Bio e Natura
Fabbisogni di innovazione digitale in cinque filiere toscane: l’esperienza del progetto Prodigia
Esiste crescente domanda di soluzioni digitali interoperabili, semplici da utilizzare e sviluppate a partire dai bisogni concreti degli operatori, capaci di supportare sia le decisioni tecniche sia la gestione aziendale e la valorizzazione delle produzioni
04 settembre 2026 | 10:00 | Iride Volpi, Susanna Marchi
La digitalizzazione in agricoltura può supportare l’applicazione di pratiche agricole sostenibili, aumentando la resilienza del settore agricolo, migliorando la produttività e riducendo l'impatto ambientale.
L’adozione di strumenti digitali da parte degli operatori agricoli è strettamente legata alla disponibilità di soluzioni sviluppate a partire da esigenze reali, caratterizzate da elevata usabilità, interfacce intuitive e un’esperienza utente semplice ed efficace.
In questo contesto si inserisce il progetto Prodigia “Rete per la promozione di strumenti digitali per l’agricoltura toscana” (https://progettoprodigia.it/), finanziato nell’ambito dell’intervento SRG09 del CSR FEASR 2023-2027 della Regione Toscana. Il progetto ha l’obiettivo di individuare i fabbisogni di innovazione delle aziende agricole, collegando idee innovative, soluzioni digitali e attori dell’AKIS. Inoltre, mira a rafforzare la diffusione delle conoscenze tecniche, migliorare i processi di formazione e informazione e favorire la condivisione e l’adozione delle innovazioni.
Il progetto è coordinato da AEDIT srl e realizzato in partenariato con Rete Toscana Consulenza Aziendale (RETE TOS.CA), Biodistretto del Chianti e Società Agricola Cooperativa Cantina dell'Etruria.
Tra i principali obiettivi di Prodigia vi è l'individuazione dei fabbisogni di digitalizzazione di cinque filiere toscane, attraverso il coinvolgimento diretto di consulenti agricoli, agricoltori e altri attori dell'ecosistema dell'innovazione, quali ricercatori, rappresentanti delle istituzioni e formatori, mediante attività interattive e partecipative.
Le cinque filiere interessate dalle attività del progetto sono la cerealicoltura, l’olivicoltura, la viticoltura, l’allevamento ovino e una filiera emergente, individuata nel comparto florovivaistico, con particolare riferimento alla coltivazione di fronde recise e alla produzione di oli essenziali.
Come fase preliminare del progetto è stata definita una metodologia per l’individuazione dei fabbisogni di digitalizzazione nelle diverse filiere, successivamente applicata nell’ambito di cinque focus group, uno per ciascuna filiera.
All’inizio di ogni incontro sono stati presentati alcuni strumenti digitali potenzialmente applicabili alla filiera di riferimento, con l’obiettivo di fornire spunti di riflessione e stimolare il confronto tra i partecipanti. I focus group si sono quindi sviluppati in due momenti. Nel primo, attraverso la costruzione di una mappa mentale, i partecipanti hanno individuato sia gli strumenti digitali già utilizzati sia quelli che avrebbero voluto introdurre per supportare le proprie attività (Figura 1).

In un secondo momento, i partecipanti, suddivisi in gruppi, hanno lavorato alla co-progettazione di uno degli strumenti ritenuti prioritari, elaborandone la proposta di valore attraverso l'individuazione del prodotto o servizio, dei benefici attesi e delle funzionalità in grado di rispondere alle principali difficoltà attualmente affrontate dagli utenti (Figura 2).

Ogni focus group è stato abbinato a una visita in campo, per favorire lo scambio di conoscenze sull’applicazione di pratiche agricole sostenibili e sull’adozione di tecnologie innovative (Figura 3).

L'analisi dei risultati ha evidenziato come il livello di adozione degli strumenti digitali vari tra le diverse filiere, pur mostrando alcune esigenze comuni. Nella maggior parte dei casi gli strumenti più utilizzati sono fogli di calcolo, software gestionali, piattaforme per la gestione amministrativa e strumenti di comunicazione, ai quali si affiancano applicazioni specifiche come DSS, stazioni meteo, sensori e dati satellitari per il supporto alle decisioni agronomiche.
Le attività di co-progettazione hanno fatto emergere un interesse diffuso verso strumenti in grado di integrare dati provenienti da fonti diverse e di supportare le decisioni operative. In cerealicoltura è emersa l'esigenza di migliorare la tracciabilità della filiera e la pianificazione delle rotazioni e delle semine; in olivicoltura la richiesta si è concentrata su DSS per la gestione delle avversità e su strumenti integrati per la gestione dell'intero processo produttivo; nell'allevamento ovino è stata evidenziata la necessità di strumenti digitali per la pianificazione del pascolamento. Nella filiera delle fronde recise e degli oli essenziali è emersa la richiesta di sistemi di monitoraggio integrati per la prevenzione delle principali avversità, mentre in viticoltura i partecipanti hanno proposto strumenti per il monitoraggio del vigneto, il supporto alla gestione dei trattamenti e la formazione continua degli operatori.
Nel complesso, i risultati evidenziano una crescente domanda di soluzioni digitali interoperabili, semplici da utilizzare e sviluppate a partire dai bisogni concreti degli operatori, capaci di supportare sia le decisioni tecniche sia la gestione aziendale e la valorizzazione delle produzioni.
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