Bio e Natura

Il mercato delle biomasse agroforestali? Ancora non decolla in Italia

Malgrado i contributi Pac e gli incentivi regionali, si stenta a superare i vari ostacoli. Un compendio dell’Arsia toscana ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato

20 giugno 2009 | Marcello Ortenzi

Il mercato delle biomasse agroforestali prodotte su terreni agricoli da colture energetiche a corta rotazione non ha avuto ancora un vero decollo in Italia, malgrado i contributi della PAC e gli incentivi dei programmi regionali, mentre esiste un panorama del riscaldamento nei piccoli comuni e nelle campagne fatto prevalentemente di stufe individuali (74%) che sono perlopiù dispositivi energeticamente inefficienti ed ecologicamente inadeguati, da sostituire con quelli moderni a cippato e pellet.

Un ostacolo è la scarsa disponibilità di informazioni chiare e realistiche per gli agricoltori che non favorisce la scelta degli investimenti più convenienti in funzione della loro organizzazione aziendale. Un compendio dell’Arsia toscana, elaborato recentemente nell’ambito del progetto europeo Biomass Trade Centres, ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato essenziali su siepi e arboreti da energia, cedui di pioppo a corta rotazione e utilizzo energetico del miscanto.

Tra i dati esposti nella pubblicazione, a disposizione dei richiedenti, i ricavi per un’azienda agricola medi annui che si possono avere per ettaro, con diversi livelli di produttività e prezzi di vendita del cippato di pioppo, con o senza contributo all’impianto. Ad esempio con un prezzo di vendita del cippato di 62 € /Tss (tonnellata di sostanza secca) e produttività di 18 Tss/He/anno si può avere un ricavo (senza contributi) di 68 €/He/anno, che sale a 308 con i contributi specifici.

Il pioppo, principale coltura energetica sia in Italia sia negli altri paesi europei che partecipano al progetto (Slovenia, Austria, Polonia) è sempre più utilizzato per avere materia prima adatta per impianti di teleriscaldamento e cogenerazione. La raccolta è fatta con macchine falcia-trincia-caricatrice (tipo Spapperi o Claas) dedicate oppure con più piccole trincia-caricatrici; le produttività maggiori si hanno fra il secondo ed il terzo turno di utilizzo. Si ottiene cippato fresco venduto prevalentemente alle centrali elettriche a biomassa ed anche all’industria dei pannelli.

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