La voce dei lettori

PROIBIZIONISMO

Ci scrive il presidente Associazione Osterie italiane Walter Perotti

08 settembre 2007 | T N

Sono favorevole all’arresto per chi guida in stato di ebbrezza, smaltire la sbornia con una notte in galera non fa male a nessuno.

Sono d’accordo al ritiro della patente a chi causa incidenti mortali e che non gli sia più ridata vita natural durante.

Preciso che vino non è uguale ad alcool, e che si sta criminalizzando una bevanda che, se assunta in moderate dosi, ha benefici che nessun altro alimento può vantare.

Così facendo siamo arrivati al proibizionismo del vino.

La nostra società incapace di insegnare si limita a vietare.

Con il divieto al fumo abbiamo assistito ad una momentanea contrazione dei consumi, oggi tornati ai livelli precedenti e abbondantemente superati, specie dai giovani, che da sempre mal tollerano le imposizioni… anche noi vecchietti… ai bei tempi!

Quando negli anni venti l’America introdusse il proibizionismo, i consumi raddoppiarono, decuplicando i conti in banca di famiglie, oggi all’apice dell’economia statunitense.

Ci dimentichiamo della storia e delle nostre radici.

Nei secoli, il vino ha rappresentato la base della farmacopea conosciuta, per non parlare delle implicazioni religiose filosofiche, sociali, artistiche…

Da Ippocrate alla scuola romana, Catone, Galeno alla scuola salernitana, persino nei secoli bui del medioevo, nei monasteri oltre, a rifocillare i pellegrini, si prestava assistenza medica con il vino, sostanza base di numerosi medicamenti, fino ai giorni nostri, dove le ricerche mediche nel settore, promettono interessanti risultati.

Invece di reprimere si insegni a godere diversamente, convincendo i nostri giovani all’apprezzamento delle qualità della bevanda vino in giusta dose.

Il proibizionismo non ha mai portato benefici anzi ha sempre peggiorato le cose: la storia insegna ma l’uomo non impara!

enologo Walter Perotti
Presidente Associazione Osterie italiane
www.associazioneosterieitaliane.it

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