Editoriali
Olio di oliva contraffatto in magazzino e quel prezzo che nessuno vuole vedere
Due latte di olio sofisticato sigillate in magazzino non sono bastate per una condanna: il Tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”. Resta però una domanda scomoda per tutta la filiera: perché nella ristorazione l’extravergine continua a essere considerato un costo da tagliare anziché un ingrediente da valorizzare?
07 ottobre 2026 | 16:00 | Giosetta Ciuffa
In effetti la sola detenzione di due latte di olio contraffatto è un po’ pochino anche se… alzi la mano chi non ha pensato: caro ristoratore, che le tenevi a fare? E però i carabinieri, forse per esperienza così sicuri di questo, si sono dovuti ricredere. Con dispiacere per tutta la filiera perché, appunto, per l’olio contraffatto non deve in assoluto esserci posto neanche nel magazzino lontano dalla cucina. Se si fosse concluso con una condanna, sarebbe stata una vittoria per l’olio evo? Forse sì, perché anche con l’attenzione costante si educano titolari e consumatori, fino ad evitare del tutto situazioni analoghe che ciclicamente ritornano (o meglio, di cui veniamo a sapere, perché chissà quante ne restano sotto traccia). O forse no, perché ci saranno sempre imbottigliatori e gestori disonesti dal momento che sono guadagni/risparmi alti ed è piuttosto difficile essere colti in flagrante. Per uno che viene prosciolto da ogni accusa, chissà quanti sono quelli che invece la fanno franca per l’impossibilità di controllarli tutti.Potrebbero interessarti
Editoriali
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