La voce dei lettori
Avere una finestra di dialogo? E' fondamentale
Quanto è difficile far capire che la libertà di pensiero sia un valore da coltivare. Su questioni scottanti come gli Ogm si preferisce tacere. Lo stupore di Paola Cerana verso certi intellettuali
17 luglio 2010 | T N

Luigi, ti racconto un episodio che mi lascia perplessa e forse t'interessa.
Ho fatto leggere ad alcuni colleghi che si occupano di agroalimentare (!) il pezzo che avevo mandato a te sulla relazione tra ogm e allergeni (link esterno), vedendo che anche loro si occupano assiduamente dell'argomento.
Volevo semplicemente contribuire a far chiarezza in questo momento di grande confusione. Ebbene, mi è stato rimandato gentilmente indietro, con la motivazione che quel pezzo è "troppo scientifico" per loro. Ora, se accennare in maniera quasi elementare a Dna e proteine allergeniche è "troppo scientifico", come si può pretendere di capire il senso delle polemiche macroscopiche che si scatenano alla superficie, attorno a certi temi?
Perdonami se sbaglio, ma temo ci sia una censura diffusa e subdola che troppo spesso tende a sottacere il ragionamento libero e costruttivo, oltretutto modesto e aperto al dubbio, come lo è il mio in questo approccio ad una scienza tanto controversa.
Scrivo a te perchè questa riflessione, a maggior ragione, fa onore alla serietà di Teatro Naturale, alla sua filosofia culturale e a quanti partecipano a mantenerlo sempre vivacemente aperto al confronto. E' una finestra di dialogo davvero importante!
Ecco, mi sono sfogata, grazie!
Paola Cerana

Quale stupore, Paola?
Non c'è da sorprendersi.
Su alcuni temi forti in molti preferiscono non avere dubbi. Altrimenti crollano le loro instabili certezze; e così preferiscono di gran lunga glissare.
Non mi stupiscono dunque certi atteggiamenti di chiusura preventiva da parte di taluni colleghi, come pure di molti altri intellettuali, o presunti tali.
Sul tema caldo e rovente degli Ogm si preferisce gorgogliare riflessioni che piacciano alla massa.
Non si ha il coraggio di affrontare a viso aperto e senza ipocrisie la realtà , indipendentemente dalle posizioni pro o contro gli Ogm.
Facendo silenzio, evidentemente non si scontenta nessuno e non si creano motivi di imbarazzo.
Teatro Naturale resta una finestra aperta sul mondo, sempre fondata sulla dialettica: chiunque può esprimere le proprie opinioni senza essere censurato, e ciò, in un'epoca di integralismi, è sicuramente un bene.
Non sarebbe nemmeno nato il progetto di Teatro Naturale senza questo senso di profonda libertà e di rispetto verso chi pensa e produce pensiero.
Il nostro logo - realizzato dall'artista Angelo Ruta - è alquanto eloquente: non ci può essere pensiero se non si scava nel profondo delle cose, con grande senso di libertà e spirito d'indipendenza, virtù, queste, oggi poco praticate, nonostante molti parlino a vanvera di bavagli, dimenticando che la vera censura è l'autocensura, e parte sempre dalla pavidità di chi non ha il coraggio di esporsi e rischiare.
Luigi Caricato
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