La voce dell'agronomo

COLTIVARE LO SPIRITO, COLTIVARE I CAMPI

E' davvero intrigante riflettere come il verbo coltivare si utilizzi indistintamente sia per la cura dell’anima, sia per la cura dei frutti della terra. Alla città il pensiero e alla campagna la fatica? Non esiste in realtà una così netta demarcazione ma profonde differenze nella visione e nell’approccio con la natura

09 ottobre 2004 | Alberto Grimelli

Qualche sera fa conversando a cena a proposito del rapporto tra città e campagna, un’amica ha lanciato sul tavolo una riflessione tutt’altro che banale: “la vita nei campi è una metafora della vita quotidiana....o forse è l'inverso”.
Una provocazione, un pensiero in libertà. Poteva finire tutto lì, lasciar cadere la frase in un imbarazzato silenzio, invece ne è nata una discussione che si è protratta per diverse ore.
Dato che eravamo equamente divisi tra rustici campagnoli e raffinati cittadini il dibattito si è immediatamente concentrato sul rapporto tra mondo industriale e agricolo.
Ne sono emersi punti di analogia e qualche profonda differenza.
Entrambi vivono con fastidio le manifestazioni della natura quando non si confanno agli scopi, obiettivi e programmi prefissati, ma la reazione è profondamente diversa.
In città si tende e si cerca di ignorare, ci si isola dalla natura mentre in campagna la si contrasta, si
prova a piegarla ai propri bisogni. in città la si vive semplicemente come supporto vitale, terra dove poggiare i fabbricati e aria da respirare, in campagna è la propria interfaccia quotidiana, il proprio pane.
Fatica, sudore, lotta questi sono i componenti della vita nei campi, tutti gli agricoltori lo sanno bene. Anche tra asfalto e cemento si combatte, gli sforzi sono certamente meno fisici e più intellettuali, tanto da considerare, spesso, il lavoro manuale degradante.
La globalizzazione, i mezzi di trasporto sempre più veloci, per non parlare dei sistemi di comunicazione e di informazione hanno però avvicinato, nell’ultimo mezzo secolo, questi due mondi apparentemente così distanti.
Il livello culturale e quello di scolarizzazione sono ormai elevati anche in ambito rurale, marketing ed information technology non sono più termini sconosciuti in molte aziende agricole ma la diversa visione e il diverso approccio con la natura non potrà essere colmato altrettanto facilmente né velocemente.

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