Bio e Natura

Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana

Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana

Il Rapporto Honey Cost racconta un settore strategico ma sotto pressione, tra sostenibilità economica, cambiamento climatico, salute degli alveari e valore dell’impollinazione

29 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

Più alveari, più attenzione alla sostenibilità, ma anche costi elevati, clima instabile e margini sempre più stretti. È la fotografia dell’apicoltura italiana che emerge da Honey Cost – Analisi di contesto e risultati economici dell’apicoltura italiana. Biennio 2023-2024, il nuovo Rapporto realizzato dal CREA, Centro Politiche e Bioeconomia, con il contributo del Centro Agricoltura e Ambiente per gli approfondimenti su clima, patogeni e salute delle api. Si tratta della prima indagine statistica realizzata in Europa sui costi aziendali delle aziende apistiche.  

Honey Cost, inserita nel Programma Statistico Nazionale, prende in considerazione il biennio 2023-2024, il quadro più aggiornato disponibile dopo le necessarie fasi di raccolta, validazione ed elaborazione dei dati aziendali.

Con oltre 1,5 milioni di alveari l’Italia si conferma tra i principali Paesi europei per patrimonio apistico. Più che una immagine esclusivamente numerica, il Rapporto restituisce quella di un comparto vitale, ma attraversato da forti differenze territoriali, organizzative e produttive. Accanto a una presenza diffusa di piccoli operatori, emerge un’apicoltura professionale più strutturata, spesso basata sul nomadismo, sulla qualità del prodotto e su una crescente attenzione alla sostenibilità. Le 769 aziende rilevate dall’indagine Honey Cost raccontano un settore in evoluzione, dove competenze, ricambio generazionale, biologico e capacità di innovazione diventano fattori sempre più importanti per affrontare un contesto complesso.

Il valore strategico dell’apicoltura, tuttavia, convive con una sostenibilità economica ancora delicata. La produzione di miele non è sufficiente, da sola, a descrivere la tenuta delle aziende: contano la resa degli alveari, l’organizzazione del lavoro, il peso dei costi, la capacità di valorizzare il prodotto e la possibilità di accedere a mercati più remunerativi. I dati principali restano indicativi di questa fragilità: nel biennio la resa media è di circa 19 kg per alveare, la produttività si attesta intorno a 186 euro per alveare e la redditività rimane inferiore a 65 euro per alveare. In questo quadro, i costi di produzione — con un costo economico totale vicino a 9,7 euro/kg (comprensivo del costo del lavoro) — confermano che la competitività del miele italiano dipende sempre più dalla capacità di trasformare qualità, origine e servizi ecosistemici in valore riconosciuto dal mercato.

La produzione nazionale di miele, stimata in circa 44 mila tonnellate, recupera rispetto al biennio precedente, ma resta esposta a forti incertezze. Clima estremo e fioriture primaverili compromesse rendono più difficile programmare l’attività aziendale. Sul mercato pesano importazioni competitive, domanda poco vivace e margini ridotti, che rendono più difficile riconoscere nel prezzo finale il reale aumento dei costi sostenuti dagli apicoltori.

Alle pressioni del clima e del mercato si aggiunge una sfida decisiva: la salute degli alveari. Il Rapporto approfondisce,  infatti, il ruolo di patogeni e infestazioni parassitarie — dalla varroosi ai virus, dalla nosemosi ai predatori in espansione — che possono indebolire le colonie e ridurne la capacità produttiva. Proteggere le api significa, quindi, tutelare non solo il miele, ma anche l’impollinazione e la resilienza degli ecosistemi agricoli.

Con Honey Cost, dati aziendali, costi e rese diventano una bussola per capire dove va l’apicoltura italiana e come sostenerne il futuro. Perché l’apicoltura non è solo miele: è impollinazione, biodiversità, qualità delle produzioni agricole. Ed è proprio qui che servono conoscenze integrate, capaci di tenere insieme economia, clima, salute degli alveari e politiche pubbliche.

Honey Cost proseguirà con rilevazioni annuali per seguire l’evoluzione dell’apicoltura italiana e offrire alle politiche di settore una base dati sempre più solida e aggiornata.

 

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