Bio e Natura
Spirulina, una nuova fonte di vitamina B12 attiva: livelli paragonabili alla carne bovina
Ricercatori internazionali hanno messo a punto una tecnica basata sul controllo della luce capace di indurre la Spirulina a produrre vitamina B12 biologicamente attiva. La concentrazione raggiunta è di 1,64 microgrammi per 100 grammi di biomassa, un valore superiore a quello rilevato nella carne bovina
05 settembre 2026 | 12:00 | T N
La vitamina B12 svolge un ruolo fondamentale nell'organismo, partecipando alla formazione dei globuli rossi e al corretto funzionamento del sistema nervoso. Secondo le stime richiamate dai ricercatori, oltre un miliardo di persone nel mondo presenta livelli insufficienti di questo micronutriente.
Carne e latticini rappresentano tradizionalmente alcune delle principali fonti alimentari di vitamina B12. La crescente attenzione all'impatto ambientale degli alimenti di origine animale ha però alimentato la ricerca di alternative in grado di fornire lo stesso nutriente con un'impronta ecologica potenzialmente inferiore.
Tra i candidati più interessanti figura la Spirulina, una microalga ricca di nutrienti e caratterizzata da una crescita rapida. Il problema, fino a oggi, era rappresentato proprio dalla vitamina B12.
Il limite della Spirulina tradizionale
La Spirulina, identificata scientificamente come Arthrospira platensis, contiene infatti composti riconducibili alla vitamina B12, ma in larga parte si tratta di pseudovitamina B12. Nonostante la somiglianza chimica con la vitamina utilizzata dall'organismo umano, questa forma non è adeguatamente biodisponibile e non può quindi rappresentare una fonte affidabile del micronutriente.
Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Discover Food, affronta proprio questo limite. La ricerca è stata coordinata da Asaf Tzachor, fondatore e direttore accademico dell'Aviram Sustainability and Climate Program presso Reichman University, insieme a ricercatori provenienti da Islanda, Danimarca e Austria.
La luce per modificare il profilo nutrizionale
Il gruppo di ricerca ha studiato una piattaforma biotecnologica sviluppata in Islanda da VAXA Technologies, analizzandone la progettazione, i consumi energetici e la composizione nutrizionale della biomassa prodotta.
L'elemento centrale dell'approccio è il cosiddetto controllo fotonico, ovvero la gestione delle condizioni luminose durante la crescita della Spirulina. Modificando l'ambiente luminoso, i ricercatori hanno osservato la possibilità di indirizzare il metabolismo dell'organismo verso la produzione di vitamina B12 biologicamente attiva.
Secondo gli autori, si tratta della prima segnalazione della presenza di vitamina B12 biologicamente attiva ottenuta nella Spirulina attraverso questo tipo di processo.
La biomassa prodotta non contiene soltanto B12. I ricercatori hanno rilevato anche altri composti bioattivi associati a proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di modulazione della risposta immunitaria.
Più B12 della carne bovina
Il dato più significativo riguarda la concentrazione della vitamina. La Spirulina ottenuta attraverso il processo controllato ha raggiunto 1,64 microgrammi di vitamina B12 attiva per 100 grammi di biomassa.
Il valore è paragonabile, e secondo i dati riportati nello studio superiore, a quello della carne bovina, che contiene circa 0,7-1,5 microgrammi di B12 per 100 grammi.
La dose giornaliera raccomandata indicata dai ricercatori è di 2,4 microgrammi. Il risultato suggerisce quindi che, almeno sul piano della concentrazione della vitamina, una Spirulina opportunamente coltivata potrebbe diventare una fonte alimentare interessante di B12.
È tuttavia importante distinguere il risultato sperimentale dalla disponibilità di un alimento già pronto per sostituire carne o integratori. Sono necessari ulteriori studi per verificare stabilità, biodisponibilità effettiva, sicurezza e comportamento della vitamina lungo i processi di trasformazione e conservazione.
Il potenziale della produzione su larga scala
Lo studio prende in considerazione anche alcuni scenari ipotetici di espansione della tecnologia. In uno di questi, l'elettricità oggi destinata ad attività dell'industria pesante in Islanda potrebbe essere parzialmente riallocata alla produzione di Spirulina.
Secondo le simulazioni, ciò consentirebbe di arrivare a una produzione annuale di circa 277.950 tonnellate di biomassa. A tale volume corrisponderebbero circa 4.555 grammi di vitamina B12 attiva all'anno.
Gli autori stimano che questa quantità potrebbe teoricamente fornire l'apporto giornaliero raccomandato a oltre 13,8 milioni di bambini di età compresa tra uno e tre anni.
Gli scenari più ambiziosi elaborati nello studio arrivano invece a ipotizzare una disponibilità sufficiente a coprire il fabbisogno raccomandato di oltre 26,5 milioni di bambini tra uno e tre anni e di più di 50 milioni di bambini di età compresa tra zero e sei mesi.
Si tratta, sottolineano gli stessi ricercatori, di proiezioni basate su possibili scenari di crescita della produzione, non di volumi oggi disponibili sul mercato.
Una possibile alternativa alle fonti animali
L'interesse della ricerca va oltre la semplice scoperta di una nuova fonte di vitamina B12. Il risultato mostra infatti come sia possibile intervenire sulle condizioni di coltivazione di un microrganismo per modificarne il profilo nutrizionale e aumentare la produzione di composti di interesse alimentare.
La possibilità di ottenere Spirulina con vitamina B12 attiva potrebbe avere particolare rilevanza nei sistemi alimentari che puntano a ridurre la dipendenza dalle fonti animali, soprattutto in un contesto di crescente domanda globale di proteine e micronutrienti.
La produzione di microalghe presenta inoltre caratteristiche potenzialmente interessanti sotto il profilo ambientale, grazie alla rapidità di crescita e alla possibilità di utilizzare sistemi produttivi fortemente controllati.
Dalla sperimentazione alla realtà produttiva
La strada verso un impiego alimentare su larga scala è però ancora lunga. Il risultato ottenuto in laboratorio e negli impianti sperimentali dovrà essere verificato attraverso ulteriori ricerche, soprattutto per stabilire quanto della vitamina B12 prodotta rimanga effettivamente disponibile dopo raccolta, lavorazione e consumo.
Anche la sostenibilità complessiva dovrà essere valutata considerando energia, acqua, nutrienti, infrastrutture e costi necessari per la coltivazione e la trasformazione della biomassa.
La ricerca rappresenta quindi soprattutto una prova di principio: attraverso il controllo delle condizioni di crescita è possibile trasformare la Spirulina da alimento tradizionalmente associato a una falsa fonte di B12 in una biomassa capace di produrre la forma biologicamente attiva della vitamina.
Se la tecnologia riuscirà a essere resa economicamente competitiva e scalabile, la Spirulina potrebbe entrare in una nuova generazione di alimenti funzionali e contribuire, insieme ad altre strategie nutrizionali, a ridurre il rischio globale di carenza di vitamina B12.
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