L'arca olearia
Più si alza la quotazione dell'olio extra vergine d'oliva, più si riducono i margini dell'industria
Le dinamiche sui conti di Deoleo fanno capire l'impatto che la scorsa campagna olearia ha avuto sull'industria olearia. Fatturati in rialzo ma margini in ribasso e si alza l'indebitamento finanziario. Bene Stati Uniti e mercato asiatico
06 agosto 2015 | T N
E' ormai noto che la pessima campagna olearia dell'anno passato ha inciso pesantemente sui conti delle aziende olivicole e dei frantoi, ma l'industria olearia, in questo contesto, ci ha rimesso o ci ha guadagnato?
Non è possibile fare un quadro dell'andamento generale dell'industria olearia ma i conti del principale player mondiale, la anglo-iberica Deoleo, leader insieme a Sovena, sono pubblici ed esaminarli fornisce un quadro realistico di quello che è stato il 2014/2015, almeno fino a fine giugno.
Per il primo semestre dell'anno il fatturato di Deoleo è stato di 410 milioni di euro, in rialzo del 15% rispetto a pari periodo del 2014. Un incremento del fatturato dovuto soprattutto all'aumento del prezzo dell'olio, sia extra vergine sia lampante. Aumenta il fatturato ma diminuisce il margine operativo lordo, a 23 milioni di euro, con un calo del 44% rispetto a pari periodo dello scorso anno. Un risultato che Deoleo giustifica con l'aumento delle quotazioni all'ingrosso, impossibili da trasferire immediatamente ai consumatori, con conseguente erosione dei margini. A fronte di un aumento medio del costo di produzione del 30%, i prezzi per i consumatori sono incrementati del 15%.
Una situazione che ha inciso pesantemente anche sull'indebitamento finanziario del gruppo, arrivato a 542 milioni di euro, in rialzo dell'11% rispetto a dicembre 2014.
A far soffrire l'industria olearia sono soprattutto i mercati maturi, come Spagna e Italia, sostanzialmente invariati.
Buone invece le performance all'estero.
Negli Stati Uniti le vendite di Deoleo sono salite del 18,6% e il margine operativo lordo del 38%. Negli altri mercati internazionali, le vendite sono aumentate dell'8%, con ottimi risultati nei paesi in cui Deoleo ha una propria rete di vendita, come il Sud America, il Sud-Est asiatico e il Medio Oriente.
La pessima campagna olearia 2014/2015 ha inciso quindi significativamente sui mercati maturi, che impattano maggiormente sui conti dell'industria olearia, ma non ha inciso sulla spinta propulsiva in atto nei nuovi paesi consumatori di olio d'oliva.
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