L'arca olearia

Dalla sansa estrarre polifenoli a uso cosmetico e farmaceutico

Dalla sansa estrarre polifenoli a uso cosmetico e farmaceutico

L'attenzione si concentra spesso solo sulle acque di vegetazione come fonte fenolica ma anche la sansa ne è ricca e l'estrazione può essere semplice con i giusti accorgimenti tecnologici

27 luglio 2013 | R. T.

L'Università di Genova ha messo a punto un innovativo processo di estrazione dei polifenoli a partire dalla sansa.

E' infatti noto che anche il residuo solido ottenuto a seguito dell'estrazione dell'olio d'oliva è ricco di composti bioattivi.

Oggi però la sansa ha prevalentemente tre usi: ammendante in campo, combustibile per impianti a biogas o biomasse e destinazione ai sansifici per estrazione chimica dell'olio residuo (olio di sansa).

Estrarre fenoli dalla sansa è sempre stato considerato un procedimento difficile, considerada la necessità di operare ad alte temperature.

La sperimentazione ligure ha però proposto un sistema innovativo, utilizzando un reattore agitato ad alta pressione e ad atmosfera modificata. Sono quindi state eseguite diverse prove, con come variabile sia il tempo, da 15 a 120 minuti, sia la temperatura, da 100 a 180 °C.

Sono quindi stati quantificati i polifenoli totali, o-difenoli e flavonoidi totali per ognuna delle tesi.

La resa massima totale di polifenoli (45,2 mgCAE/gDP ) è stata ottenuta a 180 °C e 90 minuti. L'analisi HPLC ha mostrato che l'oleuropeina (2433 mgCAE/gDP ) e il tirosolo (485 mgCAE/gDP) erano i composti fenolici predominanti negli estratti.

Tali estratti, dopo i processi di purificazione aggiuntivi, possono essere utilizzati nei prodotti alimentari, nell'industria cosmetica e farmaceutica.

La sansa ottenuta a seguito di estrazione dei polifenoli avrà un carico inquinante decisamente inferiore in quanto risulterà maggiormente aggredibile dalla flora e dalla fauna microbica per la minore presenza di polifenoli che sono inibitori dell'attività microbiologica. Non solo quindi avrà uno scarso impatto ambientale, sicuramente inferiore rispetto al materiale di partenza, ma sarà anche più apprezzata dai digestori a biogas.

Bibliografia

Bahar Aliakbarian, Alessandro A. Casazza, Patrizia Perego, Valorization of olive oil solid waste using high pressure–high temperature reactor, Food Chemistry, Volume 128, Issue 3, 1 October 2011, Pages 704-710

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