La voce dei lettori

CONTRO LE AMPOLLE / 24 UN QUADRO INQUIETANTE

Una mail da Francesco Sacco: le tesi del direttore della Fipe esprimono la scarsa cultura dell'olio di gran parte dei ristoratori

26 marzo 2005 | T N

Ho letto con molto interesse l'articolo riportante le tesi del direttore della FIPE. L'impressione ricevuta è quella di una completa mancanza di cultura dell'olio nell'ambito della gran parte dei ristoratori. A tal livello non vedo perchè si debba servire lo zucchero in bustine, il vino in bottiglia etc. etc. Si può rispondere che è la legge che lo impone, ma questo vale anche per l'olio! Visto che l'olio servito nei ristoranti non è in vendita, che diano le insalate e le pietanze in cui è prevista l'aggiunta di olio già condite e non portino più a tavola le ampolle. Infine trovo ingiustificata l'affermazione delle bottiglie con etichette sporche perchè, anzicchè fornire bottiglie da 250 cc o più grosse, basterebbe servire l'olio in bottigline da 60 cc che servono benissimo a condire fino a due pietanze e che si possono acquistare a poco più di un euro la bottiglina.
Distinti saluti
Dott. Agr. Francesco Sacco


La sua impressione coincide con la mia. L'intervista a Edi Sommariva ha messo in luce la scarsa cultura di prodotto da parte della ristorazione italiana. A parte una élite piuttosto esigua, il resto offre un quadro davvero inquietante. Il problema - credo più grave - è che ci sia l'intenzione di nascondere una amara verità: non si vuole utilizzare l'olio extra vergine di oliva in quanto si intende evitare, finché si può, di spendere qualche euro in più; ma si tratta di un risparmio solo apparente, perché un pessimo olio sottrae qualità a qualsiasi pietanza. Il fatto delle bottiglie unte è solo una scusa: basta non rabboccarle, come invece accade di frequente.

L. C.

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