La voce dei lettori
Omaggio a Giulio Bosetti
28 dicembre 2009 | T N
Dopo una lunga malattia, se ne è andato a 79 anni Giulio Bosetti, attore, regista e impresario teatrale, direttore da molti anni del teatro Carcano di Milano. Con la morte di Bosetti il teatro italiano perde un pezzo di storia. L'attore e regista bergamasco ha vissuto una stagione straordinaria al fianco di Strehler e De Bosio, di Gassman e Mastroianni, divenendo uomo da Teatro Stabile e protagonista di esperienze distinte come la Cooperativa Teatro Mobile. Allievo dellâAccademia Nazionale dâArte Drammatica sotto la direzione di Silvio DâAmico, Giulio Bosetti attore ha attraversato il repertorio del teatro classico e del contemporaneo. Ha iniziato la carriera nel 1950 con lâinterpretazione di Tonin nella Moscheta di Ruzante al Teatro dellâUniversità di Padova con la regia di Gianfranco De Bosio, approdando già lâanno dopo alla corte di Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Tra le interpretazioni si possono ricordre âUn uomo è un uomoâ di Brecht, âLâalbergo dei poveriâ di Maxim Gorâkij e âColombeâ di Jean Anouilh, ma anche âOresteâ di Vittorio Alfieri, âIl gabbianoâ di Cechov e âIl bugiardoâ di Goldoni. à stato protagonista di âSicario senza pagaâ e âIl re muoreâ di Ionesco e âLe mani sporcheâ di Sartre, passando poi per Sofocle, Ibsen, lâamato Pirandello, âIl malato immaginarioâ e âLâavaroâ di Molière. Giulio Bosetti aveva uno stile asciutto, che accomunava la messinscena di un Pirandello e un passaggio nel cinema (da ricordare la sua partecipazione a "Il cuore altrove" di Pupi Avati, l'interpretazione di papa Paolo VI in "Buongiorno, notte" di Marco Bellocchio e di Eugenio Scalfari ne "Il divo" di Paolo Sorrentino). Anche in tv o nel cinema portava quel suo essere uomo di teatro e per il teatro.
ario Pulimanti
Lido di Ostia -Roma
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