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Energie rinnovabili: in 15 giorni sarà varato il quarto conto energia

Inutile l'appello delle associazioni, firmato il decreto dal presidente della Repubblica. Ora si attende solo il momento in cui il governo varerà i nuovi incentivi che dovranno "adeguarsi all'andamento degli altri paesi europei"

12 marzo 2011 | Graziano Alderighi

Dopo che l'appello lanciato da Anev, Assosolare, Assoenergie Future, Aper, Gifi, Ises Italia al Presidente della Repubblica perchè non fimasse il decreto sulle rinnovabili si è rivelato un buco nell'acqua, l'attenzione si sta spostando verso i nuovi incentivi.

Secondo il Presidente del Consiglio "il 'boom' del settore fotovoltaico determina sulle bollette dei cittadini un aggravio che era necessario calmierare". Ora, il quadro dei nuovi incentivi "consentirà alle aziende del settore la programmazione di investimenti per un mercato maturo di lungo periodo in vista degli obiettivi europei per il 2020''.

Nessun correttivo al decreto legislativo sulle rinnovabili, quindi, ma entro un paio di settimane al massimo, direttamente il Quarto Conto energia e cioè il decreto attuativo che dovrà contenere i nuovi incentivi per il settore. E’ quanto ha detto il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. “Si farà il decreto attuativo previsto prima possibile: le banche italiane hanno sempre espresso condivisione sulla necessità di calmierare il fenomeno. Caso strano a lamentarsi sono invece le banche estere. Il terzo Conto energia è stato fermato al 31 maggio”, dice Romani. Il ministero dunque va avanti escludendo che una norma possa regolare il periodo transitorio: entro due settimane saranno noti gli incentivi che il settore delle rinnovabili riceveranno a partire dal 1 giugno.

La riforma degli incentivi alle energie rinnovabili approvata dal governo va nella giusta direzione, in quanto ridimensionando gli incentivi generosi concessi dal sistema attuale riduce i costi che gravano sulle bollette elettriche di famiglie e imprese, queste ultime alle prese con elevati costi energetici che le rendono meno competitive sul mercato internazionale. A favore delle misure adottate dal Governo si schiera anche il presidente di Assocarta, Paolo Culicchi, per il quale “non si può confondere il corretto supporto allo sviluppo delle fonti rinnovabili con la difesa gratuita e ingiustificabile di rendite derivanti da interventi legislativi sconsiderati e frutto esclusivamente di pressioni lobbistiche inaccettabili”. Culicchi denuncia “la scandalosa campagna di disinformazione e faziosità a cui si sta assistendo: non possiamo mantenere un sistema di incentivi palesemente superiore del 30% - 40% a quelli degli altri paesi europei, Francia e Germania in primis”.

Il decreto legislativo varato dal governo in attuazione della direttiva comunitaria sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, nella attuale formulazione, ''bloccherà lo sviluppo del settore delle rinnovabili che producono energia elettrica, provocando un duro colpo all'economia nazionale già fortemente in crisi. Il provvedimento, infatti, sta già generando incertezza, se non addirittura la paralisi del settore". Così, in una nota, le associazioni dei produttori di energie rinnovabili Anev, Assosolare, Assoenergie Future, Aper, Gifi, Ises Italia.

“Gli investimenti già effettuati dalle aziende associate per assicurare la reperibilità dei materiali presso i propri magazzini e per gli ordini già confermati ai propri fornitori sono stati programmati da tempo: uno “stop” improvviso e di queste proporzioni – avvertono FME e Angaisa (grissisti e distributori) - avrà notevoli ripercussioni su tutta la filiera delle imprese, in un momento già estremamente critico per il settore dell’edilizia nel suo complesso, con riflessi devastanti sull’occupazione”. FME e Angaisa chiedono quindi al Governo di stabilizzare e rilanciare subito gli incentivi per le rinnovabili, adottando subito dei correttivi al decreto varato, e hanno chiesto in proposito di essere ricevute nei prossimi giorni dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.

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