L'arca olearia
Le tre "E" della concimazione dell'olivo: efficiente, economica ed ecocompatibile
Ancora troppa approssimazione nella fertilizzazione dell'oliveto. La conoscenza delle caratteristiche del suolo ed una stima realistica degli elementi utilizzati dall'albero sono requisiti fondamentali per un corretto piano di concimazione dell'olivo
16 febbraio 2013 | Giovanni Caruso
La concimazione dell'olivo deve tener conto delle caratteristiche pedo-climatiche della zona di coltivazione, della fisiologia dell'albero e delle altre tecniche agronomiche adottate nell'oliveto.
Per procedere alla stesura di un piano di concimazione razionale è innanzitutto necessario conoscere la dotazione in macro e micro elementi nel terreno e le caratteristiche chimico-fisiche del suolo. Infatti, la disponibilità di elementi nutritivi per l'albero dipende non solo dalla loro concentrazione ma anche dalle caratteristiche del suolo. L'olivo non è particolarmente esigente per quanto riguarda il pH e la composizione chimico-fisica del terreno, ma risente negativamente di condizioni di asfissia radicale. Preferisce terreni sciolti o di medio impasto e comunque ben drenati mentre si adatta male ai terreni pesanti o eccessivamente argillosi. L'assorbimento di elementi nutritivi dipende, inoltre, dalla disponibilità di acqua nel suolo. Per poter essere assorbiti gli elementi devono essere presenti in forma solubile nella soluzione circolante, da cui passano nelle radici secondo meccanismi diversi e in differente misura in corrispondenza delle varie zone della radice. Risulta quindi evidente quanto l'irrigazione possa influenzare marcatamente la scelta della tecnica di concimazione dell'olivo da adottare.
Un'altra pratica agronomica in grado di influire sulla disponibilità degli elementi nutritivi nel terreno è la gestione del suolo. Gli oliveti sono di solito lavorati o diserbati chimicamente, ma vi è la tendenza a ridurre o evitare sia le lavorazioni che il diserbo chimico. La presenza di un prato nell'interfila compete con l'olivo per l'umidità e gli elementi minerali, il che può portare a condizioni di stress idrico o nutrizionale. Allo stesso tempo, però, l'inerbimento arricchisce la dotazione del suolo in carbonio, stimola l'attività microbica grazie alla produzione di essudati radicali e migliora le caratteristiche fisiche del terreno (porosità, portanza, etc.). Questi aspetti positivi spiegano la tendenza attuale a consigliare l'inerbimento dell'oliveto, soprattutto in terreni in pendio per evitare la perdita di suolo per erosione (vedi anche: Inerbire l'oliveto è una scelta lungimirante, TN 45 anno 10).
Lo scopo della concimazione dell'olivo dovrebbe essere quello di reintegrare gli elementi nutritivi asportati dalla pianta con la raccolta, la potatura e la caduta delle foglie, quelli utilizzati durante la crescita della pianta e lo sviluppo dei diversi organi o persi a causa di fenomeni di dilavamento ed insolubilizzazione (Fig. 1). È possibile stimare le asportazioni di elementi minerali per pianta moltiplicando il loro contenuto nei diversi organi per la quantità di frutti, rami e foglie asportati. In un oliveto irrigato in produzione, senza accentuata alternanza e con una gestione della chioma effettuata secondo i criteri di potatura minima, le asportazioni di biomassa annuali per pianta possono essere ipotizzate pari a circa 20 kg di olive, 10 kg di legno di potatura e 2 kg di foglie. Considerando che il contenuto in azoto, fosforo e potassio nei suddetti organi (in peso fresco) è pari rispettivamente a 7, 1 e 5 g per kg di legno, 9, 2 e 10 g per kg di frutti e 17, 2 e 12 g per kg di foglie, ne deriva che le quantità asportate mediamente da un albero in produzione sono di circa 280 g di azoto, 70 g di fosforo e 320 g di potassio. A questa quota, però, deve essere aggiunta la quantità di elementi utilizzata per l'attività vegetativa dell'olivo. A riguardo si stima che annualmente l'olivo utilizzi per la crescita circa 200 g di azoto 30 g di fosforo e 150 g di potassio. Quindi, tenendo conto degli elementi asportati e di quelli utilizzati per la crescita, le quantità da reintegrare si aggirano intorno ai 480 g di azoto, 80 g di fosforo e 420 g di potassio.

Una volta calcolate le esigenze nutritive dell'olivo è necessario scegliere la modalità di distribuzione del concime. Per fare ciò è necessario tenere in considerazione le diverse situazioni colturali e le disponibilità aziendali. Oltre alla concimazione mediante distribuzione al suolo del prodotto è possibile adottare altri sistemi di fertilizzazione.
Vediamo insieme altre tecniche per definire un corretto piano di concimazione dell'olivo
Se si dispone di un impianto di irrigazione localizzata la concimazione può essere effettuata mediante ferti-irrigazione utilizzando il medesimo impianto. I vantaggi di questa tecnica riguardano un miglior assorbimento per la pianta degli elementi minerali che si trovano in condizioni di elevata umidità del terreno e quindi più facilmente assorbibili dalle radici, la riduzione delle dosi di concime (proporzionate alle reali esigenze della pianta) e la tempestività degli interventi. Questa tecnica fornisce buoni risultati nelle zone di coltivazione più aride e su terreni sciolti o comunque ben drenati.
Un'altra modalità di distribuzione è rappresentata dalla concimazione fogliare
Con questa tecnica è possibile rifornire l'albero rapidamente di elementi nutritivi ed è per questo motivo particolarmente indicata per correggere tempestivamente alcuni squilibri nutrizionali. Inoltre, richiede minori quantità di concime e può essere abbinata a trattamenti antiparassitari riducendo così i costi e i tempi necessari per i trattamenti. È particolarmente consigliata in oliveti in asciutto dove la carenza idrica in determinati periodi dell'anno riduce fortemente l'efficacia della concimazione al suolo. Come per gli altri metodi, anche per la concimazione fogliare gli interventi devono essere frazionati nel corso dell'anno. Il primo intervento con concimi azotati dovrebbe coincidere con prime fasi del germogliamento, il secondo in pre-fioritura e l'ultimo durante la fase di allegagione. Le concimazioni a base di potassio sono invece indicate per sostenere i processi di inoliazione e devono essere effettuati in corrispondenza dell'allegagione e durante la fase di accumulo dell'olio.
Bibliografia
Gucci R., Caruso G., d'Andria R., 2009. Fertilizzazione. p. 412-421. In: L'ulivo e l'olio. Collana Coltura & Cultura, Bayer CropScience, Ed. Script, Bologna 784 p. ISBN 978-88-902791-6-4.
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