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I suoli dei boschi assorbono più metano con il caldo e la siccità

I suoli dei boschi assorbono più metano con il caldo e la siccità

Uno studio dell’Università di Göttingen e dell’Istituto di ricerca forestale del Baden-Württemberg rileva un aumento medio annuo del 3% nell’assorbimento di metano da parte dei suoli forestali. Temperature più elevate e minori precipitazioni sembrano favorire l’attività dei microrganismi che degradano questo potente gas serra

24 ottobre 2026 | 12:00 | R. T.

I suoli delle foreste svolgono un ruolo importante nella regolazione delle concentrazioni atmosferiche di metano, un gas serra particolarmente efficace nel trattenere il calore. Alcuni microrganismi presenti nel terreno sono infatti in grado di utilizzare il metano come fonte di energia, contribuendo a rimuoverlo dall’atmosfera prima che si accumuli.

Una ricerca condotta dall’Università di Göttingen e dal Baden-Württemberg Forest Research Institute (FVA) mostra che, in determinate condizioni climatiche, questa capacità di assorbimento può aumentare anziché diminuire. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Agricultural and Forest Meteorology, mettono in discussione l’ipotesi secondo cui il cambiamento climatico ridurrebbe necessariamente il contributo dei suoli forestali alla rimozione del metano.

Ventiquattro anni di misurazioni

Gli studiosi hanno analizzato una serie di dati raccolti in 13 siti forestali della Germania sud-occidentale, con osservazioni protratte per periodi fino a 24 anni. Nel complesso, l’assorbimento di metano è aumentato mediamente di circa il 3% all’anno.

Il monitoraggio ha previsto il prelievo di campioni d’aria attraverso sottili tubi installati nel terreno, con analisi effettuate ogni due settimane. I ricercatori hanno inoltre utilizzato camere a tenuta stagna collocate sulla superficie del suolo per verificare gli scambi gassosi e stimare la quantità di metano assorbita.

L’impiego di due metodi indipendenti ha consentito di seguire l’evoluzione del fenomeno nel tempo e di confrontarla con le variazioni delle condizioni ambientali.

Perché meno pioggia può favorire l’assorbimento

Il meccanismo è legato soprattutto alla porosità del terreno e alla circolazione dei gas. Quando il suolo è molto umido, l’acqua occupa una parte degli spazi tra le particelle, ostacolando la diffusione del metano atmosferico verso gli strati più profondi. In condizioni più asciutte, invece, aumenta la disponibilità di pori riempiti d’aria e il gas può raggiungere più facilmente i microrganismi responsabili della sua degradazione.

Anche l’aumento della temperatura può contribuire, accelerando entro determinati limiti l’attività microbica. La combinazione di questi fattori aiuta a spiegare perché, nei siti studiati, temperature più elevate e precipitazioni inferiori siano risultate associate a un maggiore assorbimento di metano.

Secondo Martin Maier, professore presso il Dipartimento di Scienze delle colture dell’Università di Göttingen e responsabile dello studio, i dati di lungo periodo mostrano che gli effetti del cambiamento climatico sulla capacità dei suoli forestali di assorbire metano non sono necessariamente negativi.

Effetti climatici diversi da regione a regione

I risultati si discostano da quelli di alcune precedenti sintesi scientifiche internazionali, che hanno evidenziato una diminuzione dell’assorbimento di metano da parte dei suoli forestali. Una ricerca condotta negli Stati Uniti, citata dagli autori, aveva rilevato riduzioni fino all’80% in relazione all’aumento delle precipitazioni.

Il confronto suggerisce che non esiste una risposta uniforme: l’assorbimento dipende dalla combinazione di temperatura, disponibilità idrica, caratteristiche del suolo e condizioni locali. I risultati tedeschi non dimostrano, quindi, che il cambiamento climatico sia complessivamente vantaggioso per le foreste, ma indicano che alcuni processi biologici possono reagire in modo diverso rispetto alle aspettative generali.

Per gli autori, il messaggio principale riguarda l’importanza dei monitoraggi prolungati. Solo serie di misurazioni raccolte per molti anni consentono di individuare tendenze graduali e distinguere le risposte locali dagli andamenti generali, migliorando la comprensione del ruolo dei suoli forestali nel ciclo del metano e nel bilancio climatico.

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