Bio e Natura

Il miele: un alimento prezioso e delicato, da trattare con cura, anche quando si prepara il tè

Le alte temperature dovute alla pratica di sciogliere il miele nel microonde o a bagnomaria fanno perdere alcuni antiossidanti presenti nel prodotto. Il calore inoltre produce degradazione degli zuccheri, soprattutto del fruttosio, in ambiente acido 

12 aprile 2019 | Elisabetta De Blasi

Il miele viene solitamente utilizzato come dolcificante e quindi aggiunto a bevande essenzialmente calde e soprattutto nella stagione invernale. Certo, essendo uno zucchero, è logico che se ne senta il bisogno quando fisicamente c'è una maggiore richiesta di calorie, ma in realtà il momento migliore per mangiarlo è quando è fresco per poterne apprezzare le caratteristiche organolettiche e quindi in un periodo che va dall'inizio dell'estate all'autunno.

Molti lo mangiano sul pane o sulle fette biscottate durante la colazione o la merenda garantendo al proprio corpo una sferzata di energia subito disponibile, ma tantissimi preferiscono aggiungerlo alle bevande calde, in particolare al latte e nello specifico quando è in atto un raffreddore magari con tosse a carico. E' quindi opportuno specificare che, al di là dell'azione confortevole, consolatoria, che ha bere un liquido caldo e dolce, questa pratica attenua e distrugge alcune proprietà del miele.

Le alte temperature dovute alla pratica di sciogliere il miele nel microonde o a bagnomaria, lo stress termico del the bollente o della tisana che raggiunge anche 80 gradi centigradi, fanno perdere alcuni antiossidanti presenti nel prodotto (se è stato correttamente estratto, ovvero solo con sistema di centrifugazione meccanica e filtrazione), che sono naturalmente termolabili.

Il calore inoltre produce degradazione degli zuccheri, soprattutto del fruttosio, in ambiente acido e permette di ritrovare nel prodotto una sostanza che prima non c'era, dal nome lungo e complicato: l'idrossimetilfurfurale.

La presenza di questa sostanza ci comunica che il miele è stato scaldato per scopi commerciali (impedirne la cristallizzazione perchè il consumatore lo preferisce allo stato liquido) o pastorizzato (quando la provenienza del prodotto e le condizioni igieniche di lavorazione non garantiscono standard minimi ed omogenei di salubrità)o è anche vecchio. Chiariamolo subito: non nuoce alla salute, ma quel miele avrà perso alcune sostanze. Alcuni mieli tropicali sono naturalmente più ricchi di Idrossimetilfurfurale anche fino al doppio consentito per un miele del nostro emisfero.

Il riscaldamento del prodotto comporta anche la perdita di alcune sostanze volatili come quelle aromatiche e cambiamenti significativi della struttura cristallina.

Il consiglio è quindi di aspettare che la tisana o il the raggiungano una temperatura che consente di berli per poter aggiungere il miele. Se vi piace il latte caldo con il miele, non consideratelo come il rimedio dei nonni, ma riportatelo al più corretto livello di comfort food. In presenza di uno stato infiammatorio come il raffreddore una sovrabbondanza di caseine nella nostra dieta non è consigliata. Le caseine infatti sono le principali proteine del latte (formate da circa 150 aminoacidi insieme a zuccheri e sali minerali) raggruppate in micelle allo stato colloidale. State mettendo nel vostro stomaco qualcosa che potrebbe rischiare di peggiorare la formazione di muchi.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Barcellona trasforma i noccioli d’oliva in asfalto verde: il biochar sostituisce il bitume fossile

La città catalana avvia una sperimentazione per utilizzare il biochar ricavato dai noccioli d’oliva nelle pavimentazioni stradali. Il progetto punta a ridurre le emissioni di CO₂, diminuire l’impiego di derivati del petrolio e valorizzare uno scarto della filiera olivicola nell’ottica dell’economia circolare

09 agosto 2026 | 10:00

Bio e Natura

Metaboliti primari e secondari nel grano duro: un'analisi comparativa tra farro antico, varietà locali e cultivar moderne

Uno studio italiano rivela differenze significative nella composizione biochimica delle diverse varietà di frumento, con importanti implicazioni per la qualità nutrizionale e le strategie di biofortificazione

05 agosto 2026 | 16:00

Bio e Natura

Il fico d'India: il tesoro siciliano da cui non si butta via nulla

Ogni tonnellata di fichi d'India può generare non uno, ma decine di prodotti diversi destinati ai mercati dell'alimentazione, della cosmetica, della nutraceutica e della farmaceutica. Il vero valore economico si crea attraverso la trasformazione industriale

05 agosto 2026 | 11:00 | Giuseppe Tizza

Bio e Natura

Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana

Il Rapporto Honey Cost racconta un settore strategico ma sotto pressione, tra sostenibilità economica, cambiamento climatico, salute degli alveari e valore dell’impollinazione

29 luglio 2026 | 09:00

Bio e Natura

Meno carne, più verdure: così l'agricoltura mondiale cambierà volto entro il 2050

Secondo Nature una svolta globale verso diete più sane e coltivazioni efficienti potrebbe ridurre i terreni agricoli del 6%, ma farà crollare del 42% il valore degli allevamenti. L'India ne uscirà vincente, gli Stati Uniti e l'Europa dovranno fare i conti con perdite pesantissime

28 luglio 2026 | 15:00

Bio e Natura

La mappatura del codice genetico del luppolo per proteggere il futuro della birra

Una ricerca del Carlsberg Research Laboratory da poco pubblicata su Nature Communications apre nuove strade per la resilienza climatica e l’eccellenza qualitativa della birra a livello globale

28 luglio 2026 | 12:45