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FIGURA AGRONOMO, SI NOTA L'ASSENZA
Ci scrive Gaetano Sarcià: "Una soluzione potrebbe essere trasformare il corso di studi universitari e annoverarlo fra le ingegnerie come avviene attualmente in Francia dove l'agronomo viene indicato come ingegnere agronomo"
03 febbraio 2007 | T N
Ho letto l'articolo relativo alla direttiva nitrati e la dura riflessione riguardo la figura del dottore agronomo. Anche io sono un agronomo, una volta libero professionista e da tanti anni docente di scuola media superiore nei porefessionali per l'agricoltura.
All'inizio della mia libera professione, si discuteva tanto negli ordini professionali, delle prerogative degli agronomi riguardo all'uso di antiparassitari e altri prpodotti per l'agricoltura, si parlava di prescrizioni da farsi mediante "ricetta". Praticamente avveniva così come avviene attualmemnte che i produttori vanno presso i rivenditori a chiedono consiglio su pratiche di concimazioni o trattamenti antiparassitari; solo una piccolissima
quota di imprenditori chiede la consulenza dell'agronomo.
La figura dell'agronomo è disconosciuta anche a livello di procedimenti giuridici con incarichi CTU conferiti ad altre figure professionali per compiti di esclusiva competenza degli agronomi (stime ecc.). Anche in molte trasmissioni televisive specifiche (Linea verde, Geo e Geo) e tante altre ad indirizzo ambientale, si nota l'assenza della figura dell'agronomo. Una soluzione potrebbe essere trasformare il corso di studi universitari e annoverarlo fra le
ingegnerie come avviene attualmente in Francia dove l'agronomo viene
indicato come " ingegnere agronomo". Tale trasformazione, renderebbe
il corso più completo anche sotto l'aspetto della preparazione e farebbe emergere la figura professionale rivalutando le proprie competenze.
Grazie per l'attenzione, distinti saluti
Dott. Agr. Gaetano SarciÃ
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