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L’agricoltura in montagna ha bisogno di trattori dedicati

L’agricoltura in montagna ha bisogno di trattori dedicati

Le aree di montagna hanno perso negli ultimi dieci anni il 28% della superficie agricola utilizzabile, tuttavia ci sono segnali interessanti di rilancio e recupero delle realtà imprenditoriali sfruttando anche le nuove tecnologie

02 aprile 2021 | Marcello Ortenzi

L’agricoltura contadina famigliare di montagna e collina ha specificità e talvolta unicità che devono essere valutate nella progettazione di nuove attrezzature e macchine innovative. Le soluzioni ideate possono essere molto diverse secondo l’organizzazione e dimensione delle aziende, dell’ecosistema in cui operano, della morfologia e geologia del territorio, della tipologia delle vie di accesso ai terreni e degli spazi di manovra nei campi, delle coltivazioni effettuate, delle pratiche agronomiche adottate. Se le aziende di montagna hanno una dimensione mediamente più ampia come SAU, con coltivazioni prevalentemente estensive e a basso valore aggiunto, tuttavia forniscono prodotti agroalimentari spesso pregiati e di sicura tipicità: dai caseari ai cereali minori, le erbe officinali, le orticole, e poi gli allevamenti zootecnici (caprini e ovini in particolare) che in ambito montano possono trovare un nuovo rilancio, grazie alla disponibilità di foraggi di qualità eccelsa e alla valorizzazione di esperienze uniche, che altrimenti andrebbero perdute. Tutto questo può contribuire a limitare lo spopolamento della montagna, salvaguardando aree di straordinaria attrattività paesaggistica dell’Italia. Un fattore importante per l’agricoltura montana è poter utilizzare macchine agricole idonee per appezzamenti di forma irregolare e pendenze accentuate e criticità climatiche che richiedono una tempestività d’intervento superiore rispetto alla pianura. Nella scelta devono essere considerate l’efficienza operativa, la sicurezza degli operatori e, possibilmente, buone doti di multifunzionalità. Come descritto di recente Aldo Calcante su Mondo Macchina, il cingolato avrebbe una sufficiente forza di trazione per eseguire arature con aratri trainati, garantendo al contempo un’eccezionale stabilità, grazie al baricentro molto basso e alla carreggiata larga. Però esso a causa della limitata velocità massima non è indicato per altre lavorazioni, come ad esempio la fienagione ed è inadeguato per i trasporti e più in generale per i trasferimenti su strada. Allora si evidenzia che l’azienda debba poter contare su un trattore a ruote per l’esecuzione di tutte le altre operazioni colturali. Oggi esistono trattori a ruote specificamente progettati e realizzati per l’impiego in ambito montano e collinare.

Caratteristiche di questi modelli

Un trattore a ruote montano dovrebbe essere caratterizzato da: quattro ruote motrici, sia per massimizzare la forza di trazione, sia per avvalersi di un efficiente freno motore in discesa; freni a disco sempre azionabili; carreggiata larga; elevata elasticità del motore, che dovrebbe agevolare eventuali aumenti di pendenza senza scalare marcia. Questo perché nel caso di arresto in salita causato da una coppia motrice insufficiente, è difficile ripartire in termini sia meccanici (la sollecitazione cui è sottoposta la trasmissione è enorme), sia di sicurezza per l’operatore. Altri elementi considerati dai costruttori di questi modelli sono: la presa di potenza sincronizzata, per l’accoppiamento con rimorchi ad asse motore; il sollevatore anteriore; la guida reversibile, molto utile per gestire al meglio la ripartizione dei pesi tra asse anteriore e posteriore, dopo l’accoppiamento con la macchina operatrice.
Non sono molti i costruttori italiani che possono fornire macchine da montagna. Uno è Antonio Carraro di Campodarsego (PD), con i modelli isodiametrici reversibili a carreggiata larga della gamma TTR. Potenza motore è compreso tra 70 e 98 Cv, è possibile scegliere fra cabina climatizzata e telaio di protezione, mentre tutti i modelli prevedono il sollevatore anteriore con sospensione idraulica , che consente il trasferimento di parte del peso della macchina operatrice direttamente sulle ruote del trattore. Poi anche la BM Tractors di Zocca (MO) per trattori isodiametrici reversibili a carreggiata larga, di potenza compresa tra 130 e 180 Cv e con sterzatura indipendente sulle quattro ruote secondo diverse configurazioni. La trasmissione è idrostatica a controllo elettronico, si può avere il sollevatore anteriore e la cabina insonorizzata è sospesa su ammortizzatori pneumatici per un miglior comfort dell’operatore.
Altre marche e altri modelli possono essere adeguati per diversi terreni ed esigenze dei coltivatori ma tutti si caratterizzano per un contenuto tecnologico alto, tale da ottimizzare le prestazioni e assicurare livelli molto sostenuti di sicurezza per gli operatori.

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