L'arca olearia

Tutto quello che dovete sapere sul caolino e non vi hanno mai detto

E' il prodotto dell'anno in olivicoltura, in particolare per difendere gli olivi dal caldo. Argilla naturale, biologica, nasconde però alcune insidie

01 settembre 2012 | Alberto Grimelli

Il caolino è una roccia sedimentaria costituita prevalentemente da caolinite, un minerale silicatico delle argille. Il caolino ha un aspetto terroso e piuttosto tenero ed è prodotto dall'azione dell'acqua meteorica sul feldspato.

È solitamente bianco o grigiastro, anche se talvolta assume colorazioni arancio o rossicce per la presenza di ossidi di ferro.

Il caolino è utilizzato in numerose attività umane, dall'edilizia alla produzione di ceramiche e porcellane, anche in campo medico. A seconda dell'ambito di operatività, i prodotti commerciali cambiano perchè le proprietà, e il grado di purezza, risulta diverso.

Utilizzare un caolino per uso edile sugli olivi può risultare poco efficace e persino controproducente, per via delle dimensioni delle particelle e di un grado di purezza non accettabile, oltre al rischio di intasare con molta più facilità gli ugelli degli atomizzatori.

Le caratteristiche che deve possedere il caolino per uso fitosanitario sono:

- la formulazione deve essere tale da poter essere spruzzato con facilità, aderire alla pianta e creare una pellicola possibilmente uniforme

- il film non deve interferire con gli scambi gassosi, deve poter trasmettere la radiazione fotosinteticamente attiva riducendo allo stesso tempo le radiazioni ultraviolette e quelle infrarosse

- non deve creare difficoltà sul prodotto raccolto ovvero deve poter essere eliminato con facilità

Due sono gli effetti che l'olivicoltore vuole ottenere col trattamento a base di caolino:

- protezione dall'insolazione solare, diminuzione cascola e aumento pezzatura frutti

- protezione dagli attacchi di mosca delle olive

Entrambi gli effetti dipendono in modo sostanziale dalla durata del trattamento e dal grado di copertura del caolino su frutti e foglie.

Per quanto riguarda inoltre la protezione da Bactrocera oleae si stanno diffondendo anche metodi fai da te che consistono nel miscelare, insieme col caolino, altri prodotti fitosanitari. In questo caso occorrono alcune considerazioni. Il caolino è un materiale solo apparentemente inerte e quindi la miscelazione con altre molecole va ben ponderata. E' noto, per esempio, che è immiscibile con i fosfiti. Poche sono le altre conoscenze sulle interazioni con altre molecole fitosanitarie, in particolare quelle che hanno azione curativa citrotropica, come il dimetoato. Vi sono infatti dubbi sulla capacità di queste molecole a superare la barriera meccanica costituita dal caolino, con la conseguenza di perdere l'effetto curativo. Uguali dubbi anche sul periodo di carenza, considerate le scarse conoscenza sull'interazione tra queste sostanze. Diverso il caso del rame e di altri prodotti che agiscono per contatto/repellenza. In questo caso il caolino non dovrebbe disturbarne l'azione ma potenziarla. In ogni caso, per le miscele, è sempre bene prima incorporare il caolino e poi eventuali altri prodotti.

 Fonte: Iannotta - Strategie di difesain olivicoltura convenzionale e biologica - Firenze 2007

Sebbene il trattamento con caolino si possa definire a basso impatto ambientale, questo non significa che sia neutrale sull'entomofauna dell'oliveto. La tossicologia del caolino è in fase di studio ma pare possa interferire con la vita di alcune specie, in particolare quelle che vivono stanziali sulla chioma dell'olivo, come i coccinellidi.

In base a recenti studi, infatti, è risultato che il numero del Coccinellide Chilocorus bipustulatus (Linnaeus) è risultato in generale piu basso nelle piante trattate con caolino che in quelle testimone.

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