L'arca olearia

Alchil esteri, l'Unione europea fa retromarcia

Corretto il refuso che aveva dato luogo a cattive interpretazioni del regolamento 61/2011 e scatenato una furiosa campagna stampa. I traduttori rettificano e ora l'Europa ci difende dai deodorati

26 marzo 2011 | Alberto Grimelli

Si sa che gli italiani sono pigri e raramente leggono i regolamenti comunitari in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea.
Fosse andata così probabilmente non avremmo neanche assistito a quella sgradevole campagna stampa per cui l'Europa avrebbe fissato un limite stellare per il contenuto di alchil esteri, ovvero un marker per individuare oli ottenuti da olive di cattiva qualità (lampanti) e, in ultima analisi, la presenza di deodorati, ovvero oli lampanti che hanno subito processi fisici volti all'eliminazione di cattivi odori per rimetterli sul mercato come extra vergini.

Infatti una banale inversione ha generato confusione e subbuglio, necessitando una rettifica ufficiale, comparsa in realtà subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Ue del regolamento comunitario 61/2011 ma passata inosservata.

Una svista da parte dei traduttori. Una semplice e banale inversione, la cui rettifica riportiamo integralmente:

A pagina 3, allegato I, categoria 1 “Olio extra vergine di oliva”, nella colonna “Metil esteri degli acidi grassi (MEAG) ed etil esteri degli acidi grassi (EEAG)”:
anziché: “Σ MEAG + EEAG ≤ 75 mg/kg o 75 mg/kg <Σ MEAG + EEAG ≤ 150 mg/kg e (MEAG/EEAG) ≤ 1,5”,
leggi: “Σ MEAG + EEAG ≤ 75 mg/kg o 75 mg/kg <Σ MEAG + EEAG ≤ 150 mg/kg e (EEAG/MEAG) ≤ 1,5”;

Inoltre un'altra svista è, per fortuna dei traduttori Ue, passata inosservata, almeno fin quando è giunta la rettifica:

a pagina 9, nell'allegato II, punto 6, “ESPRESSIONE DEI RISULTATI”:
anziché: “I risultati vengono espressi in modo approssimativo in mg/kg.”,
leggi: “I risultati vengono espressi arrotondando al mg/kg più vicino.”

Possono dei risultati analitici esprimersi in modo approssimativo?
Beh, si sa che lauree linguistico-letterarie e lauree scientifiche talvolta non vanno d'accordo.

Molto più significativo, tuttavia, il primo errore.
Infatti, in olive di cattiva qualità, di solito, la quantità di metil esteri è modesta. Questi composti si formano in conseguenza dello schiacciamento dell'oliva ma non vi è una diretta correlazione tra il contenuto di questi e processi fermentativi, con conseguenti cattivi odori, al contrario di quanto avviene per gli esteri metilici.
Ovvio, quindi, che siano gli esteri etilici a interessarci maggiormente ma non per questo bisogna escludere i metilici che, comunque, sono marker di una cattiva manipolazione delle olive.
Nel complesso entrambi questi composti sono importanti per valutare la qualità dei frutti, solo che di esteri metilici possiamo tollerarne una quantità superiore. Ovvio, quindi, che se la presenza di questi è elevata, il limite degli alchil esteri (etilici + metilici) deve essere più elevato.
Non importa tuttavia solo la presenza e la quantità dei singoli composti ma anche il loro rapporto. Le ricerche scientifiche hanno infatti dimostrato che in presenza di un rapporto etilici/metilici inferiore o uguale a 1,5 si possono tollerare limiti di alchil esteri fino a 150 mg/kg.
Ma quante sono le possibilità che questo accada? Poche, realmente molto poche. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, già a partire da 60 mg/kg il rapporto etilici/metilici tende a essere vicino o superiore a 1,5. Se ne deduce che, nella stragrande maggioranza dei casi, il limite per gli alchil esteri è 75 mg/kg.

Il limite di 75 mg/kg è troppo elevato? In base alle ricerche italiane un limite di 30-40 mg/kg sarebbe forse più corretto per un olio di ottima qualità, esattamente come, però, lo sarebbe un'acidità inferiore allo 0,4 (la legge invece indica 0,8) e un numero di perossidi inferiore a 10 (la legge invece indica 20).

L'Unione europea ha fatto una scelta, quella di tenere le maglie larghe affinchè nella categoria extra vergine ci possa rientrare la massima quantità possibile della produzione del vecchio continente.

Scagli però la prima pietra chi è senza peccato... e per capire che siamo tutti peccatori basta leggersi i disciplinari delle Dop italiane.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

I formulati a basso contenuto di rame che possono combattere l'occhio di pavone dell'olivo

Dimostra l'efficacia di formulazioni innovative a ridotto contenuto di rame contro l'agente dell'occhio di pavone dell'olivo, la Venturia oleaginea, aprendo scenari inediti per la protezione sostenibile dell'olivicoltura mediterranea

30 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Olio di menta piperita in olio d’oliva: una nuova frontiera per la conservazione dei globuli rossi?

La ricerca su un preparato a base di olio d'oliva e olio essenziale di menta piperita apre scenari innovativi per la medicina trasfusionale e la diagnostica microbiologica

30 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Xylella fastidiosa, la risposta dell’olivo è scritta nel suo linguaggio genetico

Svelate le diverse strategie molecolari messe in atto dalle varietà di olivo per fronteggiare il batterio. Un passo avanti nella comprensione dei meccanismi di resistenza

29 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

Il potenziale di danno e la dinamica di popolazione del punteruolo dell'olivo

Il punteruolo dell’olivo Rhynchites cribripennis rappresenta un fitofago temuto nel bacino del Mediterraneo per la sua capacità di provocare cascola precoce dei frutti. L’insetto può compromettere gravemente la produzione

29 giugno 2026 | 11:00

L'arca olearia

Controllare le patologie dell'olivo grazie ai batteri indigeni del suolo

I batteri autoctoni del suolo possono rappresentare una valida alternativa sostenibile ai tradizionali trattamenti chimici per il controllo delle malattie dell'olivo, come la rogna e l'occhio di pavone

27 giugno 2026 | 12:00

L'arca olearia

Il vero problema dell’olio italiano è il prezzo a scaffale dell’extravergine di oliva comunitario

Oggi nessun vero olio extravergine di oliva potrebbe essere venduto a scaffale a meno di 5,99 euro al litro in offerta. Ma impazzano i 3,99-4,99 euro/litro e così si comprimono le vendite di olio nazionale. E sull'olio italiano i buyer chiedono sconti indecenti. Ecco chi svilisce l'immagine dell'extravergine nazionale

26 giugno 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli