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Subito lo stato di crisi per salvare il comparto dell'olio di oliva italiano
Il Comitato nazionale rilancia le richieste al Governo e all'Unione Europea: moratoria dei mutui, sgravi fiscali, aumento del de minimis e nuove regole sull'etichettatura. A settembre nuova mobilitazione alla Fiera del Levante di Bari
21 luglio 2026 | 10:33 | C. S.
La dichiarazione dello stato di crisi per il comparto olivicolo-oleario è la priorità assoluta per evitare il collasso di una filiera che sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi vent'anni. A ribadirlo è il Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo, che chiede al Governo un intervento immediato per consentire l'attivazione di misure straordinarie a sostegno di olivicoltori, frantoiani e imprese del settore.
Secondo il coordinamento del Comitato, il riconoscimento formale dello stato di crisi rappresenta il presupposto indispensabile per avviare strumenti concreti di sostegno, tra cui la moratoria dei mutui, la riduzione degli oneri contributivi per i dipendenti, l'innalzamento della soglia del regime de minimis e sgravi fiscali destinati alle aziende che stanno subendo gli effetti più pesanti della crisi.
Le richieste si rivolgono anche all'Unione Europea. Orgoglio Olivicolo sollecita infatti la Commissione europea a riconoscere al settore un ristoro economico per i costi sostenuti a causa del regime di dazio zero sulle importazioni di olio tunisino, che interessa un contingente di 56.700 tonnellate annue. Una misura che, secondo il Comitato, avrebbe generato un impatto economico di circa 90 milioni di euro a carico della filiera italiana.
Tra le priorità indicate figura anche una revisione della normativa sull'etichettatura degli oli, con l'obiettivo di rendere più chiara ai consumatori l'origine del prodotto e la composizione dei blend tra oli comunitari ed extracomunitari. Il Comitato chiede inoltre l'attivazione dell'ammasso privato limitatamente all'olio extravergine di oliva e l'apertura di un tavolo di revisione della Politica Agricola Comune, sia sul fronte delle scelte europee sia di quelle nazionali, con particolare attenzione all'olivicoltura.
Dopo la manifestazione dello scorso giugno, che a Bari ha riunito oltre mille olivicoltori e frantoiani provenienti da tutta Italia e ha sancito la nascita ufficiale del Comitato Nazionale, il movimento annuncia una nuova mobilitazione a settembre in occasione della Fiera del Levante.
"L'obiettivo – spiegano i promotori – è presentarsi ancora più numerosi e uniti per ottenere risposte concrete. Chiediamo che venga istituito un tavolo di crisi permanente e che il Governo si faccia promotore di un accordo tra la filiera olivicolo-olearia italiana e le principali catene della grande distribuzione."
L'intesa proposta dovrebbe consentire, da un lato, di favorire lo smaltimento delle giacenze di olio attualmente presenti sul mercato e, dall'altro, di definire entro i primi giorni di settembre un accordo per l'acquisto dell'olio extravergine italiano della prossima campagna a un prezzo ritenuto sostenibile sia per la grande distribuzione sia per produttori, organizzazioni di produttori e frantoi.
Per Orgoglio Olivicolo, solo un intervento coordinato tra Governo, Unione Europea e operatori della filiera potrà restituire stabilità economica e prospettive a uno dei comparti simbolo dell'agricoltura italiana.
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