La voce dei lettori

AGRICOLTURA E TV / 3. A PROPOSITO DELLO SFACELO DELLA RAI

Ci scrive Gaetano Sarcià: "Ormai le parole come terra, agricoltura, rurale, contadino, agricoltore, sono tabù impronunciabili non solo nei mezzi di comunicazione, ma anche nel linguaggio comune..."

04 febbraio 2006 | T N

Ho letto con molta attenzione l’articolo di Franco Bonaviri a proposito delle trasmissioni RAI che si “occupano “ di agricoltura e lo condivido pienamente . Ormai le parole come terra, agricoltura, rurale, contadino, agricoltore, sono tabù impronunciabili non solo nei mezzi di comunicazione , ma anche nel linguaggio comune delle persone e dei giovani che, come dimostrano le iscrizioni presso gli istituti agrari, sono in netto declino.

La banalizzazione dell’informazione agricola e agroalimentare è ormai la pressi in tutte le trasmissioni RAI, partendo da quel programma domenicale “ Linea Verde” che, secondo gli autori ha la pretesa di trattare temi agricoli ma che in realtà è una specie di passeggiata, che non trasmette né saperi, né esperienze, né cultura.

Se si guarda il panorama delle trasmissioni settimanali, emerge quel programma della mattinata dove si parla di cucina, cuochi,chef ,cibo, e questo probabilmente interesserà una fascia di ascoltatori che ne traggono un grande benefici scientifico e culturale, ma perché non strutturare un programma dove sia possibile trattare di agricoltura, di tecniche di produzione, trasformazione, valorizzazione della produzione, di legislazione regionale, nazionale europea e che potrebbe coinvolgere un’altra fascia di ascoltatori altrettanto interessati alla tematica.

Noto sistematicamente che in tutti i programmi di intrattenimento , grande spazio si dà alla cucina , poco o nulla ai prodotti utilizzati, grande spazio ai cuochi , nulla agli imprenditori agricoli , tanto spazio alla ristorazione poco o nulla alle aziende agricole.

Cordialmente,
Sarcià Gaetano


Grazie per la preziosa testimonianza. E' vero quanto dice, purtroppo. Chissà cosa ci attende per il futuro
F. B.

Potrebbero interessarti

La voce dei lettori

Minimo quantitativo di frangitura: un problema tecnologico ed economico

L’olivicoltura hobbistica richiede, in epoca di cambiamenti climatici, flessibilità nella gestione di quantitativi minimi di frangitura scontrandosi con le esigenze dei frantoi. Le riflessioni di Antonio Mazzei e la risposta di Alberto Grimelli

04 dicembre 2025 | 09:00

La voce dei lettori

Olio extravergine di oliva: rimane un gran lavoro da fare

Servono nuove alleanze tra le imprese produttrici, artigiane, agricole e industriali, e la Grande Distribuzione. Dobbiamo dare valore ad un “alimento funzionale” alla salute dell’uomo e ad una filiera agroalimentare al servizio del consumatore

29 agosto 2025 | 11:00

La voce dei lettori

L'olio di oliva lo fa il produttore, il mercato lo fa il consumatore

Mi chiedo perché i panel di “assaggio” li fanno gli assaggiatori e non i consumatori: invece di insegnare ai consumatori come si fanno gli assaggi, bisogna insegnare ai produttori come fanno i consumatori a valutare gli oli. La lettera di Gigi Mozzi

07 agosto 2025 | 12:00

La voce dei lettori

Miscela di oli di oliva originari dell'Unione Europea e non originari dell'Unione, che significa?

Un olio extravergine di oliva riposta questa indicazione in etichetta. Che significa? Posso fidarmi? La spiegazione sulla dizione e poi un consiglio

17 febbraio 2025 | 15:00

La voce dei lettori

Teatro Naturale sarà quotidianamente al vostro fianco

Un restyling con le novità principali che saranno “sotto il cofano”. Teatro Naturale diventa, di fatto, un quotidiano con notizie che saranno on line in ogni momento della giornata per offrire informazioni e aggiornamenti in tempo reale

12 ottobre 2024 | 09:30

La voce dei lettori

Produzione di olive più importante della resa in olio, fatevi due conti

Raccogliamo la sfida di fare due conti sull’importanza dei fattori produttività e resa nell’economia di un’azienda agricola, poiché le vecchie consuetudini sono dure a morire

25 settembre 2024