Bio e Natura
REGIMARE LE ACQUE IN ECCESSO: AFFOSSATURA E DRENAGGIO
Le sistemazioni idraulico agrarie non rappresentano più soltanto degli utili metodi per prevenire i danni causati da ristagno o erosione, ma anche delle buone pratiche agricole tanto più necessarie in tempi in cui le precipitazioni sono diventate intense e improvvise. Eppure la pratica del drenaggio è poco diffusa in Italia
01 maggio 2004 | Graziano Alderighi
Tutte le opere e i mezzi tecnici che servono ad assicurare la regimazione delle acque nel terreno vanno sotto il nome di sistemazioni idraulico agrarie.
Lâeccesso di acqua nel suolo può infatti provocare danni per ristagno o per erosione.
Sebbene una permanenza idrica che superi la capacità di campo per lunghi periodi, tipicamente nei terreni pianeggianti, possa compromettere una coltura, il danno provocato dallâerosione sulle colline rappresenta una minaccia ben più consistente, in quanto la perdita dello strato fertile risulta, di fatto, irrecuperabile.
Per quanto riguarda le attività agricole nelle fasce collinari le sistemazioni idraulico agrarie avevano raggiunto nella prima metà del secolo scorso un notevole livello di perfezione, in seguito alla specializzazione delle colture ed alla crescente meccanizzazione, sono state in gran parte abbandonate ed eliminate, con il risultato di un incremento dei fenomeni di instabilità dei versanti.
Anche a causa dellâintensità degli eventi meteorici, che si ripetono con sempre maggiore frequenza, risulta essenziale il ritorno ad un governo idrico con adeguate reti di scolo livellari a girapoggio, collegate a collettori naturali o artificiali, unitamente a drenaggi profondi, ove risulti necessario.
Sicuramente, ai fini della conservazione del suolo, risulta di notevole importanza la presenza dellâinerbimento in quanto il cotico erboso difende dal ruscellamento.
Sarebbe buona norma che gli interventi che comportano consistenti movimenti di terreno venissero effettuati almeno un paio dâanni prima della messa a dimora degli impianti arborei per permettere un assestamento solido e duraturo del suolo nonché per consentire un ripresa della fertilità complessiva (struttura, attività microbica, dotazione di elementi minerali) depauperata dal rimescolamento operato nel corso dei lavori tra strati profondi e superficiali.
Il drenaggio risulta poco diffuso in Italia sia per gli alti costi di realizzazione sia a causa del basso potere di emungimento (2Lt/sec, 180 m3/Ha nelle 24 ore).
A livello di progettazione bisogna tenere conto della pendenza generale degli appezzamenti e del profilo geologico e chimico meccanico del terreno. In funzione di queste analisi verranno poi calcolate la profondità dei dreni e la loro distanza. Le formule più utilizzate sono: Neal, Donnan (in particolare per coltivazioni arboree con profondità dei dreni di 150-180 cm), Kostjakov (terreni alluvionali senza strato permeabile), Hooghoudt.
Molto più diffusa e largamente utilizzata lâaffossatura, ovvero lâallontanamento delle acque attraverso scoline. Il deflusso idrico viene favorito dalla baulatura del terreno che consente di convogliare al meglio lâacqua in eccesso verso le scoline.
La pendenza dei fossi è variabile, dallâ1% per i suoli sabbiosi, al 4% per quelli argillosi.
Altri elementi tecnici per il calcolo dellâaffossatura sono:
- volume, attraverso la formula
V=10xHxK
H= quantità dâacqua che si ritiene dannosa per le coltivazioni
K= coefficiente di deflusso, varia tra 0,4 e 0,6
- distanza tra le scoline
terreni molto compatti 15-20 m
terreni tendenzialmente argillosi 25-30 m
terreni medio impasto 30-35 m
terreni tendenzialmente sabbiosi 50-60 m
Le sistemazioni idraulico agrarie non interessano tuttavia solo gli appezzamenti coltivati ma anche quelli abbandonati.
Negli anni '80 e '90 lo spopolamento della montagna e della collina e la mancanza di manutenzione del territorio agro-forestale favorì proprio il verificarsi di fenomeni alluvionali e franosi con gravi danni a persone e cose.
In questo caso interviene lâingegneria naturalistica, ovvero la realizzazione di sistemi di protezione dallâerosione con mezzi naturali, il più semplice dei quali è la messa a dimora di essenza arboree ed arbustive.
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