L'arca olearia
Assorbimento e movimento degli elementi minerali nell'olivo
Cosa accade se vi è troppa acqua nel terreno? Quale la dinamica di azoto e potassio dopo un anno di carica? Occorre conoscere le risposte per produrre quantità e qualità
19 febbraio 2011 | Alberto Grimelli
L'olivo è una pianta rustica ma in alcune condizioni può faticare anch'essa.
Per capire come e quando è necessario sapere che la maggior parte dei nutrienti vengono assorbiti solo nei primi 2,5 millimetri della radice e avviene in maniera oscillatoria, seguendo due differenti dinamiche, una attiva e una passiva che si alternano.
L'assorbimento passivo, tramite canali ionici, sarebbe però possibile solo in presenza di adeguate concentrazioni di nutrienti vicino alla radice assorbente, quindi, nel caso di carenze nutrizionali, i suoi effetti si manifesterebbero non solo per il deficit assoluto del componente ma anche perchè l'olivo potrebbe sfruttare, per assorbirlo, soltanto il sistema attivo che è dispendioso sotto il profilo energetico.
Inoltre, la sensibilità dell'olivo all'asfissia radicale è tale da modificare sensibilmente l'approvvigionamento di nutrienti da parte della pianta, perchè una scarsità di ossigeno intorno alle radici provocherebbe il blocco del sistema di assorbimento attivo. Addirittura, secondo esperienze di ricerca, in condizioni di basse concentrazioni di elementi nel terreno e in condizioni di ristagno idrico si potrebbe avere un efflusso netto di nutrienti, in particolare potassio, dalla pianta per disperdersi nel terreno.
Il terreno, dunque, non è un mezzo inerte e occorre, anche qualora si effettuino regolari fertilizzazioni fogliari, a monitorare e, se necessario, ristabilire la fertilità del terreno per prevenire problemi e scompensi nutrizionali.
Al fine, però, di regolare le fertilizzazioni con i vari mezzi che ci vengono offerti oggi (concimazioni al suolo, fertirrigazione, fertilizzazioni fogliari) è bene anche considerare i movimenti degli elementi minerali all'interno della pianta e in particolare in quegli organi, come le foglie, che fungono tanto da accumulatori di nutrienti, anche detti sources (sorgenti) quanto da consumatori, anche detti pozzi (sink).
Le foglie giovani, per le prime settimane, sono certamente sink ma la tendenza all'accumulo di elementi minerali cessa nella fase di indurimento del nocciolo. Si può assistere in questa fase fenologica ad una contrazione del contenuto in azoto e fosforo che può essere marcato in presenza di un elevato carico di frutti. A fine estate, tuttavia, le foglie ritornano ad accumulare questi elementi minerali, in maniera più accentuata nel caso di un basso carico produttivo, un periodo critico per l'olivo, anche perchè, in questo periodo, si ha l'induzione primaria della gemma, ovvero un primo stimolo affinchè questa vada a frutto e non a legno. Da segnalare come, nelle annate di scarica, il recupero annuale di azoto e fosforo nelle foglie è decisamente più rilevante, per intensità e lunghezza, arrivando anche alla primavera successiva.
Non tutti gli elementi minerali hanno però il comportamento di azoto e fosforo. Infatti calcio, magnesio, manganese e ferro non traslocano ma si accumulano soltanto nelle foglie.
L'elemento più mobile è certamente il potassio, il cui contenuto nelle foglie è funzione della stagione e del carico di frutti. Inoltre, proprio al contenuto di potassio nelle foglie durante la fase fisiologica dell'induzione primaria si conferisce un'elevata influenza sulla produttività dell'anno successivo.
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