L'arca olearia
L'olivo può resistere ma a fatica. Ecco cosa ci può insegnare questa stagione calda e siccitosa
Lo sviluppo del frutto è avvenuto quasi interamente in condizioni stress idrico., con cali produttivi anche significativi. L'irrigazione fa la differenza, anche a bassi volumi
06 ottobre 2012 | Giovanni Caruso
Dal punto di vista adattativo, l’olivo è in grado di crescere e produrre anche in condizioni di clima semi-arido e resistere a lunghi periodi di siccità, ma la disponibilità idrica, legata al regime pluviometrico, alle caratteristiche dei suoli o all’irrigazione, ha un notevole effetto sia sulla quantità che qualità delle produzioni. In diverse zone del territorio italiano l’annata 2012 è stata caratterizzata da una scarsa piovosità invernale e da prolungati peridi di siccità in estate. La modesta entità delle piogge invernali non ha consentito un ripristino adeguato della riserva idrica nel suolo che si è esaurita rapidamente nel corso della ripresa dell’attività vegetativa. Le scarse, e in alcune zone quasi del tutto assenti, precipitazioni estive hanno successivamente contribuito ad un rapido aumento del livello di stress idrico fino all’arrivo delle prime piogge di settembre. A questo punto è bene ricordare che la produzione di olio è legata principalmente ai tre processi di allegagione, crescita del frutto e accumulo di olio nella polpa. Una lieve riduzione della disponibilità idrica per l’albero in corrispondenza di uno di questi tre processi non comporta cali produttivi significativi, ma non appena la carenza idrica aumenta ulteriormente la produzione subisce riduzioni più consistenti. Se consideriamo, quindi, l’andamento pluviometrico del 2012 ci accorgiamo che lo sviluppo del frutto è avvenuto quasi interamente in condizioni stress idrico che hanno dapprima rallentato le fasi iniziali di accrescimento, successivamente contribuito ad aumentare l’entità della cascola dei frutticini, che normalmente avviene nell’olivo, e, infine, ridotto la capacità di accumulo di olio nel frutto durante la fase di inolizione. In tali condizioni è molto probabile che anche la qualità dell’olio risentirà degli elevati livelli di stress idrico raggiunti nel periodo estivo. Sembra ragionevole aspettarsi degli oli con un elevato contenuto in polifenoli, e di conseguenza una chiara presenza delle note di amaro e piccante, ma anche con un possibile sentore di legno dovuto alla forte siccità. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, però, molto dipenderà dall’andamento pluviometrico in prossimità della raccolta che potrebbe, almeno parzialmente, modificare i risultati attesi.
In generale, in annate siccitose, la possibilità di erogare anche bassi volumi di acqua tramite l’irrigazione può apportare significativi benefici sia per quanto riguarda la quantità che la qualità delle produzioni. Infatti, l’incremento produttivo di olivi irrigati rispetto ad olivi coltivati in asciutto è tanto maggiore quanto più arido è il clima e minore la capacità di immagazzinamento dell’acqua nel terreno. Infatti, nei climi dell’Italia meridionale e insulare l’irrigazione può consentire di raddoppiare o triplicare la produzione di olio, mentre in quelli più umidi dell’Italia centrale e settentrionale l’incremento produttivo è di solito più contenuto. Allo stesso modo, il volume di suolo a disposizione di ogni singolo albero nell’oliveto e la tessitura del terreno giocano un ruolo fondamentale nel determinare l’aumento di produttività dovuto all’irrigazione. In suoli poco profondi, ricchi di scheletro o sabbiosi, la capacità di ritenzione di acqua nel suolo è limitata e l’irrigazione diventa indispensabile per ottenere produzioni elevate. Infine, l’andamento climatico stagionale influisce in maniera determinante sul risultato produttivo dell’irrigazione. In annate di abbondanti precipitazioni nel periodo estivo l’irrigazione ha effetti più contenuti sulla produzione di olio, mentre in annate contraddistinte da estati calde e siccitose, dove ogni aumento della quantità di acqua erogata si traduce in un incremento lineare di produzione, l’irrigazione determina aumenti considerevoli dell’olio prodotto. Anche la qualità dell’olio beneficia della somministrazione di ridotti volumi di acqua (restituzioni inferiori rispetto alla richiesta evapotraspirativa dell’albero) in quanto un aumento della disponibilità idrica nel suolo è correlata ad un incremento del contenuto di alcuni composti volatili nell’olio responsabili delle note di fruttato e floreale.
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