Bio e Natura
L'innovazione tecnologica nel settore della canapa
Dal campo con gestioni irrigue adeguate, fino alla stigliatura, al trasporto e alla logistica per produrre fibra e canapulo puliti e di diversi formati. Modernizzazione e nuove tecnologie per il futuro
11 febbraio 2022 | Marcello Ortenzi
La canapa industriale è sempre più utilizzata in diversi settori produttivi e quindi sfruttare le sue potenzialità e gli spazi agricoli comporta il posizionarsi con intelligenza all’interno di un mercato globale che, secondo alcune stime, potrebbe raggiungere i 27 miliardi di dollari entro il 2028.
Anche l’industria della canapa si evolve e diverse aziende stanno iniziando a fare affidamento sulla tecnologia. I droni sono comparsi anche nelle attività del ciclo per la coltivazione della canapa, perché possono aiutare a decidere la distanza a cui posizionare ciascun seme per la massima resa quali nutrienti sono necessari a seconda della composizione del terriccio o quali aree richiedono il controllo dell’erosione. Riuscendo a identificare questi problemi in anticipo non solo si riducono gli sforzi, ma anche le spese e il tempo impiegato e, grazie alla tecnologia, le decisioni vengono prese sulla base di dati rapidi e concreti.
Un’azienda che già applica la Smart Farming c’è, la xFarm con sede a Valmacca (AL), con la sua app dedicata all’agricoltura, disegnata su misura per il settore agrario.
L’ecosistema digitale xFarm si sviluppa su tre pilastri principali: la piattaforma, i sensori e i servizi per gli stakeholder. La piattaforma è un’applicazione utilizzabile sia da pc che da smartphone che copre a 360° le aree di qualsiasi azienda agricola. La stessa canapa ha disponibili soluzioni già provate. Per es. è disponibile il modulo irrigazione che consente di gestire al meglio gli interventi irrigui, aumentando l’efficienza ed evitando lo stress delle piante.
C’è poi la società toscana Tecnocanapa che sta provando una macchina mobile per la stigliatura, trasportabile per operare nelle zone in cui la canapa è coltivata. L’impianto può essere portato nei pressi di un centro di stoccaggio dove c’è canapa raccolta in rotoballe, sufficiente per lavorare per un certo periodo, dopodiché viene spostato in un’altra località per fare la stessa cosa, riuscendo a far lavorare le macchine tutto l’anno. Si ammortizzano i costi e inoltre si possono servire quelle realtà che altrimenti sarebbero tagliate fuori dalla meccanizzazione. Il collaudo e la sperimentazione sono già in atto ed è stato elaborato un sistema che permette di produrre fibra e canapulo puliti e di diversi formati. Il prossimo passo sarà quello di costruire dei moduli per altri impianti che possano soddisfare le esigenze specifiche di determinate aziende italiane ed estere, come ad esempio quelle francesi che, avendo una grande tradizione nella coltivazione del lino, stanno puntando anche su questo mercato.
La filiera della canapa ha necessità di sviluppare la meccanizzazione delle fasi di lavoro, a cominciare dalla stigliatura e utilizzare le nuove tecnologie per favorire lo sviluppo che potrà portare il comparto a livelli più efficienti.
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