L'arca olearia

Non si può essere olivicoltori contenti ad anni alterni. Ecco allora alcuni consigli pratici

L'alternanza di produzione nell'olivo si può riscontrare sia negli oliveti abbandonati che in quelli coltivati. Alcune pratiche colturali possono incidere marcatamente su questo fenomeno, attenuandolo o accentuandolo

26 gennaio 2013 | Giovanni Caruso

L'alternanza di produzione nell'olivo, cioè la tendenza a produrre un raccolto abbondante in un anno e scarso nell'anno successivo, è un fenomeno che si presenta soprattutto negli oliveti abbandonati ma che può insediarsi e persistere anche in oliveti coltivati. L'alternanza di produzione può manifestarsi a diversi livelli di scala. Si passa da pochi alberi in un oliveto ad un intero comprensorio olivicolo, con effetti anche considerevoli sui dati produttivi di intere regioni.

I fattori che innescano e perpetuano l'alternanza di produzione nell'olivo sono di due tipi: fattori esogeni ed endogeni.

Tra i fattori esogeni troviamo le condizioni climatiche e gli interventi agronomici effettuati dall'uomo. Condizioni climatiche avverse, come ad esempio gelate tardive, eccessiva piovosità o condizioni di siccità durante il periodo di fioritura, possono danneggiare i fiori e ridurre notevolmente la mobilità del polline, comportando quindi una drastica riduzione della produzione dell'anno. D'altro canto, alcune pratiche colturali, quali l'irrigazione, la concimazione e la potatura, se condotte in maniera non appropriata, possono creare le condizioni favorevoli per l'innesco e il perpetuarsi dell'alternanza.

I fattori endogeni che determinano l'alternanza di produzione nell'olivo sono invece riconducibili ai fenomeni di competizione idrico-nutrizionale e ai meccanismi ormonali implicati nell'induzione delle gemme a fiore durante le fasi di fioritura e primo sviluppo del frutto. In questo periodo, infatti, nell'olivo sono contemporaneamente in atto tre importanti processi: la fioritura/allegagione, lo sviluppo dei nuovi germogli e l'induzione delle gemme a fiore. La fioritura e i frutticini appena formati esercitano un forte richiamo per l'acqua e gli elementi nutritivi che, quindi, saranno disponibili in minor misura per gli altri processi. Questo comporta che in condizioni di abbondante fioritura e allegagione l'accrescimento vegetativo potrebbe risultare stentato, con conseguenze negative sulla produzione dell'anno successivo. Infatti, poichè il nuovo germoglio in accrescimento rappresenta la porzione di ramo che fruttificherà l'anno seguente, il suo ridotto allungamento implicherà una minore quantità di siti potenziali per la fruttificazione. L'altro fattore endogeno implicato nell'alternanza di produzione è legato ai meccanismi ormonali. È stato visto che i frutti in fase di sviluppo sembrano ridurre la fioritura attraverso un messaggio inibitorio rilasciato dal seme durante il periodo di induzione delle gemme a fiore. Quindi, la presenza di una abbondante fruttificazione sulla chioma comporterà una minore differenziazione delle gemme a frutto e, quindi, una minore produzione di olive nell'anno successivo.

