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Le TEA in agricoltura sono una opportunità storica di resilienza, sostenibilità e competitività

Le TEA in agricoltura sono una opportunità storica di resilienza, sostenibilità e competitività

A Bologna si sono riuniti studiosi, rappresentanti delle associazioni agricole e della filiera agroalimentare per analizzare lo stato dell’arte delle TEA in Italia: incentivare la sperimentazione sul campo e avere norme certe dall’UE per aiutare gli investimenti e dare certezze ai consumatori

16 giugno 2026 | 14:00 | C. S.

Aiutare il dialogo tra mondo scientifico, della ricerca e delle imprese è stato il focus del convegno “Piante TEA per l’innovazione in ambito agrario”, svoltosi l’8 giugno a Bologna presso la “Sala 20 maggio 2012” dell’Assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna. Il convegno, organizzato in collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura, Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna ha avuto lo scopo di fare il punto sullo stato delle sperimentazioni delle piante TEA (Tecnologia di Evoluzione Assistita) in Italia e sul relativo quadro normativo, al fine di promuovere il passaggio, dalla scoperta scientifica all’utilizzo in campo delle varietà ottenute con queste nuove tecnologie. Oggi le piante TEA, impiegate nel miglioramento genetico, consentono di sviluppare varietà più resistenti a stress e parassiti attraverso modifiche puntiformi dell’informazione genetica e senza trasferimento di geni tra specie.

L’Accademia al fianco dell’evoluzione in agricoltura       
Il convegno è stato aperto dal saluto inaugurale del Prof. Federico Magnani, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura che ha dichiarato: “Con grande piacere abbiamo organizzato questa giornata, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, su una tematica emergente che dimostra la nostra sensibilità verso i temi legati all’innovazione e l’intenzione di trasmettere conoscenze scientifiche ai decisori. Oggi le TEA, ricoprono un ruolo fondamentale per lo sviluppo agricolo perché rappresentano, non solo, tecniche avanzate capaci di risolvere problemi contingenti, ma anche la capacità del mondo della ricerca di ascoltare eventuali dubbi della società e proporre nuove metodologie.”

L’Unione Europea al voto a metà giugno, vicino il via libera     
Il prossimo 17 giugno la Sessione plenaria dell’Unione Europea voterà la nuova normativa sulle TEA, per regolamentarne la coltivazione, il commercio e il consumo dei prodotti. Un passaggio fondamentale, ma che avrà poi due anni di tempo per predisporre gli atti operativi e le linee guida per il mondo dell’agricoltura UE. Tra tutti i punti in discussione importante la distinzione tra le piante NGT-1, come le TEA, che comprendono piante considerate equivalenti a quelle convenzionali e saranno soggette a verifiche iniziali, ma non richiederanno ulteriori controlli per la loro diffusione e non saranno etichettate, salvo per il materiale riproduttivo e le NGT-2 che, invece, includono modifiche più complesse, con obblighi di autorizzazione, tracciabilità ed etichettatura.

Incentivare la sperimentazione sul campo visti i dati sempre più promettenti        
Nel suo intervento “Opportunità offerte dalle biotecnologie e dalla genomica per il miglioramento della produzione agraria” il Dott. Luigi Cattivelli, Direttore del Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica CREA di Fiorenzuola d’Arda, ha sottolineato i benefici delle TEA dato l’aumento di produttività del 10-15%, l’adattamento all’ambiente, il miglioramento dei componenti della produzione e il miglioramento dell’efficienza dei processi biologici alla base della produzione delle piante in agricoltura. Inoltre, serve sempre più applicazione in campo, visto che le piante TEA rivelano minori perdite e maggiore efficienza d’uso dell’azoto dal terreno, capace di inibire i microrganismi del suolo che nitrificano riducendo le sue perdite suolo.

I cittadini UE vedono in maniera positiva le biotecnologie nella produzione alimentare 
Anna Meldolesi
, giornalista e divulgatrice scientifica, in “CRISPR le nuove frontiere della genetica vegetale” ha spiegato come le mutazioni genetiche sono, da sempre, un fenomeno naturale senza il quale non esisterebbe l’evoluzione. Successivamente ha detto che nel 2025 l’indagine “Eurobarometro”, commissionata su richiesta dell’EFSA su 20mila cittadini UE, ha analizzato che l’uso di nuove biotecnologie nella produzione alimentare, come l’editing genomico, appare in fondo alla lista delle preoccupazioni dei cittadini. Tale atteggiamento significa che le TEA devono solo essere introdotte in modo aperto, trasparente e accompagnate da informazione pubblica, per essere percepite come un vantaggio per gli agricoltori e per il pubblico nel contributo a un’agricoltura sostenibile.

Europa all’avanguardia nella protezione di brevetti e proprietà intellettuale
Il Presidente del Community Plant Variety Office (CPVO), Francesco Mattina, nel suo speech “TEA/NGT e innovazione varietale. Verso un nuovo equilibrio tra regolazione europea e diritti di proprietà intellettuale” ha parlato del lungo processo per portare sul mercato una nuova varietà. In questo il ruolo della proprietà intellettuale è fondamentale per creare incentivi che permettono di trasformare la ricerca in nuove varietà. Il sistema europeo, mediante la “privativa vegetale” è all’avanguardia nella protezione delle nuove varietà di piante, garantendo al costitutore un diritto esclusivo sul loro sfruttamento commerciale, sulla base di precisi criteri di stabilità, omogeneità, stabilità e novità.

Fiducia da parte del mondo produttivo e agricolo ma ora servono regole certe         
Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda, che ha visto rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e della filiera produttiva agroalimentare, confrontarsi sul tema. Tutti i partecipanti hanno espresso grande fiducia nell’applicazione pratica delle TEA sottolineando, a fronte della prossima votazione europea, l’importanza di avere una certezza normativa per favorire regole d’ingaggio e aiutare la connessione tra ricerca di base, investimenti e proprietà intellettuale. Fondamentale, inoltre, sarà la collaborazione tra mondo privato e enti di ricerca per dare risposte ai consumatori, anche a fronte delle norme e di un quadro regolatorio favorevole a investimenti e relazioni.

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