L'arca olearia

CONCIMAZIONE DELL’OLIVO AL RISVEGLIO VEGETATIVO

In questa stagione, se non prima, si pensa alla fertilizzazione dell’oliveto. In primavera la pianta ha necessità di molte risorse, in particolare di azoto. Calcolare gli apporti, il dosaggio e la formulazione del concime sono essenziali per sopperire alle esigenze nella fase iniziale della crescita vegetativa

26 febbraio 2005 | Alberto Grimelli

Calcolare gli apporti
Naturalmente per poter formulare un piano di concimazione adeguato alle esigenze specifiche del nostro oliveto sono utili delle determinazioni analitiche: analisi chimico-fisiche del suolo e diagnostica fogliare.
Non sono, beninteso, degli strumenti alternativi. Ciascuno fornisce utilissime, ma differenti, indicazioni sull’ambiente nonchè sull’interazione fra terreno e pianta.
Dobbiamo inoltre considerare le asportazioni dovute all’attività umana: raccolta delle olive e potatura.
Ogni quintale di frutti corrisponde a una perdita di 900 g di azoto, 200 g di fosforo, 1000 g di potassio. È tuttavia da ritenere che in regimi di coltivazione intensiva i consumi di azoto siano decisamente più elevati.
Le asportazioni dovute alla potatura non vanno ovviamente tenuti di conto se i sarmenti vengono trinciati ed interrati.

In primavera
Per ogni ambiente, quindi, di coltivazione andrebbe individuata la dose ottimale del principale elemento fertilizzante: l’azoto.
Le caratteristiche del terreno, tipo presenza di scheletro, profondità utile delle radici, sostanza organica, le implicazioni dovute alle tecniche colturali come l’irrigazione, ed anche l’equilibrio vegeto-produttivo degli alberi, la quantità di legno in rapporto con la superficie fogliare nonchè una serie di segnali (alterazioni nelle gemme, nel colore delle foglie...), sono parametri da valutare al momento di stabilire la quantità di concime da distribuire.
È necessario anche considerare che nella fase di risveglio vegetativo la pianta mobilita le riserve che forniscono le prime risorse utili per la schiusura delle gemme.

Tipo di fertilizzante
Esistono quattro differenti tipologie di concime azotato: nitrico, ammoniacale, calcio-cianamico ed ureico. Quest’ultimo presenta il più basso costo ed è pertanto il fertilizzante più usato in olivicoltura.
È tuttavia bene ricordare che la pianta assorbe dalla soluzione circolante nel terreno l’azoto sotto forma nitrica, pertanto i nitrati sono prontamente assimilabili mentre le altre forme necessitano di un processo di trasformazione, la cui velocità è strettamente legata alla temperatura del suolo.
La forma con cui l’azoto viene somministrato influenza quindi la risposta della pianta, l’attività vegetativa viene stimolata più dall’azoto nitrico che da quello ammoniacale.

Attenzione agli eccessi
Se la carenza di azoto limita la crescita, soprattutto delle foglie e dei frutti, allo stesso tempo riduce il trasferimento delle sostanze nutritive dalle radici all’apparato vegetativo.
Eccessi di questo elemento, specie nella stagione primaverile, rendono i tessuti più succulenti aumentando sensibilmente la suscettibilità dell’olivo dai danni da freddo e a specifici attacchi parassitari. Inoltre, in una fase più avanzata, livelli elevati di azoto riducono la consistenza della polpa e ritardano la maturazione.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L'olivo in Cina: qualità e composizione dell’olio di oliva in 98 varietà coltivate a Longnan

L'FS17 è stata indicata come varietà principale per una produzione stabile, Agiou Orous come varietà adatta alla produzione commerciale di oli da raccolta medio-tardiva e K2 e Lyuan Manzanilla de Sevilla come varietà interessanti per lo sviluppo di oli funzionali

14 marzo 2026 | 12:00 | Giosetta Ciuffa

L'arca olearia

Crescita, resa e qualità dell'olio di oliveti adulti coltivati con quattro diversi sistemi di impianto

A seconda della varietà di olivo, superintensivo e vaso policonico 5x5 metri possono dare la stessa redditività per ettaro. Una volta raggiunta la maturità, anche le cultivar più vigorose coltivate con sistemi 3D iniziano a dare buoni risultati, diventando altrettanto o addirittura più efficienti in termini di produzione rispetto ai sistemi superintensivi

13 marzo 2026 | 16:00

L'arca olearia

Effetti delle pratiche di gestione del suolo sulla fisiologia e sulla crescita di due varietà di olivo

Il sistema di gestione del suolo ha mostrato effetti principalmente sullo stato idrico dell'olivo. Alcuni parametri di crescita, come il volume della chioma e l’area della sezione del tronco, sono risultati influenzati sia dal genotipo sia dal sistema di gestione del suolo, evidenziando una significativa interazione tra fattori agronomici e caratteristiche varietali

13 marzo 2026 | 15:00

L'arca olearia

Ruolo dell'inerbimento spontaneo in oliveto: fissazione del carbonio e ritenzione dei nutrienti

L’introduzione di colture di copertura erbacee tra le file degli olivi è stata proposta come strategia agroecologica per migliorare la sostenibilità degli oliveti. L'inerbimento può accumulare più d 20 chili di azoto e potassio ad ettaro all'anno

13 marzo 2026 | 14:00

L'arca olearia

I virus dell’olivo: da patogeni a potenziali strumenti di protezione delle colture

I sintomi associati alle infezioni virali negli oliveti includono lesioni clorotiche sulle foglie, defogliazione, deformazioni dei frutti e delle foglie, riduzione della vigoria della pianta e, nei casi più gravi, la morte dell’albero. E' però emersa una prospettiva innovativa: sfruttare le proprietà biologiche dei virus come vettori per applicazioni biotecnologiche

13 marzo 2026 | 13:00

L'arca olearia

Gli oli extra vergini non sono tutti uguali: Nextfuture lancia un nuovo sistema di tracciabilità avanzata

Nel settore dell’olio extravergine di oliva la tracciabilità non è soltanto un obbligo normativo, ma sempre più uno strumento di valorizzazione del prodotto e di trasparenza verso il mercato

13 marzo 2026 | 12:00