L'arca olearia
Non sopravvalutiamo l'effetto dell'azoto sugli olivi
Se vengono effettuate concimazioni ordinarie primaverili sufficienti, ulteriori apporti, per via fogliare durante il periodo estivo e autunnale possono non avere gli effetti sperati né qualitativamente né quantitativamente
03 marzo 2012 | Alberto Grimelli
Alla ricerca di massimizzare la produzione dell'olivo si cercano facili soluzioni, generalmente concentrandosi sulle concimazioni e sopravvalutandone il valore.
L'olivo, come tutte le colture agrarie, si avvantaggia delle giuste fertilizzazioni ma abbondare e intervenire anche quando non serve può portare a non ottenere i risultati sperati ed anche a qualche effetto controproducente.
Tra gli elementi “miracolosi” vi è l'azoto.
Sono infatti magnificati i risultati ottenibili con fertilizzazioni fogliari azotate durante il periodo estivo e autunnale.
In realtà, in base a una ricerca effettuata dall'Università di Perugia, gli effetti sono assai meno vistosi del previsto se l'olivo è già sottoposto a una ordinaria concimazione annuale. L'apporto individuato dai ricercatori umbri, su un oliveto intensivo (5x5 m) su un terreno franco-argilloso, non particolarmente ricco né di sostanza organica né di macroelementi, è di 150 kg/ha, dato in primavera. Su alcune sottobranche sono quindi state effettuate delle anellature nel mese di maggio, per impedire il deflusso di linfa elaborata e amplificare l'effetto delle concimazioni fogliari. Queste sono state eseguite con urea al 2% a fine luglio, metà agosto, metà settembre e inizio ottobre.
I risultati di tali trattamenti non sono stati così significativi come invece indicato da precedenti ricerche. In particolare non si è avuta un incremento significativo dell'attività fotosintetica. Non vi è stata un'influenza positiva sulla cascola, sul decorso della maturazione e sul peso dei frutti. Nessuna differenza, tra tesi trattata e testimone, sul contenuto in acqua, olio e rapporto polpa/nocciolo delle olive. Sul fronte qualitativo, non si sono evidenziate differenze né sul contenuto di polifenoli né sul profilo sensoriale. La concimazione azotata avrebbe invece indotto un incremento del contenuto di acido linoleico e dell'oleico.
Un ulteriore effetto, seppur limitato, è stato evidenziato sull'accrescimento vegetativo autunnale. Tale effetto può non essere sempre desiderabile o desiderato, specie se avviene in autunno inoltrato, con possibilità di ritardare il riposo vegetativo e l'acclimatamento dell'olivo alle basse temperature.
In conclusione, gli stessi autori della ricerca indicano come ininfluente la concimazione azotata fogliare allorchè gli olivi abbiano ricevuto sufficienti apporti in primavera e allorchè gli olivi non si trovino in condizioni di carenza di azoto. In queste condizioni, invece, specialmente nelle fasi precoci, ovvero da quando l'oliva è un “grano di pepe” e fino all'indurimento del nocciolo, trattamenti fogliari possono risultare utili e produttivi.
Bibliografia
Proietti et at, "Effetti della concimazione fogliare azotata sull'attività dell'olivo e sulla qualità dell'olio", Pagg 51-55, Acta Italus Hortus, numero 1 anno 2011
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