L'arca olearia
Basta con i controlli bloccanti nel registro Sian!
Operatori disorientati dall'entrata in vigore, il 17 dicembre scorso, dei blocchi che si attivano in maniera indistinta e per tutte le operazioni che creano disallineamento. Aifo chiede la sostituzione con un sistema di “alert”
02 febbraio 2013 | T N
Si sa, le esigenze dei controllori e quelle dei controllati divergono in maniera sensibile anche se, fondamentalmente, l'obiettivo di “pulire” il settore e creare le condizioni per un comparto in cui viga una leale concorrenza accomuna entrambi i soggetti.
Accade quindi che sorgano anche momenti di frizioni importanti. Non ci riferiamo solo alle verifiche in azienda che alle volte sono tanto lunghe e invasive da creare imbarazzo e assorbire molto tempo ed energie da parte degli operatori. Anche la burocrazia ci mette del suo.
E' il caso dei controlli bloccanti nel registro Sian. Essi erano già stati istituiti mesi fa su indicazione dell'Ispettorato repressione frodi. Si tratta del blocco in entrata per tutte le operazioni che vengono ritenute anomale. Tolti per qualche settimana per consentire un riallineamento da parte di tutti gli operatori sono quindi stati ripristinati a partire dal 17 dicembre 2012, creando qualche problema.
L'esempio classico riguarda l'incongruenza sul contenuto di un tino. L'operatore inserisce nel sistema Sian che il tino contiene olio italiano, poi, per pura disattenzione, nello stesso tino inserisce anche olio Dop, senza aver preventivamente scaricato l'olio italiano. Si viene a creare un'anomalia che fa in modo che il sistema blocchi l'entrata di nuovi carichi d'olio per quel tino. L'errore è rimediabile solo a costo di molta fatica e tribolazioni.
Aifo ha voluto segnalare questa problematica all'Ispettorato Repressione Frodi al fine di trovare una soluzione condivisa che consenta di evitare inutili complicazioni per il comparto che già vive un momento di difficoltà.
“Questo blocco in entrata, effettuato in maniera indistinta e per tutte le operazioni che creano disallineamento, sta provocando un diffuso senso di disorientamento tra gli operatori che, (specie nel caso di utilizzo di un software), non riescono ad individuarne le cause in quanto le variabili possono essere molteplici – afferma il presidente di Aifo, Piero Gonnelli - In particolare, le operazioni ad es., di cancellazione per la correzione di un dato inserito erroneamente, non hanno nessun tipo di vincolo temporale arrivando, pertanto, alla cancellazione di dati molto vecchi.”
Aifo ha quindi chiesto di sostituire l’attuale procedura dei “controlli bloccanti” in “controlli di avviso” per l’utente.
Informare senza bloccare l'operatore consentirebbe di mantenere, comunque, il controllo sui flussi, necessario ed utile agli organi ispettivi, e al contempo consentirebbe all’operatore di verificare l’incongruità di quanto registrato.
Infatti, molti blocchi sui silos sono causati da semplici operazioni di routine che non generano in alcun modo illeciti o pratiche scorrette.
Aifo suggerisce, quindi, di sostituire l’attuale "Blocco" con un "Alert".
Una modifica di buon senso che protebbe presto venire accolta dall'Ispettorato Repressione Frodi anche perchè, come aggiunge Gonnelli: “la modalità in essere sta determinando difficoltà e disaffezione nei nostri associati che, convinti di partecipare ad un Sistema nato proprio per garantire trasparenza e rigore nel nostro settore, si trovano a fare i conti con controlli che, nella realtà, costituiscono un ostacolo al normale svolgimento dell'attività lavorativa ed, in alcuni casi, creano un danno costituito dalla perdita dei dati di tracciabilità e, comunque, un aggravio dei costi aziendali.”
