Bio e Natura
Quipu, la prima varietà di quinoa italiana pronta per il mercato
Quipu è una varietà coltivata in provincia di Arezzo e studiata dall'Ateneo fiorentino da vent'anni. Per caratteristiche questo pseudocereale potrebbe interessare non solo il mercato alimentare, ma anche farmaceutico, erboristico e nutraceutico
19 marzo 2019 | T N
Sta diventando sempre più comune sulle nostre tavole per le sue elevate qualità nutraceutiche e perché priva di glutine. La quinoa, lo pseudocereale che gradualmente si è inserito nella nostra dieta, potrebbe presto diventare un prodotto “Made in Italy” grazie a una varietà adattabile alle nostre condizioni climatiche realizzata all’Università di Firenze, che ne ha depositato i diritti presso il Community Plant Variety Office per sfruttarne commercialmente l’utilizzo.
Infatti, se al momento è disponibile sul mercato quinoa coltivata nel nostro Paese, questa ha avuto origine da varietà importate (soprattutto dal Nord-Europa).
Gli studi su questa pianta presso l’Ateneo fiorentino iniziano nel 1999, quando il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) fu coordinatore italiano del programma “FAO-UNA-PERU American and European Test of Quinoa (Chenopodium quinoa)”.
Da allora, tutte le ricerche sono state condotte presso il “Centro per il Collaudo ed il Trasferimento dell’Innovazione” di Terre Regionali Toscane, a Cesa, in provincia di Arezzo, dove è stata messa a punto “Quipu”, la prima varietà di quinoa italiana.
Paolo Casini, che ha coordinato gli studi, spiega quanto sia importante che l’introduzione di questa specie non sia esclusivamente affidata all’utilizzo di varietà importate dall’Altopiano delle Ande, in quanto incapaci di adattarsi al nostro fotoperiodo.
Il miglioramento genetico ha infatti ridotto al massimo alcuni gravi problemi come l’incompleta maturazione, che altera inoltre la qualità nutrizionale della pianta e rende più difficoltose tutte le operazioni di post raccolta (pulitura, selezione, decorticazione ed eventuale desaponificazione).
“Quipu è caratterizzata da un ciclo precoce e da una buona tolleranza alla siccità. Caratteristica, questa, che la rende particolarmente interessante come coltura da introdurre, in semina di fine inverno, nelle rotazioni degli ordinamenti colturali non irrigui”, spiega Casini.
La quinoa potrebbe quindi rappresentare per i nostri agricoltori un’interessante alternativa economica e agronomica destinata a occupare una fetta sempre più ampia di mercato in diversi settori: alimentare, ma anche farmaceutico, erboristico e nutraceutico.
Non ultimo, la coltivazione della quinoa in Italia ha anche un risvolto etico: il rapido incremento della produzione ha provocato effetti devastanti nei paesi maggiori produttori (Bolivia e Perù), dove lo pseudocereale ha raggiunto un prezzo troppo elevato per le popolazioni locali che, eliminandolo dalla propria dieta, sono costrette ad orientarsi verso altre fonti alimentari più economiche non sempre rispondenti alle particolari esigenze nutrizionali. Questo, soprattutto nei riguardi di bambini ed anziani, per i quali la quinoa costituisce un alimento completo.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Dalle trebbie di birra nuovi alimenti grazie all’economia circolare
Ogni anno l’industria brassicola genera circa 40 milioni di tonnellate di sottoprodotti, di cui circa l’85% è costituito da trebbie di birra, una matrice ricca di fibre, proteine e composti bioattivi. Ecco come trasformarle in farine funzionali, starter per prodotti da forno, pane post-biotico e micoproteine
16 giugno 2026 | 10:00
Bio e Natura
Il riso diventa un metamateriale intelligente per la robotica del futuro
Scoperta una proprietà controintuitiva dei chicchi di riso pressati: si indeboliscono sotto compressione rapida ma restano forti se schiacciati lentamente. Da questo comportamento, un team internazionale ha realizzato un materiale adattivo senza sensori né elettronica, ideale per robotica soffice e dispositivi di protezione
15 giugno 2026 | 16:00
Bio e Natura
La perdita di produttività del grano in Europa è impressionante
Uno studio basato su modelli colturali ad alta risoluzione rivela che la carenza idrica è responsabile del 59% delle perdite di resa del frumento in Europa, con significative variazioni regionali e tendenze temporali in evoluzione
15 giugno 2026 | 14:00
Bio e Natura
Chimica verde e riciclo organico per l'economia circolare del futuro
I teli bio vengono stesi sul terreno, proteggono le colture dalle erbe infestanti, trattengono l’umidità e, a fine ciclo, possono essere lasciati sul posto per essere incorporati nel terreno. I microrganismi del suolo li biodegradano completamente, trasformandoli in acqua, anidride carbonica e compost
12 giugno 2026 | 12:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
Migliorare la qualità del grano grazie alla fertilizzazione fogliare con zolfo e selenio
Una ricerca condotta in Toscana su due varietà di frumento tenero dimostra che la concimazione fogliare combinata con zolfo e selenio non aumenta la resa, ma migliora significativamente il profilo proteico, la sicurezza alimentare e la biodisponibilità di minerali essenziali
03 giugno 2026 | 16:00
Bio e Natura
Agrovoltaico, la tecnologia che può ridurre i costi agricoli e frenare il caro prezzi alimentari
La combinazione tra coltivazioni agricole e impianti fotovoltaici potrebbe tagliare fino al 60% i consumi idrici e ridurre i costi operativi delle aziende agricole
01 giugno 2026 | 12:00