Bio e Natura

AUMENTA L’ATTENZIONE SULLA PERICOLOSITÀ DI ALCUNI FITOFARMACI

La messa al bando di Amitraz e Fenthion riaccende il dibattito sulla potenziale nocività dei pesticidi. Le severe regole su compravendita e utilizzo, nonchè i limiti di tolleranza sui residui dei principi attivi negli alimenti sono sufficienti a tutelare la salute pubblica?

13 marzo 2004 | Graziano Alderighi

I fitofarmaci sono prodotti specifici che servono a debellare insetti dannosi, agenti patogeni fungini ed erbe infestanti.
I composti chimici che li compongono sono molto diversi. Dall’uomo questi veleni possono essere assorbiti per inalazione, per contatto cutaneo o attraverso l’alimentazione. Sulla base della tossicità i fitofarmaci vengono classificati in quattro classi: molto tossici, tossici, nocivi, non classificati il cui coefficiente di rischio viene considerato trascurabile.
Prima della commercializzazione tutti i prodotti e relativi principi attivi devono essere testati, con particolare riferimento alle ripercussioni sulla salute umana.
In tal senso sono stati introdotti i concetti di "tempo di carenza" e di "limite di tolleranza". Con il primo si intende il numero di giorni che deve intercorrere tra il trattamento e la raccolta, finalizzata al consumo, del prodotto agricolo, con il secondo ci si riferisce alla quantità massima di residuo di fitofarmaco (espressa in mg / Kg) che può essere presente sulla coltura una volta trascorso il tempo di carenza. I limiti di tolleranza sono stabiliti attraverso sperimenti condotti su cavie e rappresentano la dose massima che non determina l'insorgere di alcun danno né a livello cellulare né tissutale. Tale dose é detta NOEL (No effect level). Il valore più basso della NOEL viene utilizzato per stabilire la dose massima giornaliera o ADI (Acceptable daily intake) di fitofarmaco che può essere assunta senza alcun rischio di sviluppo di un danno.L' ADI per l'uomo si ricava dividendo per 100 il valore più basso della NOEL ottenuto per le cavie.
Le ricerche e gli studi vengono condotti anche successivamente alla vendita ed utilizzo su vasta scala dei fitofarmaci e sono necessari per valutarne gli effetti nel lungo periodo.
È noto infatti che le malattie professionali contratte a seguito dell’uso dei pesticidi sono particolarmente gravi: disturbi al fegato, tumori, malattie della pelle e del sangue.
L'assunzione per via alimentare é invece un rischio al quale tutti i consumatori possono essere esposti, in particolare nei seguenti casi : laddove il tempo di carenza non venga rispettato; quando si verifichino processi più o meno estesi di contaminazione ambientale che portino all'accumulo del pesticida nei tessuti di organismi animali che sono successivamente utilizzati dall'uomo quali componenti della dieta; a seguito di inquinamento della falda idrica destinata ad uso potabile.
Sebbene la pericolosità potenziale di alcuni fitofarmaci è ben nota, infatti diversi insetticidi (Carbaryl e Alicarb) e altrettanti anticrittogamici (Thiram e Ziram) possono dar luogo a metabolici cancerogeni per reazione con uno ione nitroso, questo non implica automaticamente che le derrate alimentari siano velenose.
Le autorità, sia comunitarie sia nazionali, sono molto sensibili ai problemi sulla salute causati dai pesticidi e talora alcuni di questi prodotti vengono messi al bando.

Questa volta è toccato ad Amitraz (Decisione 2004/141 CE del 12 Febbraio 2004) e a Fenthion (Decisione 2004/140/CE dell’11 Febbraio 2004).
Sebbene una corposa documentazione, elaborata con tecniche innovative di valutazione probabilistica del rischio, dimostri che i residui dell’Amitraz non causano pericoli per il consumatore, a meno di ingestioni di frutta (pere e fragole) molto superiori alla media, è prevalso il principio di precauzione e la sostanza è stata revocata.
Ad alcuni stati è stata riconosciuta la possibilità di mantenere alcuni usi essenziali, ma tutti con modalità d’uso tali da non lasciare residui nelle derrate alimentari: cotone per la Grecia, pero post raccolta per Portogallo, Regno Unito e Paesi Bassi, che mantengono anche vivai e fragole per moltiplicazione.
Per il Fenthion la revoca è stata causata da problemi tossicologici e ambientali.
In particolare, nonostante la messa a punto di scenari innovativi di utilizzo, che prevedevano l’associazione del principio attivo con un attrattivo e la successiva distribuzione solo su di un numero limitato di piante negli appezzamenti, non è stato possibile dimostrare la sicurezza del prodotto nei confronti dell’avifauna.
Anche in questo caso ad alcuni Stati membri sono stati concessi usi essenziali che prevedono l’applicazione del prodotto sotto forma di esca: pesco per la Spagna, olivo per Grecia, Italia e Portogallo, agrumi per Spagna e Portogallo.

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