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Ecco quale è l’opzione più sostenibile per la gestione della sansa di oliva
L’estrazione dell’olio di sansa d’oliva sarebber l’alternativa più sostenibile per la valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria dell’olio d’oliva, secondo una metodologia sviluppata dall’Università di Cordoba che considera indicatori economici, ambientali e sociali
04 febbraio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Quando l'eccessiva pioggia diventa un problema per l'olivo
Negli ultimi anni il cambiamento climatico sta avendo impatti imprevedibili: a periodi di siccità sempre più lunghi si alternano episodi di piogge intense e prolungate, con conseguenze agronomiche, produttive e ambientali di crescente rilevanza. Scopriamole
04 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Meccanizzazione della potatura sull'olivo: ridurre i costi su impianti tradizionali
In un contesto caratterizzato da costi di produzione crescenti e da una progressiva carenza di manodopera, la meccanizzazione della potatura dell'olivo si conferma una leva strategica per garantire la sostenibilità economica del settore
03 febbraio 2026 | 12:00
L'arca olearia
Impatto dello stress termico sulla qualità dell'olio d'oliva su olivo irrigato
Ecco come lo stress da calore influenza i parametri chiave della qualità dell'olio d'oliva, anche quando l'olivo viene irrigato. Aumenta in contenuto di olio nelle olive ma cambia il profilo in acidi grassi. Forte variabilità nei fenoli
02 febbraio 2026 | 14:00
L'arca olearia
Ottimizzare l'uso del fertilizzante sotto stress o deficit idrico per migliorare la produttività dell'olivo
L'interazione tra la nutrizione minerale vegetale e la disponibilità di acqua è uno dei fattori determinanti più critici della produttività delle colture in condizioni climatiche variabili. Ragionevoli riduzioni dell'offerta di azoto-fosforo-potassio nell'ambito dell'irrigazione deficitaria possono sostenere elevati livelli di produzione
30 gennaio 2026 | 16:00
L'arca olearia
Analisi della fioritura e sterilità genetica di dieci varietà di olivo italiane in superintensivo
Negli oliveti multivarietali, l'intercompatibilità tra le cultivar è vitale per massimizzare la produttività. Occorre che i fenogrammi fiorali delle varie cultivar di olivo si sovrappongono di almeno il 70%. Ecco un'analisi su Arbequina, Arbosana, Koroneiki, Cima di Bitonto, Coratina, Don Carlo, Favolosa, I-77, Urano e Frantoio
30 gennaio 2026 | 15:00
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o RegistratiLuigi Tega
02 febbraio 2013 ore 08:50In effetti questo è un grande problema.
pochi giorni fa sono impazzito dovendo fare una movimentazione interna di olio sfuso.
Dovevo travasare olio biologico estratto a freddo in una cisterna di olio biologico.
per poter andare avanti ho dovuto fare una doppia operazione con la causale Z.
La situazione si può risolvere in modo molto semplice con un Alert che mi avvisa che sto miscelando oli diversi, consentendomi comunque di procedere e con l'olio che diventa della categoria inferiore.
SE metto olio bio in cisterna dove c'è semplice extravergine è ovvio che tutto diventerà extravergine.
Se travaso olio estratto a freddo in cisterna dove c'è semplice extravergine tutto l'olio diventerà extravergine
Se combino olio italiano con olio comunitario tutto diventerà comunitario.
Il principio che dovrebbe guidare gli sviluppatori di software è che il frantoiano sono io e non il software ed io che devo poter fare tutto ciò che voglio senza alcun tipo di blocco ma solo prevedendo degli alert in caso di opearzioni non congrue
Emilio Conti
02 febbraio 2013 ore 16:09Già il programma come è impostato è incongruo, poi si inventano i blocchi.
Già si subiscono unilateralmente le multe per errori propri del programma poi arriva il regalo natalizio del blocco, in piena campagna.
Come si fa a bloccare una cisterna con olio c/terzi quando nello scarico o nella movimentazione dello stesso manca il flag? Puoi inviare e-mail o telefonare non cambia nulla tranne un numero attribuito da una società esterna, poi nulla.
Per inseguire la burocrazia bisogna inventarsi le cose più disparate; è possibile una tale aberrazione per produrre un pò di olio.
Ma quale blocchi o alert, facciano i controlli sulle movimentazioni e chi ha torto paga in senso biunivoco sia il frantoiano che gestore del sistema o SIAN.
Ultima aberrazione per certificare Bio un frantoio deve iscriversi ad un CAF agricolo per farinserire i dati sul portale bio. Se il frantoio è una industria alimentare, la certificazione si paga già all'ente certificatore, perchè bisogna pagare il pizzo alle associazioni dei produttori agricoli?