Bio e Natura
Dall’analisi molecolare del miele la chiave per monitorare la salute delle api
In uno studio CREA, pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, il 97,5% dei 679 campioni di miele analizzati è risultato potenzialmente indicativo per evidenziare la presenza di patogeni negli alveari
13 gennaio 2026 | 14:00 | C. S.
La ricerca molecolare sul miele come strumento innovativo e non invasivo di rilevamento e monitoraggio dello stato di salute delle api mellifere. Questo lo scopo dello studio “Molecular Detection of Bee Pathogens in Honey from Various Botanical Origins”, pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One e condotto da un team di ricercatori del CREA Agricoltura e Ambiente, guidato da Giovanni Cilia nell’ambito dei progetti europei GENAPIS.IT.3 (coordinato da Cecilia Costa), e MEDIBEES (coordinato da Antonio Nanetti).
Il monitoraggio tradizionale di patogeni nelle colonie di api mellifere comporta il campionamento diretto di singole api, un processo che può essere sia logisticamente impegnativo che invasivo, poiché richiede la raccolta di numerosi esemplari. Per evitare indagini così impattanti su questi insetti, il gruppo di ricercatori del CREA (Rossella Tiritelli, Gian Luigi Marcazzan, Cecilia Costa, Antonio Nanetti e Giovanni Cilia), ha utilizzato innovative tecniche molecolari che, mediante l’analisi del DNA (eDNA) e dell'RNA ambientali (eRNA), rendono il miele un potente bioindicatore. Infatti, l’estrazione di materiale genetico da campioni ambientali, invece che direttamente dagli organismi, costituisce un metodo affidabile di rilevazione di patogeni delle api.
Le analisi molecolari svolte su 679 campioni di miele, provenienti da tutte le venti regioni italiane, hanno rilevato la presenza di 8 patogeni (DWV, CBPV, ABPV, BQCV, KBV, Nosema ceranae, Crithidia mellificae, Lotmaria passim) nel 97,5% dei casi. I più diffusi sono risultati DWV (81,7%), N. ceranae (56,1%) e CBPV (56,0%). Sono state ottenute stime della prevalenza, dei carichi e della co-presenza dei patogeni ed è stata valutata la variazione per tipo di miele, regione e area geografica più ampia, con l'obiettivo generale di stabilire una base epidemiologica per la salute della colonia.
“Si tratta – precisa Giovanni Cilia, il ricercatore che ha coordinato il team autoriale dello studio - di dati significativi per la salute delle api, che non compromettono in alcun modo qualità e sicurezza del miele per l'uomo. Nel complesso, la rilevazione molecolare dei patogeni delle api nel miele può fornire un metodo di screening rapido ed efficace per sorvegliare la salute delle colonie senza disturbare l’attività delle arnie, prevenendo e contrastando l'elevata prevalenza di infezioni virali e parassitarie”.
Saranno necessarie ulteriori indagini per determinare se la presenza di eRNA/eDNA di patogeni delle api nel miele corrisponda a un'infezione effettiva degli alveari e se l'analisi del miele possa stimare in modo affidabile i carichi patogeni negli apiari. Tuttavia, i risultati dello studio incoraggiano a fare del miele l’epicentro di un sistema di sorveglianza nazionale dello stato di salute delle api e ad approfondire la correlazione tra quantità di patogeni nel miele e condizione reale delle colonie.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Raggi gamma per migliorare sicurezza e conservazione del grano
In Italia non è ancora molto diffusa la tecnica dell’irraggiamento gamma, usata solo per il trattamento anti-germinativo per patate, aglio e cipolla e per sanificare spezie e altri prodotti vegetali essiccati
28 febbraio 2026 | 12:00
Bio e Natura
Fitofarmaci nei suoli europei
I ricercatori hanno analizzato campioni di terreno provenienti da diverse aree del continente: circa il 70% dei suoli esaminati contiene tracce di pesticidi. Tra i più colpiti ci sono i funghi micorrizici arbuscolari, microrganismi che vivono in simbiosi con le radici delle piante
23 febbraio 2026 | 15:00
Bio e Natura
Flower power: i fiori di melo da scarto a risorsa per l’industria
Uno studio del gruppo di ricerca di microbiologia degli alimenti Micro4Food della Libera Università di Bolzano ha dimostrato che la fermentazione dei fiori di melo permette di produrre estratti potenzialmente interessanti per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica
01 febbraio 2026 | 11:00
Bio e Natura
Lo sviluppo delle filiere agroforestali e delle energie rinnovabili nei territori montani
La programmazione comunitaria 2028-3034: il legno, la gestione, la pianificazione, la certificazione forestale, l’uso del legno per nuove energie, per impianti intelligenti domestici, comunali, per edifici pubblici e privati nel futuro
30 gennaio 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
I microbi nascosti che decidono il sapore del lievito madre
Farine diverse, come il grano integrale o la farina di pane, incoraggiano diverse comunità batteriche, che possono influenzare sottilmente il sapore, la consistenza e la fermentazione
29 gennaio 2026 | 14:00
Bio e Natura
Dal pane agli alimenti funzionali: come nasce il pangrattato “fortificato” che piace ai consumatori
L’utilizzo di ingredienti derivati da sottoprodotti alimentari valorizza la sostenibilità, mentre i claim nutrizionali aumentano l’appeal verso consumatori attenti a salute e benessere, aprendo la strada a un prodotto innovativo e competitivo sul mercato
23 gennaio 2026 | 12:00 | Francesco Garofalo