Come accennato precedentemente, le tecniche colturali utilizzate possono incidere marcatamente sul fenomeno dell'alternanza. A tal proposito, è fondamentale che tutti gli interventi colturali vengano misurati e applicati in maniera tale da contenere il fenomeno. Infatti, operazioni colturali quali l'irrigazione, la concimazione e la potatura possono attenuare o accentuare l'alternanza in base alle modalità di esecuzione. Ad esempio, una corretta gestione dell'irrigazione durante il periodo di fioritura e primo sviluppo del frutto favorisce l'accrescimento della drupa e contemporaneamente supporta il corretto sviluppo del germoglio, anche in condizioni di bassa umidità nel suolo e/o elevata carica produttiva. Allo stesso modo, un adeguato apporto di elementi nutritivi è importante per non alterare l'equilibrio vegeto-produttivo dell'albero ed assicurare produzioni costanti nel tempo. A tal proposito è bene ricordare che dopo un'annata di carica le concimazioni azotate andrebbero limitate in quanto potrebbero indurre un eccessivo sviluppo vegetativo a scapito della produzione e, quindi, un ampliamento dell'alternanza. Infine, per quanto riguarda la potatura è stato visto che il fattore più importante risulta essere l'intensità dell'intervento. Prima di iniziare con la potatura è bene tener conto dei risultati produttivi dell'anno precedente. Dopo un'annata di bassa produzione è consigliabile effettuare una potatura più energica, magari effettuando anche i tagli "lasciati in sospeso" l'anno precendente, in modo da stimolare l'attività vegettiva che altrimenti verrebbe limitata dalla presenza di un elevato carico di frutti sulla chioma. Al contrario, dopo un'annata di carica è bene ridurre l'intensità della potatura effettuando solo i tagli "indispensabili", in quanto una potatura severa potrebbe stimolare ulteriormente l'attività vegetativa a scapito della produzione dell'anno.

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Giovanni Caruso

30 gennaio 2013 ore 16:04

Gent. Gen. La Notte,
la ringrazio per l’attenzione e per il suo contributo. Leggerò molto volentieri la sua relazione e cercherò di condividere con tutti i lettori di TN le considerazioni che ne scaturiranno.
Un cordiale saluto

domenico laruccia

30 gennaio 2013 ore 07:31

gent.mo sig. La Notte, sarebbe possibile averne copia all'email
larucciad@gmail.com ?
un saluto cordiale
DL

domenico laruccia

29 gennaio 2013 ore 15:26

grazie per il cortese riscontro

Giovanni Caruso

29 gennaio 2013 ore 14:47

Gentile Sig. Laruccia,
le rispondo nell’ordine.
Di libri sull’olivicoltura ne esistono tanti. Un paio di libri che posso consigliarle sono:
- L’ulivo e l’olio (a cura di M. Pisante, P. Inglese, G. Lercker). Collana Coltura & Cultura, Bayer CropScience, Ed. Script, Bologna 784 p. ISBN 978-88-902791-6-4.
- OLEA, Trattato di olivicoltura
 (a cura di P. Fiorino) 
Ed. Il Sole 24 ore – Edagricole, 460 pp. ISBN: 885064938X.
Esistono poi dei libri pubblicati da enti e associazioni locali che possono dare delle indicazioni più specifiche sulle varietà e l’olivicoltura del posto.

In merito alla seconda domanda. L’alternanza di produzione non sempre si ripete con regolatià in anni consecutivi e a volte si può manifestare con cicli di durata superiore ai due anni. Alcune indicazioni utili per valutare la probabilità di andare incontro ad un’annata di carica o di scarica consiste nel misurare la lunghezza del germoglio che si è formato nella stagione precedente (quindi il ramo di un anno di età). Se l’accrescimento risulta adeguato (un ramo misto in assenza di particolari limitazioni raggiunge mediamente i 30-40 cm di lunghezza) allora esistono le condizioni iniziali, ma non la certezza, per ottenere una buona produzione. Un altro metodo è quello di ritardare la potatura a dopo la comparsa delle infiorescenze (mignole) in modo da rendersi conto visivamente del potenziale produttivo dell’anno e orientare la potatura di conseguenza. Anche in questo caso si parla di produzione potenziale e non di produzione certa. Questo è un aspetto importante perché tra la ripresa vegetativa dell’olivo e la raccolta si verificano numerosissimi eventi di natura biotica e abiotica che possono influenzare drasticamente il risultato produttivo dell’annata.

Un cordiale saluto,
Giovanni Caruso

domenico laruccia

29 gennaio 2013 ore 11:04

chi assicura che dopo un annata scarsa vi sia una abbondante e quindi la relativa pratica in potatura ? non potrebbero ripresentarsi condizioni uguali o ancor piu' intense rispetto a quelle dell anno precedente per cui segue una 2nda annata consecutiva ancor piu' scarsa o abbondante di produzione ?? domanda. saluto

domenico laruccia

28 gennaio 2013 ore 19:22

3 libri sulla olivocoltura per un neofito ?