Bio e Natura

Il settore delle bioenergie a due velocità in Europa

Il 90% della produzione di energia da biomasse è concentrata nei paesi della vecchia Euroa a 15, mentre quella nelle nazioni entrate nell'Ue più di recente rappresenta solo l'8,4%

30 marzo 2013 | Marcello Ortenzi

Le biomasse agricole sono sempre più fonte d'interesse per la produzione energetica in Europa, che si adegua per seguirne l'evoluzione. L’ultimo “Rural Development in the EU Statistical and Economic Information Report 2012" assegna un peso del 10,5% della produzione di energia con biomasse all’UE a 27, ma oltre il 90% è concentrato nella vecchia Europa a 15, anche se è buono il recupero dei recenti partner e l’Italia ha una quota agricola al 4,5%.

Fonte : EurObserER (fonte primaria EEB e EBIO)

Le discussioni sulle proposte della Commissione per la PAC verso il 2020 sono ormai in uno stato avanzato in seno al Consiglio e al Parlamento europeo. Una volta adottato, il nuovo regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale costituirà la base giuridica per i programmi di sviluppo rurale dal 2014 in poi. In questa situazione, è in fase di sviluppo una nuova serie d'indicatori che riflettono i cambiamenti politici ed economici previsti. La nuova PAC che si sta tracciando dopo l’accordo in seno al Consiglio europeo ha bisogno di valutare una nuova serie d'indicatori dell’andamento dei comparti agroforestali e tra questi trovano ampio spazio quelli dedicati ai cambiamenti climatici e la produzione produzione di energia connessa alle attività agricole e forestali. In Europa, infatti, l'agricoltura e la silvicoltura svolgono un ruolo sempre più importante nella fornitura di energie rinnovabili, con un contributo molto più alto per la fonte forestale. Il campo individuato dal Report emesso nel dicembre 2012 con i dati 2010, fissa nell'UE-27 rispettivamente 17,5 e 80,8 milioni di tonnellate di petrolio equivalente l’energia prodotta nel 2010 dall’agricoltura e foreste. L'agricoltura "pesa" per il 10,5% nella produzione di energia rinnovabile, mentre la silvicoltura per il 48,5%. Tuttavia, se dai valori assoluti si passa a esaminare il trend, è importante notare che la produzione di energia rinnovabile è aumentata più rapidamente nel settore agricolo che nel settore forestale.

L'importanza dell'agricoltura nella produzione di energia rinnovabile è cresciuta negli ultimi anni (dal 3,6% del 2005 al 10,5% nel 2010), mentre la quota delle foreste è in lieve calo (dal 54,5% del 2005 al 48,5% nel 2010) nell'UE-27. La differenza che risalta nel documento statistico è che la produzione di energia rinnovabile differisce notevolmente tra l'UE-15 e l'UE-12. Il 91,6% dell'energia rinnovabile prodotta nel settore agricolo Ue viene dalla "vecchia" Europa a quindici, mentre la produzione nei dodici Paesi cosiddetti Peco, entrati nell'Unione europea più di recente, rappresenta solo l'8,4%. Stesso discorso nel settore forestale, dove la produzione di energie rinnovabili nell'UE-15 e nell'UE-N12 si attesta, rispettivamente, intorno al 76% e al 24% sulla produzione totale dell'UE-27. Per quanto riguarda l'Italia, nel 2010 la produzione di rinnovabili da agricoltura si è attestata intorno alle 740 Ktep contribuendo per il 4,5% al totale della produzione di energia da fonti rinnovabili in leggera flessione (-1,6%) rispetto al 2009. Analizzando il settore forestale, sempre sulla base di dati relativi all'Italia, la produzione di rinnovabili dal settore forestale nel 2010 è stata di circa 3.350 Ktep con un contributo all'intero settore delle energie rinnovabili del 20,5% e un incremento medio annuo (dal 2000 al 2010) dell'11% . Ma secondo il GSE nel 2012 le fonti rinnovabili agricole hanno portato ad avere circa 2.800 MW installati e una produzione di energia di quasi 12.250 GWh. (circa 1.053 Ktep). L'Italia prossimamente punterà sull'energia termica e un segnale è arrivato dal boom dei consumi di legna, cippato e pellet, che nel 2012 ha raggiunto i venti milioni di tonnellate, col +26% dei volumi importati dall’estero.


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