Bio e Natura

OGM o vecchi semi? Le strade della ricerca a confronto

Non necessariamente le due vie si elidono a vicenda ma paiono certamente stridere. Da una parte il Cra Qce recupera la biodiversità mondiale per risolvere la celiachia, dall'altra Umberto Veronesi invoca il transgenico contro la fame nel mondo

19 settembre 2014 | Graziano Alderighi

Il futuro è degli OGM oppure della biodiversità mondiale, adeguatamente recuperata e selezionata secondo sistemi più “tradizionali”?

Si tratta di strade apparentemente molto diverse che certamente stridono ma non necessariamente si elidono, al momento.

Tra i fautori del transgenico annoveriamo certamente Umbero Veronesi che, nel corso del congresso “The future of scienze” ha ribadito la necessità della scienza di combattere la fame “un problema da sradicare, un obiettivo che ci si è dati da tempo ma che è ben lontano dall'essere risolto, anche alla luce dei progressi minimali raggiunti. Abbiamo nel mondo in miliardo di persone prive di cibo mentre ci sono 2 miliardi di persone che ne consumano troppo, aggravando la situazione con patologie come il diabete o i problemi cardiovascolari.” Scompensi e sbilanciamenti che vanno combattuti con la scienza, secondo Veronesi che afferma che occorre “fare entrare la scienza nella catena alimentare, studiando gli OGM per spingere sullo sviluppo dell'agricoltura, abbattendo nel contempo l'uso della carne, divenuto eccessivo, e recuperando altro cibo da dare a chi non ne ha".

Anche il Cra Qce sta studiando, da tempo, sul problema ma con un punto di partenza differente. I ricercatori stanno infatti studiano il Teff, un cereale poco noto, ma ancora molto utilizzato il Etiopia. Ha il difetto agronomico di produrre semi molto piccoli, della dimensione della capocchia di spillo, ma il vantaggio nutrizionale di essere privi di glutine.
“Da alcuni saggi in vitro il Teff risultava essere un cereale alternativo sicuro per i pazienti celiaci, al pari di riso, mais, quinoa ed amaranto – ha dichiarato la ricercatrice Laura Gazza - Nella scorsa annata agraria, grazie alla collaborazione di alcuni studiosi conoscitori della realtà etiope ed eritrea, abbiamo avuto la possibilità di seminare presso i nostri campi sperimentali in località Montelibretti, una prova con tre genotipi di Teff. Grazie anche all'annata particolarmente piovosa la coltura è andata molto bene con un ciclo produttivo molto corto, circa 50 giorni.”
Il Teff, oltre a essere gluten free, è anche molto proteico. “Il nostro interesse – ha concluso Laura Gazza - è volto a studiarne le possibilità di trasformazione in prodotti adatti al mercato italiano e a caratterizzare nel prossimo autunno i 3 genotipi dal punto di vista agronomico, tecnologico e nutrizionale con il fine ultimo di valorizzare questo cereale primaverile per il suo possibile uso come prodotto adatto non solo per i pazienti afflitti da intolleranze al glutine, ma anche per la popolazione generale sempre più attenta alle caratteristiche nutrizionali e salutistiche del cibo''.

Lo sfruttamento degli OGM è stato spesso accusato, al pari di tutto il sistema dell'agricoltura industriale, di ridurre la biodiversità. L'esempio del Teff ci dimostra però quanto uytile possa essere la biodiversità naturale e agraria ai fini della ricerca applicata. Ecco allora porsi con forza il problema della compatibilità tra biodiversità e OGM.

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