Bio e Natura
Frumento ed erbe infestanti: si possono ridurre gli erbidici senza perdere reddito?
La gestione integrata delle malerbe nel frumento tenero è un obiettivo prioritario per le politiche agricole europee. Ma è davvero sostenibile per l’agricoltore? I risultati di una sperimentazione triennale condotta in Veneto offrono spunti interessanti: minori costi per la chimica non sempre si traducono in minori rese
03 settembre 2026 | 14:00 | R. T.
Per decenni, gli erbicidi sono stati lo strumento principe per il controllo delle malerbe, garantendo efficacia e semplicità operativa. Oggi, però, la crescente pressione politica e sociale per una riduzione del loro impiego, unita al problema sempre più diffuso delle resistenze, impone un cambio di passo.
L’Unione Europea spinge per una gestione integrata delle malerbe (IWM – Integrated Weed Management), che integri strumenti chimici con metodi agronomici, meccanici e fisici. Ma gli agricoltori restano spesso scettici: l’IWM è percepita come più rischiosa, complessa e costosa. Come conciliare, quindi, le esigenze ambientali con quelle economiche di chi vive di agricoltura?
Per rispondere a questa domanda, un gruppo di ricercatori del CNR ha condotto un esperimento triennale (2017-2020) presso l’azienda sperimentale “L. Toniolo” dell’Università di Padova, a Legnaro (PD), confrontando tre diverse strategie di controllo delle malerbe nel frumento tenero. I risultati, pubblicati sulla rivista Agronomy, forniscono indicazioni preziose per il mondo agricolo.
I tre volti della gestione delle malerbe
Lo studio ha messo a confronto tre strategie, applicate su parcelle di grandi dimensioni (360 m²) in un contesto di rotazione tipico della pianura Padana, dove il frumento viene coltivato ogni tre o quattro anni dopo mais, soia o barbabietola.
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Strategia C (Chimica di riferimento): Il diserbo è stato affidato esclusivamente a un trattamento post-emergenza primaverile con una miscela di mesosulfuron-methyl e iodosulfuron-methyl-sodium. È la strategia standard e più semplice.
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Strategia M (Meccanica integrale): Un approccio “zero chimica” che ha previsto la falsa semina in autunno (preparazione anticipata del letto di semina per favorire la germinazione delle malerbe, eliminate poi con una leggera erpicatura) e un successivo intervento di erpicatura flessibile allo stadio di accestimento del frumento.
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Strategia CM (Integrata chimico-meccanica): Ha combinato la falsa semina autunnale con il trattamento post-emergenza primaverile. L’obiettivo era valutare una strategia di prevenzione delle resistenze, che unisce l’efficacia della chimica all’azione meccanica.
I risultati: cosa dicono i numeri
Controllo delle malerbe
Come prevedibile, la strategia chimica (C) ha garantito il miglior controllo delle malerbe, con la minore biomassa infestante e il costo più contenuto per il diserbo. La strategia meccanica (M) ha mostrato un’efficacia più variabile e, in generale, una maggiore presenza di malerbe, risultando più sensibile alle condizioni meteo. Ad esempio, un autunno secco ha limitato l’efficacia della falsa semina, mentre un inverno piovoso ha reso difficoltosa l’erpicatura primaverile, consentendo alle malerbe di accrescersi e rendendone più difficile lo sradicamento.
La strategia integrata (CM) ha fornito risultati intermedi, dimostrando che l’integrazione può ridurre la variabilità e migliorare l’efficacia, a patto di scegliere gli strumenti giusti al momento giusto.
Resa e reddito: la sorpresa
Il dato più rilevante è che non sono state osservate differenze significative nella resa in granella tra le tre strategie. Anche in presenza di una maggiore biomassa infestante, il frumento ha mostrato una buona capacità competitiva, compensando la presenza di malerbe. Le differenze di resa sono state invece attribuibili all’andamento climatico e alla variabilità dei campi nei diversi anni dell’esperimento.
Di conseguenza, anche il reddito netto (calcolato come ricavo dalla vendita del grano meno i costi variabili di coltivazione) non ha mostrato differenze statisticamente significative tra le strategie. Sebbene la strategia C avesse un costo di diserbo minore, questi risparmi non si sono tradotti in un maggior profitto finale, poiché le rese sono state sostanzialmente equivalenti. La strategia integrata CM, invece, ha avuto il costo di diserbo più alto, ma i suoi costi aggiuntivi sono stati compensati dalle rese.
Consigli pratici per l’agricoltore
Dai risultati di questa sperimentazione emergono alcune indicazioni utili per chi desidera ridurre l’impiego di erbicidi nel frumento senza sacrificare la redditività.
1. Falsa semina: un’alleata da conoscere bene
La falsa semina è una tecnica efficace ma delicata. Consiste nel preparare il letto di semina alcune settimane prima della semina del frumento, stimolando la germinazione delle malerbe che vengono poi eliminate con un’operazione meccanica superficiale. La sua efficacia, però, è fortemente legata alle condizioni ambientali: un terreno troppo secco o troppo bagnato può compromettere la germinazione delle malerbe o impedire l’intervento meccanico di eliminazione.
2. Scegliere il momento giusto per l’erpicatura
L’erpicatura flessibile è più efficace in condizioni di terreno asciutto, quando le piante infestanti sono ancora piccole e ben visibili. Un’erpicatura effettuata in condizioni di umidità o su malerbe troppo sviluppate può ridurre drasticamente l’efficacia del trattamento. Nel caso dell’esperimento, l’erpicatura è stata effettuata allo stadio di accestimento del frumento (BBCH 21-23), ma in un anno, a causa del maltempo, è stata posticipata, con risultati peggiori.
3. L’integrazione è la chiave (e l’unica strada sostenibile nel lungo periodo)
La strategia meccanica pura (M), in questo studio, ha mostrato i maggiori limiti in termini di controllo. La semplice sostituzione degli erbicidi con gli attrezzi meccanici, senza una strategia complessiva, rischia di selezionare malerbe più tolleranti alla gestione meccanica, vanificando lo sforzo. È la rotazione colturale a fare la differenza. L’alternanza di colture autunno-vernine e primaverili, come avviene in Pianura Padana, è un fattore chiave per mantenere bassa la pressione delle malerbe e rendere sostenibile la riduzione degli erbicidi.
4. La gestione integrata è un investimento, non un costo
Accettare costi di diserbo più elevati per una strategia integrata significa investire nella sostenibilità di lungo termine dell’azienda. L’obiettivo non è solo il risparmio immediato, ma prevenire l’evoluzione di resistenze agli erbicidi, un problema che può comportare costi ben maggiori e una drastica riduzione delle opzioni di controllo future.
Conclusioni: un futuro più sostenibile è possibile
Lo studio conferma che, sebbene gli erbicidi rimangano lo strumento più efficace ed economicamente vantaggioso nel breve periodo, esistono alternative percorribili. L’adozione di strategie meccaniche o integrate non ha compromesso né la resa né il reddito in un contesto di rotazione colturale diversificata.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che il successo di queste strategie dipende da una visione olistica, che non si limiti alla singola stagione colturale ma consideri l’intera rotazione. Come suggeriscono gli autori, è necessario un cambio di paradigma: dalla gestione delle malerbe nella singola annata a una gestione integrata e a lungo termine della flora infestante.
La strada verso un’agricoltura meno dipendente dagli erbicidi è tracciata. Richiede conoscenza, flessibilità e la capacità di adattare le tecniche alle specifiche condizioni pedoclimatiche e aziendali. Ma i primi risultati indicano che è un percorso praticabile e potenzialmente redditizio.
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