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Olio Capitale, talk show su effetti apertura area di libero scambio nel Mediterraneo

06 marzo 2009 | T N

Oggi a "Olio Capitale", presso la Fiera di Trieste, il primo incontro dopo l'inaugurazione della terza edizione del salone dedicato agli oli extra vergini di oliva di qualità.

L'appuntamento è per il pomeriggio con il talk show sul tema "Prospettive di mercato dell'olio d'oliva alla vigilia dell'apertura nel 2010 dell'area di libero scambio nel Mediterraneo”.

L'incontro è fissato esattamente per le ore 15.00, presso la sala convegni di Fiera Trieste.

A moderare sarà Luigi Caricato, direttore del settimanale "Teatro Naturale", e parteciperanno invece come ospiti del talk show Perica Bulic, sottosegretario Ministero dell'agricoltura, delle foreste e dell'acquacultura di Bosnia Erzegovina; Juan Penamil, direttore della rivista spagnola "Mercacei"; Enrico Lupi, presidente dell'associazione delle Città dell'Olio; Noureddine Ouazzani, direttore Agro-pôle Olivier di Meknes, dal Marocco; Roberto De Petro, conduttore della trasmissione televisiva "Agrisette", in onda su Tel Norba; e, a chiudere, le testimonianze di Boris Pangerc ed Enisa Bukvic.

IL TEMA DEL TALK SHOW


C’è grande fermento intorno a un tema di così stretta attualità. Sono trascorsi poco più di tredici anni dalla nota Conferenza di Barcellona del 1995, da quando è stata resa manifesta l’intenzione e il nobile proposito di creare uno spazio economico comune all’intera area euro-mediterranea. Da allora, dopo un lento e faticoso percorso, si è ormai giunti alla fatidica data del 2010, anno in cui l’area di libero scambio del bacino del Mediterraneo potrà di fatto diventare il più vasto spazio commerciale del mondo.

Ora, con l’allargamento a Est dell’Unione europea, i Paesi coinvolti saranno circa quaranta; mentre sono tra i 600 e gli 800 milioni circa i consumatori che daranno vita al più importante soggetto commerciale mondiale.

Si tratta, come è ben evidente, di un progetto assai ambizioso. Tale impegno metterà a diretto contatto i diversi Paesi tra loro.
Cosa cambierà, dunque, sul fronte delle economie dei singoli Paesi?
Come reagiranno i mercati?
E cosa comporterà, in particolare, il mutamento di scenario per i protagonisti del comparto olivicolo e oleario dei Paesi produttori?

Il talk show, in particolare, servirà a fare il punto sullo stato della realtà, una buona occasione per mettere in luce e far conoscere, nel contempo, anche lo stato di salute in cui versano sia le olivicolture dei Paesi europei, sia quelle dei Paesi terzi mediterranei.

I vantaggi che ne potranno derivare saranno tali per tutti, o qualcuno invece ci rimetterà?

Intanto, su di un piano strettamente culturale, l’autore del noto Breviario mediterraneo, Predrag Matvejevic, confessa, in un’intera pagina sul “Corriere della Sera” di sabato 28 febbraio, la propria delusione, giacché – a suo parere – il sogno di un’Europa capace di riannodare i legami con il mondo arabo è in crisi, o forse è addirittura fallito.

C’è ancora spazio per l’ottimismo? In ogni caso, al di là di tutto, c’è da dire che in prospettiva del partneriato euromediterraneo, si avverte comunque l’urgente necessità di procedere a un’armonizzazione delle regole, sia in materia di sicurezza alimentare che di qualità e tutela ambientale; senza per questo trascurare il conseguimento di obiettivi sensibili come la concorrenza leale e la protezione in materia di denominazioni di origine.

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