Bio e Natura

Grano tenero, emissioni ridotte del 10% con fertilizzanti a minore impronta carbonica

Grano tenero, emissioni ridotte del 10% con fertilizzanti a minore impronta carbonica

Sperimentati fertilizzanti a ridotta impronta carbonica verificata e strumenti digitali per monitorare le colture. Al convegno di Bondeno, Molini Pivetti ha messo a confronto sostenibilità agronomica, futura PAC e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di coniugare riduzione delle emissioni e redditività delle aziende agricole

19 ottobre 2026 | 15:00 | C. S.

Ridurre le emissioni della coltivazione del grano tenero senza compromettere quantità e qualità delle produzioni. È la sfida al centro del convegno «Coltivare il futuro. Agricoltura tra PAC, mercato e innovazione tecnologica», promosso da Molini Pivetti il 13 ottobre al Centro Polifunzionale Dillingen di Bondeno, in provincia di Ferrara.

L’incontro ha offerto l’occasione per presentare i risultati dell’esperienza maturata nell’ambito della filiera Campi Protetti Pivetti, che da dieci anni analizza l’impronta carbonica lungo il percorso dal campo di grano alla farina.

Fertilizzazione e impronta carbonica del grano

L’analisi della fase agronomica, condotta sui terreni coltivati a grano tenero dalla Società Agricola Alberto Pivetti e concimati con fertilizzanti Yara Climate Choice, ha evidenziato una riduzione delle emissioni di circa il 10%, misurate in chilogrammi di CO₂ equivalente per tonnellata di prodotto.

Il risultato si inserisce in un percorso di valutazione dell’impatto ambientale che utilizza i dati raccolti nelle diverse campagne cerealicole per costruire un riferimento comparabile con esperienze analoghe europee.

«La condivisione dei dati delle campagne grano passate ha permesso di costruire un benchmark ritenuto affidabile, confrontato con analoghe esperienze europee», ha spiegato Alessandro Zucchi, agronomo e responsabile dei progetti di filiera di Molini Pivetti.

La scelta degli input agronomici è un elemento centrale in questo processo. La produzione dei fertilizzanti e il loro impiego in campo possono incidere significativamente sul bilancio delle emissioni della coltivazione. Intervenire sulla fertilizzazione consente quindi di agire su una delle componenti rilevanti dell’impronta climatica del grano destinato alla trasformazione industriale.

«Gran parte dell'impronta climatica degli alimenti nasce prima della trasformazione industriale, nei campi dove vengono coltivate le materie prime», ha sottolineato Giulia Castellucci di Yara Italia. «Per questo crediamo che la decarbonizzazione delle filiere alimentari debba partire dall'agricoltura».

Secondo Castellucci, l'esperienza condotta con Molini Pivetti dimostra come l'impiego di fertilizzanti a ridotta impronta carbonica verificata possa contribuire a contenere le emissioni della filiera cerealicola, offrendo alle industrie alimentari uno strumento per intervenire sulle emissioni indirette di Scope 3, cioè quelle generate lungo la catena del valore al di fuori del controllo diretto dell'azienda.

La sostenibilità deve generare reddito

La riduzione dell'impatto ambientale comporta scelte tecniche e investimenti che devono trovare un adeguato riconoscimento economico. Il nodo è come distribuire i costi e il valore generato tra agricoltori, molini e industria alimentare.

Al convegno, il professor Angelo Frascarelli dell'Università degli Studi di Perugia ha approfondito le opportunità offerte dalla futura Politica agricola comune, con particolare attenzione agli strumenti capaci di incentivare l'adozione di pratiche sostenibili e favorire la creazione di valore lungo la filiera.

L'obiettivo è fare in modo che gli impegni ambientali non si traducano soltanto in maggiori oneri per le aziende agricole, ma possano essere sostenuti da contributi comunitari mirati e da meccanismi di premialità riconosciuti dagli altri operatori della catena produttiva.

Agricoltura digitale e crediti di carbonio

Accanto alla fertilizzazione, un ruolo importante è affidato alla digitalizzazione. Matteo Brochetti, consulente agronomico, ha illustrato i vantaggi dell'impiego della piattaforma xFarm per la gestione e il monitoraggio digitale delle colture coinvolte nella filiera Campi Protetti Pivetti.

La raccolta e l'elaborazione dei dati agronomici possono migliorare la conoscenza dei processi produttivi, rendere più misurabili gli interventi e fornire elementi utili per valutare le prestazioni ambientali delle aziende.

La prospettiva indicata da Molini Pivetti è arrivare a un sistema di rendicontazione digitale certificata delle prestazioni climatiche, che possa eventualmente consentire di valorizzare sul mercato le riduzioni delle emissioni attraverso crediti di carbonio.

«Continueremo a condividere l'esperienza condotta nell'ambito della filiera Campi Protetti Pivetti per migliorare l'impatto delle colture nel rispetto dell'ambiente», ha dichiarato Zucchi. «In prospettiva, i dati forniti dagli agricoltori, elaborati sulla piattaforma xFarm, potranno concorrere a un “bilancio digitale certificato dei crediti di carbonio”, da vendere sul mercato per integrare il reddito delle aziende agricole».

La commercializzazione di eventuali crediti richiederà tuttavia metodologie riconosciute per quantificare le riduzioni, verificarne l'effettività e dimostrarne l'addizionalità, evitando doppi conteggi.

Tra le prossime iniziative della filiera figurano inoltre la diversificazione delle forniture nutrizionali, attraverso prodotti di origine biologica e organica, e il rafforzamento della produzione interna di fertilizzanti a filiera corta.

Il convegno, aperto dai saluti istituzionali del sindaco di Bondeno, Simone Saletti, e dell'assessore alle Politiche agricole e Biodiversità, Rita Tinazzo, è stato moderato dall'agronomo Adriano Facchini.

L'esperienza presentata da Molini Pivetti evidenzia così una delle principali sfide per l'agricoltura dei prossimi anni: trasformare la misurazione delle prestazioni ambientali in uno strumento concreto per migliorare l'efficienza produttiva e assicurare una remunerazione adeguata agli agricoltori che investono nella sostenibilità.

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