La voce dei lettori
Alta gamma olio di oliva e mercato. Il solito piangerci addosso?
Ci scrive dalla Sicilia Calcedonio Calcara: la ristorazione è sensibile alla qualità. Occorre però avviare una seria politica di informazione al consumatore
07 marzo 2009 | T N
Gentile dottor Caricato,
mi trovo oggi a leggere la sua intervista sull'extravergine di qualità rivolta a operatori/produttori che di qualità si intendono (link esterno).
Come sempre il solito piangerci addosso e i generici attacchi alla ristorazione ed ai consumatori che non hanno a cuore la qualità .
Non sono d'accordo: nella mia piccolissima esperienza di produttore di olio che tenta di fare qualità , la ristorazione è ben sensibile alla qualità . Lo scopri nei dialoghi con i titolari di ristoranti a cui fornisco il mio prodotto. I ristoratori sarebbero ben contenti di metter in tavola un olio di qualità e quindi più costoso se il cliente ne fosse consapevole e accettasse pertanto il modesto
aggravio sul conto. D'altronde non propongo già il vino in bottiglia al tavolo a cifre esorbitanti? Pensiamo che ci sia una preclusione a priori a farlo con l'olio?
Il ristoratore fornisce al cliente ciò che il cliente richiede e gradisce.
Dunque arriviamo al consumatore finale.
Occore una politica di informazione al consumatore. Possiamo farla noi piccoli? Lavoro improbo e capace al più di raggiungere una modestissima fetta di popolazione. Hanno interesse a farlo i grandi gruppi?
Assolutamente no, purtroppo e direi di non addentrarci ulteriormente
su questo campo che meriterebbe spazio a parte. Chi dovrebbe allora?
Nella stessa prima pagina della sua rivista leggo che è stato rinnovato il consiglio direttivo che raggruppa le Dop.
ILLUMINAZIONE! Forse dovrebbe essere tale consiglio a avviare una campagna di informazione sull'olio di qualità . Oppure potrebbe farlo la Coldiretti o la Confagricolatura. O infine il ministero dell'agricoltura, almeno
promuovendo il consumo di olio italiano.
Un ultima domanda: ma esiste una confederazione che raggruppa i produttori di olio italiano?
Insomma se non si avvia una campagna di informazione mirata al consumatore finale, tutta la filiera resterà al palo.
Un aneddoto lo vorrei aggiungere anch'io: tempo fa ho fornito bottiglie del mio olio ad un privato. Dopo qualche giorno mi incrocia con un sorriso beffardo e mi fa: "Guarda che il tuo olio era mal conservato!"; poi con sguardo saccente ha proseguito: "Evita per futuro di tenere il serbatoio dell'olio accanto alle casse di pomodoro...."
Dopo un divertente dialogo con il sottoscritto so che alle cene con gli amici ora intrattiene l'uditorio con frasi del tipo: ma lo sapete che il buon olio ha aromi che nulla hanno da invidiare al buon vino?
Cordiali saluti
Calcedonio Calcara
Titolare Azienda Agricola Sciauro di Sicilia, Castelvetrano (Trapani)
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