Bio e Natura

Biotecnologie, ecco quanta strada l'Italia ha perso

Nel mezzo dello scontro tra il Ministro Galan e le Regioni sugli ogm c'è la ricerca scientifica che, sul transgenico, è ormai ferma da dieci anni o ha dovuto traslocare all'estero

11 dicembre 2010 | C S

L’incontro di giovedì 9 dicembre tra il ministro Giancarlo Galan e gli assessori regionali ha confermato la distanza tra le rispettive posizioni sulla questione ogm.

Il ministro ha ribadito che la definizione delle linee guida sulla coesistenza tra colture convenzionali e transgeniche "è un dovere delle Regioni" e che il dichiararsi ogm-free è "una pura dichiarazione politica che non costituisce un obbligo legale".

Da parte loro gli assessori regionali hanno ribadito il no agli ogm, chiedendo al ministro che l’Italia adotti la clausola di salvaguardia.

Una diatriba molto lunga che ha visto coinvolti, ancor prima di Galan, Zaia, De Castro ed Alemanno.

Intanto, però, in dieci anni la ricerca italiana sulle biotecnologie è stata praticamente azzerata:

Fino al 2001 presso l’Università Statale di Milano era attivo un gruppo di ricerca internazionale formato da 12 ricercatori (7 Italia, 2 Cina, 2 Vietnam, 1 Cuba, 1 Gran Bretagna). Oggi è rimasto un solo ricercatore. Il gruppo lavorava sul tema della biosicurezza applicata alle biotecnologie ed era finanziato esclusivamente con fondi pubblici provenienti dal Ministero della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura.

Fino al 2001 erano circa 25 i centri italiani attivi nella ricerca sulle biotecnologie, che richiamavano ricercatori da tutto il mondo. Oggi non restano che 2 o 3 centri che continuano a pubblicare ricerche su riviste internazionali.

Fino al 2001 in Italia erano circa 250 i progetti di ricerca in campo aperto sulle biotecnologie. L’Italia era tra i primi tre paesi al mondo per la sperimentazione in campo aperto. Nessuno di questi progetti ha originato problemi di contaminazione o di sicurezza. Oggi non restano che 1 o 2 progetti che si avviano alla conclusione.

Il caso della ricerca sui pioppi, guidata proprio dal Prof. Sala è emblematico: sono 250.000 i pioppi biotech piantati in Cina frutto della ricerca pubblica italiana, costretta a trasferirsi all’estero per sperimentare le applicazioni sugli OGM. L’Italia è il centro mondiale per la selezione di nuove tipologie di pioppo. Il 50% dei pioppi impiantati nel mondo sono stati creati nel Centro di ricerca di pioppicoltura di Casale Monferrato, che da 80 anni fa ricerca e che qualche tempo fa ha rischiato persino la chiusura.

Potrebbero interessarti

Bio e Natura

Risposta all’azoto in frumento tenero e duro: il ruolo del tillering è davvero determinante?

A parità di stato azotato, il frumento tenero mantiene un vantaggio stabile in numero di spighe e granella rispetto al duro, suggerendo che le differenze tra specie siano principalmente costitutive e non guidate dalla sola risposta dell’accestimento all’azoto

22 giugno 2026 | 16:00

Bio e Natura

La salvaguardia del suolo come nuovo asset produttivo e ambientale in grado di generare valore

Oggi l’unico settore in grado di assorbire CO2 è la gestione del suolo. L'incremento del sequestro di carbonio rappresenta una necessità prioritaria per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in agricoltura

22 giugno 2026 | 11:00

Bio e Natura

Lattuga rossa diventa verde con il genome editing e aumentano i flavonoidi benefici

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tsukuba ha trasformato una lattuga a foglie rosse in una varietà dal colore verde smeraldo, intervenendo con il genome editing. Non solo estetica: aumentano infatti altri composti antiossidanti, come la quercetina

21 giugno 2026 | 12:00

Bio e Natura

Gli oli essenziali sono la nuova frontiera dell’agroecologia

Dalla biodiversità funzionale all’estrazione innovativa, un progetto che punta a costruire la filiera sostenibile delle piante officinali. Le piante oggetto di studio spaziano da rosmarino, timo e lavanda fino ad artemisia, tanaceto, achillea, elicriso, eucalipto e persino specie spontanee

19 giugno 2026 | 12:00 | Irene Balducci

Bio e Natura

Giornata mondiale contro siccità: ecco le colture più vulnerabili ai cambiamenti climatici

Pubblicato su Nature Communications, uno studio del Politecnico di Torino e dell’Università del Delaware individua le aree del mondo più esposte alle perdite agricole causate dalla siccità. Ma anche i cittadini possono ridurne l'impatto

17 giugno 2026 | 13:00

Bio e Natura

Le TEA in agricoltura sono una opportunità storica di resilienza, sostenibilità e competitività

A Bologna si sono riuniti studiosi, rappresentanti delle associazioni agricole e della filiera agroalimentare per analizzare lo stato dell’arte delle TEA in Italia: incentivare la sperimentazione sul campo e avere norme certe dall’UE per aiutare gli investimenti e dare certezze ai consumatori

16 giugno 2026 | 14:00