica il primo picco primaverile e le popolazioni sono composte prevalentemente da stadi giovanili, più vulnerabili ai trattamenti. La pianificazione degli interventi in questa finestra temporale consente di massimizzare l'efficacia dei prodotti riducendo il numero di applicazioni necessarie.
L'adozione di queste strategie permette di ridurre l'uso di insetticidi chimici, preservare l'ambiente e gli insetti utili, e mantenere la produzione olivicola su livelli soddisfacenti. La gestione integrata della cocciniglia nera non è solo una scelta ecologicamente responsabile, ma anche economicamente vantaggiosa nel lungo periodo, poiché riduce i costi dei trattamenti e preserva la qualità e la quantità della produzione.
Photo credit: A J William Parr
Bibliografia
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