La voce dei lettori
ASSEGNI FAMILIARI, L'INIQUITA' DI UNA LEGGE
Una lettera di Domenico Giordano sulle ingiustizie che si consumano in Italia nel silenzio generale
05 febbraio 2005 | T N
Gentile Direttore,
La prego di voler ospitare la presente nella rubrica delle lettere. Grazie!
Ritengo importante dare voce ai lavoratori autonomi del settore agricolo (coltivatori diretti,imprenditori agricoli) su un aspetto per niente equo della Legge del 1988 sugli assegni familiari (Anf) ai lavoratori dipendenti. Anzitutto vorrei dire che essa pone una condizione discriminatoria quando subordina la percezione dellâassegno alla condizione che il reddito annuo complessivo familiare sia prodotto almeno al 70% da lavoro dipendente o da pensione derivante da lavoro dipendente. In tal modo se, ad esempio, il reddito annuo di una famiglia è di 20 mila euro e di questi, 6 mila euro e qualche spicciolo (pari al 30,01%) sono prodotti da lavoro autonomo â commercianti, coltivatori diretti, imprenditori agricoli, artigiani, commercianti ovvero pensionati di queste categorie - lâassegno al nucleo familiare non spetta più, anche se il coniuge del lavoratore autonomo presta lavoro dipendente o è pensionato come tale e guadagna allâanno complessivamente gli altri 14 mila euro. Al posto dellâA.n.f. viene invece concesso al lavoratore (o pensionato) autonomo il vecchio assegno familiare di ⬠10,33 a figlio cui eventualmente vanno aggiunte le relative â ma irrisorie - maggiorazioni, insomma davvero una miseria. In questo caso mi domando, come fa ad andare avanti una famiglia, nella quale ci possono essere uno o sette figli che, a causa della iniquità della Legge, non avrebbe diritto alla percezione dellâassegno per il nucleo familiare.?
Mi domando, ma in questi sedici e passa anni di vigenza della Legge del 1988 nessuno tra politici, studiosi e sindacati si è preso la briga di combattere contro questa ingiustizia ?
Domenico Giordano
Taurianova (RC) 03/02/2005
Lei ha tutto lo spazio che desidera. "Teatro Naturale" ospita volentieri la sua testimonianza. Mi spiace solo che certi argomenti passino sotto silenzio.
L. C.
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