Bio e Natura
Dal fiore al vasetto, cos'è il miele e come viene lavorato dalle api
Il miele è l'unico zucchero naturale non lavorato dall'uomo. E' una concentrazione di nettare, ottenuta per evaporazione controllata, che le api eseguono all'interno dell'alveare che viene mantenuto a temperatura costante. Ma cosa c'è nel miele?
21 luglio 2017 | Elisabetta De Blasi
A norma di legge (DLGS 21/05/2004 n 179 che recepisce la DIR 2001/110 CE) 'per miele s'intende la sostanza dolce naturale che le api (Apis Mellifera) producono dal nettare di piante o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o dalle sostanze secrete (ndr in realtà si dovrebbe dire 'escrete') da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante che esse bottinano, trasformano, combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare '.
Alcuni consumatori pensano che il miele sia prima ingerito e quindi poi vomitato dalle api. Sfatiamo un mito: non è affatto così. L'ape succhia con la ligula estroflessa (la cosiddetta proboscide) la soluzione zuccherina del nettare o della melata e la raccoglie nella borsa melaria, dove viene riposta per essere trasportata nell'alveare, non segue quindi la strada digestiva, ma trova posto in una parte del corpo appositamente predisposta.
Il miele è una soluzione sovrasatura costituita da circa il 75-80% da carboidrati e dal 17% massimo di acqua. L'elevato tenore in zuccheri determina le principali caratteristiche fisiche e nutrizionali del prodotto. Il nettare da cui deriva e che viene bottinato dalle api è invece una soluzione acquosa, quindi con un'idratazione notevole, e una concentrazione totale di zuccheri che a seconda della varietà botanica oscilla tra 5 e 80%. Il nettare contiene principalmente saccarosio e una parte solitamente minore di fruttosio e glucosio, eventuali tracce di altri zuccheri, composti chimici, sali minerali, acidi organici, aminoacidi ed enzimi. La notevole idratazione permette alle api di succhiarlo e trasportarlo all'interno dell'alveare dove viene passato da ape ad ape e, grazie alla temperatura costante all'interno dell'alveare, comincia ad essere concentrato.
Dalle api stesse viene addizionato di una serie di sostanze come acidi organici e soprattutto enzimi che lo trasformeranno in ciò che noi conosciamo come miele. Innanzitutto l'ape lo addiziona di un enzima chiamato glucoso ossidasi che grazie al suo elevato potere batteriostatico consente al prodotto di rimanere stabile e ad impedirne le contaminazioni creando un contesto inospitale anche per i microorganismi.
Man mano che aumenta la percentuale di zuccheri dovuta alla concentrazione del nettare, come dicevamo prima, sarà sempre meno necessaria l'azione protettiva del glucoso ossidasi, perché il prodotto si proteggerà dai microorganismi grazie ad un sistema osmotico (lo zucchero è idrofilo) che priverebbe gli ospiti indesiderati dell'acqua, provocandone la disidratazione. L'eccezione è costituita da alcuni lieviti osmotolleranti che infatti sono quelli capaci di provocare la fermentazione del prodotto, comunque in abbinamento ad una percentuale di acqua al limite o oltre. Quando il miele sarà pronto, il residuo di glucoso ossidasi presente, gli conferirà una proprietà molto particolare poco nota: la capacità di produrre una modesta quantità di ossigeno libero se combinato con il plasma umano, in sostanza un'azione disinfettante simile a quella dell'acqua ossigenata. Un enzima decisamente importante è l'invertasi o saccarasi che divide il saccarosio nei due monosaccaridi che lo compongono ovvero il fruttosio e il glucosio.
L'enzima permane anche dopo la formazione del miele e quindi continua anche dopo la sua azione. Infine L'enzima diastasi è utile per capire se il prodotto ha subito un trattamento termico, perché la sua termolabilità ne pregiudica la presenza. Esistono tuttavia mieli prodotti da alcune fioriture brevi che sono naturalmente poco ricchi di diastasi perché le api si occupano di più della raccolta che della produzione di secrezioni utili. Il miele contiene circa 300 sostanze, alcune delle quali ancora ignote.
Leggi anche
Gastronomia
Miele: Superfood con Benefici e Proprietà Uniche
Esplora i diversi tipi di miele, le loro proprietà salutari grazie a vitamine, minerali e antiossidanti. Il miele ha un indice glicemico inferiore rispetto allo zucchero raffinato. Scopri qui perchè cristallizza
17 febbraio 2025 | 16:00
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Flower power: i fiori di melo da scarto a risorsa per l’industria
Uno studio del gruppo di ricerca di microbiologia degli alimenti Micro4Food della Libera Università di Bolzano ha dimostrato che la fermentazione dei fiori di melo permette di produrre estratti potenzialmente interessanti per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica
01 febbraio 2026 | 11:00
Bio e Natura
Lo sviluppo delle filiere agroforestali e delle energie rinnovabili nei territori montani
La programmazione comunitaria 2028-3034: il legno, la gestione, la pianificazione, la certificazione forestale, l’uso del legno per nuove energie, per impianti intelligenti domestici, comunali, per edifici pubblici e privati nel futuro
30 gennaio 2026 | 11:00 | Marcello Ortenzi
Bio e Natura
I microbi nascosti che decidono il sapore del lievito madre
Farine diverse, come il grano integrale o la farina di pane, incoraggiano diverse comunità batteriche, che possono influenzare sottilmente il sapore, la consistenza e la fermentazione
29 gennaio 2026 | 14:00
Bio e Natura
Dal pane agli alimenti funzionali: come nasce il pangrattato “fortificato” che piace ai consumatori
L’utilizzo di ingredienti derivati da sottoprodotti alimentari valorizza la sostenibilità, mentre i claim nutrizionali aumentano l’appeal verso consumatori attenti a salute e benessere, aprendo la strada a un prodotto innovativo e competitivo sul mercato
23 gennaio 2026 | 12:00 | Francesco Garofalo
Bio e Natura
Monk Fruit, dolcificante senza zuccheri con tanti antiossidanti
La dolcezza del Monk Fruit, originario della Cina, non deriva da glucosio o fruttosio, ma da composti naturali chiamati mogrosidi, che non vengono metabolizzati come gli zuccheri tradizionali. Ha attirato l'attenzione scientifica moderna per gli alti livelli di antiossidanti
22 gennaio 2026 | 16:00
Bio e Natura
Cipolle fermentate per dare il sapore di carne alle proteine vegetali
Replicare i sapori e gli aromi della carne si è rivelata impegnativa, con le aziende che spesso si affidano a additivi sintetici. Un recente studio svela una potenziale soluzione: cipolle, erba cipollina e porri
21 gennaio 2026 | 12:00