La voce dei lettori
C’E’ SEME E SEME
I contadini non possono più scambiarsi fra di loro sementi e piante. I contadini non possono seminare se non le sementi ammesse per decreto. Un moto di ribellione dell’associazione Cività Contadina
09 settembre 2006 | T N
Il diventare "contadino" mi ha fatto scoprire alcune realtà che prima da "cittadino" non sospettavo nemmeno e non mi toccavano. Adesso sono più consapevole di tante persone e cerco con le forze che ho a disposizione di portare un cambiamento necessario ad alcune cose. Ciò richiede la consapevolezza, l'impegno e la partecipazione anche di tante altre persone. Io sono solo un granello di terra in un campo, ma insieme a tanti altri possiamo formare un campo.
Sapete che:
i contadini non possono più scambiarsi fra di loro sementi e piante?
i contadini non possono seminare se non le sementi ammesse per decreto?
che i semi degli ortaggi di qualità ibrida F1 (quasi tutti prodotti dalle multinazionali) non si possono riseminare se non penalizzando fortemente la possibilità di raccolto?
che le antiche varietà tradizionali (che non pagano royalties a nessuno) vanno gradualmente a perdersi, perché cancellate dai registri europei e allora diventano proibite per la semina e sono destinate alla probabile estinzione?
Inoltre le varietà moderne, sia ortive sia agrarie, sono commercializzate con l'unico scopo di favorire una agricoltura industriale e la grande distribuzione organizzata. Gli ortaggi devono essere capaci di superare raccolte meccaniche, imballaggi meccanizzati, lunghi viaggi refrigerati. Dipendono dalla chimica sia per le concimazioni sia per i trattamenti fitosantari. Devono avere un bell'aspetto ma spesso mancano di un buon sapore. Non sono certo adatti per gli orti familiari e per la vendita diretta di prodotti in fattoria.
Alberto Olivucci
Presidente di Civiltà Contadina
Egr. Sig. Olivucci,
credo che le sue denuncie e riflessioni meritino un dovuto approfondimento.
Teatro Naturale riserverà spazio alla materia in uno dei prossimi numeri.
Cordiali saluti
A.G..
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