Bio e Natura

IL 2006 E’ GIA’ SUL PODIO DEI PIU’ SICCITOSI DEGLI ULTIMI TRENT’ANNI

Caldo afoso e torrido a cui seguono pochi e sporadici temporali, molto violenti. Per l'agricoltura milioni di euro di danni. L’estate 2006 ha colto di sorpresa gli esperti che ora concordano: c'è da attendersi un periodo piuttosto caldo. Tempo pertanto sul bello stabile con tassi d'umidità relativa dell'aria in crescita

22 luglio 2006 | Graziano Alderighi

Con una situazione particolarmente grave nelle Regioni del Nord Ovest, in Friuli Venezia Giulia e nel Centro Italia, il 2006 sale nel podio e si classifica in Italia tra gli anni più siccitosi degli ultimi trenta, preceduto solamente dal 1992 e dal 2003.
Sulla base delle analisi sulle piogge e sui bilanci idrici effettuati dalla Commissione Europea si stima un preoccupante calo delle rese produttive delle coltivazioni nazionali del 9,2 per cento per il grano, il 7,5 per cento per il mais e il 4,5 per cento per l’orzo, rispetto allo scorso anno.
Se l’Italia è il Paese più colpito in Europa, il caldo e la siccità hanno interessato anche altre regioni dell’Unione come la Catalogna in Spagna, e Provenza, Costa Azzurra e Languedoc in Francia.
Nel Mezzogiorno d’Italia, invece, secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti si registra ad oggi una buona disponibilità idrica complessiva con gli invasi che sono pieni al 75 per cento ed un aumento della quantità di acqua presente rispetto all’anno precedente (+3,1 per cento).
Anche per effetto dei cambiamenti climatici la situazione è invece al momento difficile per la siccita’ nel Nord, dove laghi e fiumi sono al minimo, con effetti sulle disponibilità idriche per l’irrigazione in un momento delicato per la crescita delle coltivazioni. La mancanza di acqua per l’irrigazione sta interessando le coltivazioni di riso, granoturco, pomodoro, soia, ortaggi e foraggi ed interessa sia le aziende di pianura che quelle di montagna dove manca l’erba nei pascoli per alimentare il bestiame. Oltre alla Lombardia la situazione è preoccupante dalla Liguria al Piemonte, dal Friuli Venezia Giulia all’ Emilia Romagna, dal Veneto alla Sardegna.

Bello stabile, caldo oltre la media e umidità in crescita
Ci si attende alta pressione che porterà con se aria calda dal Nord Africa, prima al Centro Nord, poi via via sul resto del Paese. Temperature che pertanto torneranno su valori oltre le medie del periodo. Nei giorni successivi l'alta pressione delle Azzorre si porterà nuovamente in pieno Oceano, con fulcro principale ben lontano dalle coste occidentali europee. Ciò favorirà la discesa di una nuova ondulazione oceanica verso la falla barica presente a largo del Portogallo.:
C'è quindi da attendersi un periodo piuttosto caldo, anche alla luce del fatto che l'ultima fase del mese di luglio è quella statisticamente più calda. Tempo pertanto stabile, molto caldo e tassi d'umidità relativa dell'aria in crescita, il che acuirà ulteriormente la sensazione di caldo specie laddove verrà meno l'azione mitigante della brezza marina.

Viene ormai a cadere il concetto di normalità. Sia dal punto di vista prettamente termico, che da quello squisitamente precipitativo. Analizzando le ultime stagioni estive, si potrebbe proporre un nuovo concetto di normalità, frutto delle continue, più o meno profonde, ondulazioni delle correnti d'aria d'alta quota, per quelli che risultano essere sempre accesi scambi meridiani di calore.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Dal veleno alla medicina: svelato il segreto chimico di larkspur e wolfsbane

Un team internazionale ha decifrato per la prima volta i primi passi della biosintesi degli alcaloidi diterpenoidi, composti estremamente tossici ma con potenziale terapeutico. La scoperta, pubblicata su Molecular Plant, apre la strada a farmaci più sostenibili prodotti in laboratorio

18 agosto 2026 | 10:00

Bio e Natura

DSS per il frumento tenero: quando la precisione paga

Uno studio su 487 aziende italiane dimostra che l'adozione dei sistemi di supporto decisionale è solo il primo passo: la vera sfida è rispettare le raccomandazioni

13 agosto 2026 | 10:00

Bio e Natura

Barcellona trasforma i noccioli d’oliva in asfalto verde: il biochar sostituisce il bitume fossile

La città catalana avvia una sperimentazione per utilizzare il biochar ricavato dai noccioli d’oliva nelle pavimentazioni stradali. Il progetto punta a ridurre le emissioni di CO₂, diminuire l’impiego di derivati del petrolio e valorizzare uno scarto della filiera olivicola nell’ottica dell’economia circolare

09 agosto 2026 | 10:00

Bio e Natura

Metaboliti primari e secondari nel grano duro: un'analisi comparativa tra farro antico, varietà locali e cultivar moderne

Uno studio italiano rivela differenze significative nella composizione biochimica delle diverse varietà di frumento, con importanti implicazioni per la qualità nutrizionale e le strategie di biofortificazione

05 agosto 2026 | 16:00

Bio e Natura

Il fico d'India: il tesoro siciliano da cui non si butta via nulla

Ogni tonnellata di fichi d'India può generare non uno, ma decine di prodotti diversi destinati ai mercati dell'alimentazione, della cosmetica, della nutraceutica e della farmaceutica. Il vero valore economico si crea attraverso la trasformazione industriale

05 agosto 2026 | 11:00 | Giuseppe Tizza

Bio e Natura

Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana

Il Rapporto Honey Cost racconta un settore strategico ma sotto pressione, tra sostenibilità economica, cambiamento climatico, salute degli alveari e valore dell’impollinazione

29 luglio 2026 | 09:00