Bio e Natura
Tutto in un chip, contro l'agropirateria e a difesa dell'olio Made in Italy
L'autenticazione e il fingerprinting del prodotto alimentare sono su un piccolo chip. Così non solo è garantita la tracciabilità molecolare ma anche la valorizzazione dei cibi di alta qualità che l'Italia sa offrire. A partire dal futuro olio Igp Calabria
24 aprile 2015 | Mariella Russo
Sono stati presentati in anteprima, nel corso della giornata organizzata presso l’Università di Reggio Calabria, dall’Accademia dei Georgofili e dedicata all’Olio di Calabria IGP, i risultati di un triennio di ricerca nell’ambito del progetto “Tecnologie e materiali anticontraffazione e applicazioni nanotecnologiche per l'autenticazione e la tutela delle produzioni agro-alimentari di eccellenza” in breve Fingerimball - (PONa3_00636), alcuni dei quali saranno oggetto di brevetto.
Il progetto, finanziato dal PONR&C 2007-2013, è attuato da un partenariato pubblico-privato costituito da nove partner: tre Università, il Consiglio Nazionale delle ricerche, una fondazione di ricerca ed imprese sia del settore agroalimentare che dell’ICT che operano in Calabria.
Il progetto nasce con l’obiettivo di rendere disponibili strumenti innovativi, ma poco costosi e di facile utilizzo, per consentire il contrasto del dilagante fenomeno dell’agropirateria e, nel contempo, fornire idonee garanzie ai consumatori che sul mercato nazionale e mondiale, nella ricerca del prodotto Made in Italy, si ritrovano immersi e spesso sommersi nel mare della contraffazione e dell'Italian sounding con il connesso carico di scarsa qualità e sicurezza non garantita.
L’Italia è tra i paesi più colpiti da questo fenomeno: tre prodotti alimentari su quattro sono falsi, due piatti italiani su tre sono ottenuti con ingredienti non originali. La tipologia più frequentemente riscontrata è la falsificazione illegale dei prodotti a marchio con volumi di vendite dei prodotti falsificati di oltre dieci volte quelle dei prodotti autentici.
L’agropirateria internazionale sui prodotti italiani vale 60 miliardi!
Partendo da tali evidenze, dall’analisi degli strumenti disponibili per il contrasto alla contraffazione e dall’analisi del ricco stato dell’arte, è nata l’idea progetto che ha visto una forte collaborazione tra i partner pubblici e privati che, attraverso un approccio originale, innovativo e multidisciplinare hanno sviluppato un sistema che combina il profiling dei prodotti alimentari di alta qualità con le nuove tecnologie ICT e microelettroniche con l’obiettivo di consentire, in tempo reale, il controllo dell’autenticità.
Il Team di ricerca composto dal gruppo di ricerca di Chimica degli alimenti del Dipartimento di Agraria (prof.ssa Russo) e del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione (prof. Iera per gli aspetti che attengono alle tecnologie dell’ICT, prof. Della Corte per le competenze di microlettronica) dell’Università di Reggio Calabria, dai ricercatori del CNR - Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici di Napoli (dott.ssa G. Buonocore), della Fondazione Mediterranea Terina e dai partner privati, ha studiato, progettato, sviluppato e testato un microchip, delle dimensioni di circa 5mmq che sfrutta le potenzialità della tecnologia di identificazione RFID (fig. 1 e 2).

Fig. 1 - Microchip integrato in imballaggio (quadratino nero in alto)
Questo è stato opportunamente integrato in materiali innovativi per packaging (fig. 1) sviluppati dal CNR. Il microchip è il supporto chiave del sistema ed in esso è incluso l’accesso al fingerprint di autenticazione del prodotto alimentare di riferimento, estrapolato con tecniche analitiche e sensoristiche che, nel complesso danno, inoltre, evidenza alla più complessa High quality food identity card elettronica del prodotto, una vera e propria certificazione che accompagna il prodotto. La Card, quale documento di sintesi del mapping genetico, metabolomico, sensoriale e delle contaminazioni è, in quanto strumento di garanzia della qualità, il fulcro attorno alla quale ruota la valorizzazione del prodotto alimentare.
Il solo fatto che il prodotto di alta qualità potrà essere proposto sul mercato in imballaggi che incorporano il microchip che porta incluso l’accesso al fingerprint di autenticazione, rappresenta di per se un efficace strumento di contrasto all’agropirateria ed una garanzia per il consumatore.
La filosofia del sistema è improntata alla massima flessibilità affinché la stessa possa essere eventualmente associata, implementata, adottata, condivisa in seno ad altre iniziative già avviate a livello nazionale ed a questa complementare.
Fig. 2 - Immagine al microscopio di uno dei microchip
L’accesso alle informazioni contenute nel microchip è assicurato sia da specifiche applicazioni per smartphone e tablet che da un microlettore a diversi livelli di accessibilità, appositamente sviluppato e che, abbinato al prodotto, è in grado di fornire al consumatore le informazioni sull’autenticità nonché informazioni aggiuntive mediante l’accesso ad una piattaforma di Knowledge management che integra le informazioni sulla qualità e sicurezza, sistema di produzione, provenienza geografica e, in generale terroir e sui correlati valori culturali mentre agli organismi di controllo ufficiale l’accesso immediato alle informazioni aggiuntive sull’autenticità per consentirne la verifica on the market.
Di particolare interesse è la messa a disposizione di fingerprintings di tipo sensoriale ottenuti mediante data fusion di informazioni provenienti dall’uso di sensori olfattivi, del gusto ed ottici. Tali aspetti sono stati sviluppati congiuntamente dal gruppo della Chimica degli alimenti dell’Università di Reggio Calabria in collaborazione con il CNR– Dipartimento di optoelettronica e fotonica di Firenze.
L’intera infrastruttura sviluppata è completata da una piattaforma di tracciabilità/rintracciabilità tarata per le produzioni di alta qualità completamente compatibile ed integrabile con le preesistenti piattaforme utilizzano lo standard mondiale EPCglobal.
In considerazione del fatto che uno dei prodotti maggiormente soggetto alla contraffazione nel mondo è l’olio d’oliva, il prototipo, sviluppato per la filiera dolciaria, è ora in fase di testing sulla filiera oleiola con l’obiettivo di dotare la neonata IGP Olio di Calabria delle necessarie tutele.
Il lavoro sarà, ovviamente, sviluppato in collaborazione con il consorzio di tutela nell’ambito delle iniziative di ricerca e sviluppo del Distretto ad alta tecnologia agroindustriale della Calabria.
Il nuovo dispositivo sarà presentato, in occasione di programmate manifestazioni, ad Expo2015.
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